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Da Picasso ai nostri piccoli maestri.

18:16 Life

Parlando è curiosamente uscita, contemporaneamente, la citazione di una frase piuttosto famosa di Pablo Picasso.

Ad 11 anni dipingevo come Michelangelo…
C’e’ voluta una vita per imparare a dipingere con gli occhi di un
bambino.

Pur col dubbio che questa citazione sia quella “esatta” sua (esistono un po’ di diciture diverse) trovo che questa sia una delle più significative.

Curiosamente tutto questo mi ha fatto tornare alla mente il mio professore di educazione artistica alle medie, che dalla sua cattedra “comandava” tutta l’aula di arte, con i banchi disposti ad U davanti a lui.

La cosa particolare della sua persona erano alcune frasi “tipo” che non smetteva mai di ripetere, perché erano le basi del suo insegnamento.

  1. “Questo è uno stereotipooo”
  2. “Dovete mettere il colore di baseee”
  3. “Breve, intrinseco e irregolareee”
  4. “Più pastoso il coloreee”

Il prolungamento delle vocali è dovuto al fatto che spesso quando citava questi insegnamenti si rivolgeva a tutta la classe, anche se erano diretti al povero malcapitato che era andato a chiedere se la tavola stava procedendo bene.

Posso spiegarvi, oggi, a distanza di quasi 10 anni, cosa significano queste basi del disegno, della pittura e, di fatto, dell’arte, insegnata a dei bambini?

  1. Doveva essere evitato a tutti i costi lo stereotipo. Se si disegnava qualcosa, bisognava, sempre, avere davanti una fotografia del soggetto (o il soggetto stesso, ovviamente). Questo per evitare quello che è “l’albero stilizzato”, per ricordare una immagine comune a tutti. Disegnare a memoria implica disegnare “ricordandosi” solamente i tratti essenziali, pochi. Avere una foto ci permette di poter apprezzare e disegnare tutte le sfumature che questa porta con sé.
  2. Questa è una cosa che in effetti è noiosa, fastidiosa, lunga e che sembra non servire a niente. Il colore di base. Quando si deve passare alla colorazione a grafite (matite) è utile mettere uno strato di colore “neutro” sul quale poi passare gli altri. Addesso non vorrei ricordare male le basi, ma se si voleva disegnare un albero il tronco doveva avere una base gialla, mentre la chioma verde chiaro (o ancora, gialla).
  3. Il tratto non deve essere usato a casaccio. Guardate le bozze degli autori più famosi e noterete spesso una “trama” dei tratti. Breve, intrinseco ed irregolare definisce proprio come deve essere il tratto: breve, ovvero non righe lunghe tutto il foglio; intrinseco, ovvero che il tratto e quello successivo non dovevano essere spaziati ma si dovevano sovrapporre leggermente e irregolare, ovvero non bisognava colorare prima tutta la colonna di destra, poi attaccarsi e proseguire con quella centrale e così via: l’irregolarità garantisce paradossalmente una maggiore uniformità. Questa dicitura però premette una cosa: il tratto deve proseguire in modo parallelo: ovvero una riga, poi quella sotto, e così via, a zig-zag. Non bisogna mai cambiare il verso, la direzione, se non nella passata successiva (ovvero, sopra a quella che si sta tracciando), creando una trama di livelli sovrapposti e inclinati fra di loro.
  4. Il colore deve essere pastoso, ovvero ogni strato della trama (incluso il colore di base) deve fondersi l’un con l’altro. Bisogna quindi esercitare una certa pressione (non troppo da rigare, non troppo poco da non tracciare colore).

La critica che mi beccavo più spesso era quella a riguardo della pastosità del colore. La mia “tecnica” procedere per leggerissime sovrapposizioni cromatiche, impiegando un abisso di tempo e una quantità incredibile di passate. Fortunatamente in questo son migliorato.

La cosa divertente? Non ho più alcun disegno mio di quel periodo, tranne uno fatto a pirografia (bruciatura sul legno: son tre gattini, da cui poi mio padre ha ricavato un mobiletto) perché con la scusa che gli servissero per l’esame delle medie se li è tenuti tutti. E suppongo che uno di quelli è finito su una parete dell’aula di educazione artistica per qualche tempo, esattamente come quelli di mio fratello una decina di anni prima.

8 comments Add yours below

1

Quadreria - Arte Moderna e Contemporanea 2006 05 07 at 03:14

Il ‘Dora Maar con gatto’ aggiudicato a Rustam Tariko...

Il ritratto eseguito da Picasso all’amante Dora Maar dipinto nel 1941 è stato venduto il 3 Maggio da Sotheby a New York alla modica cifra di 95.216.000 dollari. Si tratta del secondo prezzo più alto della storia dietro solo a ‘Ragazzo c...
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Disarm 2006 05 07 at 16:29

Froll quando hai qualche dindino da parte comprati il libro "Disegnare con la parte destra del cervello" di Betty Edwards (o Betty Ford? Ma la Betty Ford non era mica una clinica per star tossiche e decrepite? casino).
3

Folletto Malefico 2006 05 07 at 18:36

Riformulo la frase: "Froll quando hai un po' di tempo..." :D

Ok, in effetti quel libro l'avevo completamente scordato. Thx. :D
4

Sumiko 2006 05 07 at 20:50

Io lo ho :)
Se Foll vuole glie lo presto :D
5

Folletto Malefico 2006 05 07 at 20:55

Foll vuole. :P
6

Digital Meadows » Blog Archive » CVD 2006 05 07 at 20:56

[...] Tutta questa intro scolastica (inconsciamente alimentata da questo post di Foll, senza dubbio) per una notizia molto semplice: come volevasi dimostrare la bufala di Tom Cruise (cliccate qui se vi servono ripetizioni ;)) vaga ancora libera e non smentita per il mondo, tanto è vero che ha fornito lo spunto per un trafiletto sul Magazine del Corriere della Sera di questa settimana (Camilla Baresani, pag. 20). [...]
7

Glorfind3l 2006 05 07 at 23:42

"Io lo ho :)
Se Foll vuole glie lo presto :D"

Quoto e sottoscrivo, l'ho anche io:D
8

Khorne 2006 05 09 at 08:32

I miei disegni sarebbero buoni solo per tappezzare i muri di una cella come tortura ottica aggiuntiva :asd:

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