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Frontiers of Interaction / 1

10:10 Technocracy

Frontiere dell'Interazione II

E’ in effetti piuttosto curioso vedere iniziare una conferenza come Frontiers of Interaction tramite un video di una persona che sta a migliaia di kilometri di distanza. La giornata è stata inaugurata da Dirk Knemeyer, che esordendo con un “we live in a strange world” ha sottolineato come per fare buoni contenuti e contemporaneamente buon design sia necessaria passione sia verso quello che si sta facendo che verso le persone a cui sono destinate. Bisogna “take care”, “you have to love“: questi sono gli ingredienti essenziali.

“I migliori prodotti sul mercato sono quelli che risolvono il problema di un singolo”, cita parlando di Mobup.org Matteo Penzo. Mi ha incuriosito, a parte la domanda finale su quale sia la possibilità che devices “dumb” o analoghi possano aiutare a superare il digital divide, l’idea di considerare le fotografie in due categorie. Quelle fatte per essere belle, che nascono da fotocamere “vere”, e quelle istintive, che invece sono proprie dei cellulari.

Fabio Sergio ci fa notare come l’origine della parola “avatar” derivi dal sanscrito e definisca l’incarnazione in una persona di un concetto, filosofia, divinità. Se ci si pensa, è un concetto piuttosto differente dall’idea odierna di avatar, che è stata applicata alla rappresentazione su schermo di una entità: riduttiva. Citando Paul Dourish e il concetto di embodiment a me però viene in mente non so come mai il Nabaztag… Curioso poi l’aneddoto che cita, ovvero in riferimento alla digitalizzazione dei biglietti dei mezzi pubblici, una vecchina gli disse: “In the past you had to stamp the ticket. Now you simply caress the machine” (emotional affordance). Cita poi Internet of Things e due libri in merito, Everywhere (A. Greenfield) e Shaping Things (B. Sterling). Sterling in particolare conia il termine “spime“: la sua chiave è l’identità. E’ per definizione il protagonista di un processo documentato, una entità storica con una precisa e accessibile traiettoria nel tempo e nello spazio (”The object is no longer an object, but an instantiation”). Passiamo poi a citare Julian Bleecker, ove definisce il concettodi blobject, ovvero oggetti in grado di “comunicare”, per quanto in modo stupido, qualcosa. [mi domando quindi se non si rischi ad un certo punto anche qui il problema dell'information overload] Giungiamo poi alla sottolineatura di quanto sia innovativo il controller nunchaku di Wii: mi trova perfettamente d’accordo.

Christian Peter credo abbia creato un leggero brusio anche solamente per il nome che portava con sé: Fraunhofer Institut. Si introduce con un concetto semplice ma importante: è la tecnologia che deve andare verso l’uomo e non viceversa. Le emozioni sono importanti e pervadono la vita di tutti i giorni, allora anche la HCI deve usare le emozioni. Interessante il fatto che poi abbia presentato un “famoso” video italiano di un noto player che sfascia un computer a suon di bestemmie: chissà se sa cosa stava dicendo in italiano. Per creare un buon prodotto serve quindi rispettare la natura umana. Fare attenzione alle emozioni dell’utente significa avere il potenziale che il proprio prodotto sia buono, rilassante, capace di motivare e svolgere funzioni senza intralciare (…e ovviamente salvare i computer dalle ire più aggressive).

5 comments Add yours below

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Yoghi 2006 06 16 at 12:03

Foll, veramente interessante questo seminario. Gli speacker sono all'altezza e mi hanno dato notevo "spunti" alcuni anche rigurardanti la mia tesi. :)

PS: non vedo l'ora dopo averti visto usare WP di installarlo al posto del mio :D
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Matteo 2006 06 16 at 23:15

In realtà la citazione corretta e': "I migliori prodotti sul mercato sono quelli che nascono per risolvere il problema di un singolo" ;-)

Bello (e completo) poi il report della giornata.
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Folletto Malefico 2006 06 19 at 01:04

Ach. Lo sapevo di essermi perso qualcosa :P

Thanks :)
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Yellow Line » Just after The Frontiers 2006 06 20 at 23:37

[...] We had bloggers who blogged their feedback (Italian readers might find a very nice report at Intense Minimalism) and - given this was the first time we tried such an innovative format - I’m very very VERY happy with the results. I’m really proud of being one of the conference producers (and Leandro, my partner in crime, is really proud too). [...]
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Intense Minimalism » ATM Milano rinnova i biglietti… davvero un miglioramento? 2006 07 11 at 19:36

[...] Fabio Sergio, citando durante Frontiers of Interaction 2006 le obliteratrici milanesi mi ha dato l’ultima spinta per scrivere questo articolo sull’usabilità dei sistemi di pagamento dell’ATM di Milano. [...]

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