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Ma è sempre soltanto la stessa vecchia storia…

00:45 Emote
Solite self-riflessioni. Solite? Mah si. Diciamo che mi piace scriverle per poi rileggerle. E per sapere, magari, cosa qualcuno ne pensa.

A volte mi chiedo se non miro troppo spesso, troppo in alto. Il mio obiettivo è là, alto. Sopra ogni cosa. E’ così lontano che, in pratica, non riesco neppure a capire cosa sia, precisamente. E’ un po’ come essere persi in un bosco ma avere la certezza che ‘di là’ c’è il rifugio.

Accontentarsi? Passo dallo sminuirmi all’esaltarmi, rimanendo però pur sempre un punto indefinito fra queste cose. In fondo, una persona che "leggendo due volte gli appunti di un’altra persona" riesce a superare un esame con 25, secondo voi, rischierà mai di cadere nel tranello che usualmente si definisce come "sedersi sugli allori"?

Si. Risulta essere quasi uno status mentale. E quindi, l’unico modo per ‘sfidami’ risulta dare valore zero a tutto quello che sono in grado di fare, ponendomi contemporaneamente obiettivi alti.

Forse, è un po’ la sindrome da ‘secondogenito’: quando sei piccolo, quello che fai viene sempre misurato e rapportato a quello che fa il tuo fratello maggiore. E poco importa, davvero, nella tua testolina, sapere che è quantomeno difficile rapportarsi a qualcuno che ha quasi 10 anni di differenza. Lo fai e basta.

E poi… boh, in un certo qual modo se ne esce. Ma forse, tutto questo, un po’ deriva ancora da quello attraverso cui son passato, appunto.

~

Il mio più grande problema è che non riesco a parlare "di me", ovvero, tutto questo deriva dal fatto che non so come mi sento realmente, nè in fondo ho mai avuto la necessità di farlo. Più spesso, mi è stato comodo ignorare -o meglio, tentare di farlo- quello che sentivo, tanto che ora non riesco quasi più a sapere come mi sento.
Si arriva al paradossale. Chiedersi a volte "come dovrei sentirmi in questa situazione?".

Forse il problema è che solo non sono in grado di associare uno stato d’animo con una precisa parola. Cosa significa triste? Cosa significa depresso? Cosa arrabbiato? Cosa calmo? Cosa alterato? Cosa paura?
"Ecco, figliolo, questa è la tristezza" – "Grazie". No, non so, davvero. Qualcuno può dirmelo?
Ed è quantomeno curioso come sappia abbinare meglio un sentimento positivo ai miei stati d’animo, che quelli negativi.
Euforico, felice, allegro, soddisfatto, scherzoso, calmo… si, questi li so associare tutti.

Non credo che sia ottimismo, quanto forse una paura del dire ad alta voce: "Ecco, sono così".

"E lasciatemi qui, nel mio pezzo di cielo, …"

11 comments

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marta 2005 04 24 at 14:50

La sindrome del secondogenito non la conosco.. io ho avuto a che fare con quella della primogenito: quella che deve dare l'esempio, quella che deve essere comprensiva perché "è piccolo e non si rende conto", quella che deve lottare per star fuori a dormire a 18 anni e poi vede il fratello minore autrorizzato a farlo a 14.. non so in realtà quanto conti essere maggiore o minore, in fondo.

E trovo bellissimo che tu non riesca a definire le tue emozioni negative. Perché in realtà in fondo son solo parole per cercare di acchiappare qualcosa di indefinibile. Ce n'è davvero bisogno?

