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Chi si ferma ai dadi è solo uno sciocco

13:08 Writings
Racconto breve, senza conclusione (come mio solito) ma che tenta di arrogarsi il diritto di avere qualche significato in più fra le righe. Probabilmente è *solo* testo fra le righe.

Jack non era mai stato un buon giocatore. Neppure un pessimo giocatore. Jack era quello che si poteva definire un conservatore. Tutte le sue scommesse erano sì per gioco, ma non superava mai una soglia investimento, piuttosto moderata.
Anche quella notte, era seduto al bancone, guardando qualche tiro di dado prima di mettersi a giocare. Guardava attentamente quei due cubi rotolare sul piano verde, come un bambino che prendesse a calci scatole da scarpe sul prato. E guardava gli altri.
“Per vincere”, diceva dopo qualche bicchiere, o perchè interpellato nel momento giusto, “bisogna capire attentamente la situazione. Ci sono i dadi, certo. Ma da soli non sarebbero niente. Bisogna focalizzare l’attenzione con lo sguardo su di loro, ma guardare contemporaneamente tutto. Il tavolo, gli altri stolti che stanno buttando via i loro soldi e il tizio sorridente che te li prende, una volta persi. Tutto rientra nel gioco. Chi si ferma ai dadi, è solo uno sciocco”. Poi si alzava e usciva, di solito.
C’era quel signore grasso, che a occhio e croce stava spendendo una fortuna. Non si era mai visto qui, ma si vedeva che non era nuovo a questo vizio. Era paonazzo per il caldo e piuttosto nervoso per le banconote che si era visto sfilare. Poi c’era Milfred, un ragazzotto magro che sperava sempre di vincere qualche spicciolo. Magari anche riuscendo qualche volta, sfilando come un modello fuori dal locale con un sorriso da lato a lato. Un quarto uomo invece pareva aver impiegato il suo patrimonio più per le sigarette che per i dadi, fumava come un ossesso. Capivi quando aveva raggranellato qualcosa dagli anelli di fumo che faceva.
Ho detto quattro, già. Perchè ho saltato un partecipante. Jack si alzò dal bancone e si affiancò a lei, una ragazza piuttosto silenziosa che sembrava corrucciata per aver perso una discreta somma all’ultimo tiro.
“Eh sa, a volte, è inutile cercare di capire cosa uscirà. Bisognerebbe saperlo e basta, ma non si può.”
Prese tutti i soldi che aveva e li puntò, quindi prese i dadi e li diede alla donna.
“Altre volte, si spera semplicemente che uscirà il numero desiderato”
“E se non esce?”
“Questo sta a lei…”

4 comments Add yours below

1

marta 2005 01 03 at 15:21

ma il titolo è un monito? (o un monitor? boh.. :D )

I like it.. che l'hai scritto te?
2

Folletto Malefico 2005 01 03 at 15:28

Il titolo è estratto dal racconto, nulla di più: non sapevo che titolo mettere :)



Si, scritto io ieri notte... :)
3

marta 2005 01 03 at 18:03

sai l'unica cosa che mi stona? il ragazzotto magro.. io un ragazzotto me lo immagino in carne! comunque sei bravo.. e scritturacreativa? lol parlo io che questo mese sto rimandando a più non posso :D
4

Bru 2005 01 03 at 18:57

e ci piace! penso ti citero'... da qualche parte, comincio ad avere più blog che personalità multiple... :)

Ah, un consiglio per la leggibilità: i commenti mettili in ordine cronologico dritto, non inverso ;)

poi oh... de gustibus :D

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