Un bacio
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Folletto Malefico 2005 04 24 at 16:17

Non ne ho mai avuto bisogno, ma trovo sia un limite non sapere praticamente mai rispondere a "come stai?"...
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Bru 2005 04 25 at 12:13

Siamo in periodo MCR eh? ;)



C'è stato un tempo in cui credevo che il Bru di oggi non foss'altro che la sommatoria dei Bru di ieri. Oggi so che, con un po' di astuzia, questa sommatoria può giocare sui migliori Bru di ieri, elevato alla visione del Bru di domani.
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Folletto Malefico 2005 04 25 at 12:43

Beh, sinceramente, non mi piacevano gli MCR perchè sono *troppo* politici. Per ora ho trovato due canzoni (quelle citate, appunto) che non lo sono, e devo dire che mi piacciono.

Ora sto 'indagando' e vedo se ve ne son altre... ;)



"Il totale è superiore alla somma delle parti", non ricordo il contesto, ma son d'accordo ;)
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sheena 2005 04 25 at 18:47

io rientro nella "categoria" citata da marta: sindrome da primogenita? O__o

ehehehhe.

non so... in un certo senso credo sia meglio nn imbrigliare i sentimenti con poche (e a volte pure stupide! :P) parole. ma capisco quando parli del limite di nn saper esprimere quel che si sente.. l'incapacità di comunicare agli altri il proprio stato d'animo, quando magari se ne sente maggiormente "bisogno"... quando si e' a terra e nn si sa nemmeno bene capire "in che modo ci si e' finiti e in che modo ci si sta" (in un certo senso. ma le parole "giuste" nn le trovo. sorry.).



in genere, per chi mi conosce, c'e' solo un termine che definisce i miei stati d'animo "negativi" (o comunque "nn positivi"):

"come stai?"



"così".



ecco... nn e' che sia il massimo... e mi conforta sapere che, almeno qualcuno riesca a comprender(mi), quando sto in quel modo. che' io nn ci riesco.



riguardo al contesto della citazione: si riferisce alla teoria della gestalt. l'insieme nn e' mai la somma delle parti. :)



un abbraccio. :)
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Folletto Malefico 2005 04 25 at 20:05

Giusto, gestalt! ;)

Wah la mia testa è un dramma per i nomi :P



Uhm si... direi che sei stata cmq chiara nel punto in cui non trovavi le parole giuste.



Pensandoci, io tendo a menzionare due stati, al momento. "Bene" e "Si tira avanti" (cit. da retaggio familiare). Ovviamente "Bene" con persone che mi sono in una certa misura estranee diventa nel caso retorico... in base al principio che non bisogna mai fare vedere al nemico le proprie debolezze :)
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sheena 2005 04 26 at 12:36

lol.



quello me lo sto "scrollando" di dosso. piano piano... il "principio" in base al quale nn bisogna mai fare vedere al nemico le proprie debolezze (che' poi finisco per crederci anch'io! O__o).



pero', il "così" e' duro a morire... soprattutto quando parlo con persone che amo e che so tenerci... "male" nn mi viene, ma "bene" sarebbe mentire.



P.S.: ma la mia "casistica" e' limitata solo alle persone a cui tengo. ai conoscenti racconto come vanno le cose (e loro ne traggono conclusioni proprie). agli altri nn rispondo nemmeno. lol



P.P.S.: e' solo un caso che mi sia ricordata UN nome (la proff che m'ha bacchettata all'ennesima potenza sulla corretta pronuncia... si vede che e' servita... :P)
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lady 2005 04 27 at 14:16

Non c'è nulla di male a portare in alto i propri obiettivi.

Solo che si fatica molto a realizzarli e mentre si è per strada ci si fa molto male... ma poi passa ;)
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Bru 2005 04 27 at 14:48

@lady: rispondo con una citazione trita e ritrita, ma che rimane impareggiabile: un giorno chiesero al Buddha "maestro, qual è la strada per la felicità?" il Buddha rispose "non v'è nessuna strada per la felicità. La felicità è la strada"

:)
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Folletto Malefico 2005 04 27 at 17:11

Magnifica citazione, indeed, anche se trita e ritrita :)
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Sumiko 2006 04 24 at 03:58

Wow...è una delle mie canzoni salvaumore... :)