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Frontiers of Interaction / 2

12:08 Technocracy

L’intervallo è stato caratterizzato oltre a dei stranissimi dolcetti di cioccolato con budino alla fragola (mi scuso, non v’è una definizione migliore), anche da un AIBO che ha catalizzato l’attenzione di praticamente tutti i presenti. Dettaglio significativo.

Leandro apre le sessioni dopo il primo coffee break con una slide interessante: “From GUI to EUI”. EUI, ovvero Emotional User Interface. “E’ essenziale che un computer abbia una faccia: è opinabile”, parere che condivido, ma prosegue dicendo anchge che “un dialogo è il modo migliore per riuscire a colmare il gap fra uomo e macchina”.
Non è essenziale che un assistente virtuale capisca tutto quello che viene comunicato, a volte semplicemente lo salta ma si mantiene su un livello proattivo. Questo è importante, perché significa che alcuni problemi non è necessario che vengano risolti, basta che siano gestiti. Qui vi sono stati dei video molto ben realizzati che mostravano quale sia un possibile scenario che utilizzi avatar e assistenti virtuali, difficile descriverli. Ma la reazione del pubblico credo sia stata sensibile: cogliere un commento che fosse “fighe, fighe virtuali”, per quanto non certamente polite, sicuramente determina già in modo univoco quale sia la percezione del “pubblico” rispetto a questo soggetto.

Segue Dario Nardi (Ucla), in un video, ove mostra il suo SocialBot, un interessante avatar che migliora l’interazione introducendo una serie di informazioni “extra” al messaggio, indizi. Di fatto sono dettagli aggiuntivi rispetto al messaggio puro e semplice ma che contribuiscono a formare una comunicazione più “umana” e quindi più piacevole e propositiva. Mi ha particolarmente colpito la possibilità che è stata data al bot di capire i “jokes”, ovvero semplici battute.

Forse il web è stato un successo così grande che ha vincolato in una certa misura l’evoluzione, ci accenna Andrea Benassi (Indire). La scelta della metafora della “pagina” implica escludere intuitivamente altre possibilità e altre vie. Forse la realtà virtuale sarebbe arrivata prima? Non è chiaramente possibile determinarlo, ma è certo che esistano altre possibilità di interazione sociale. Internet fortunatamente non è solo “web”, ma una infrastruttura di comunicazione. Vi è anche il passaggio da un mondo virtuale ad un mondo sintetico (synthetic world): ovvero un mondo non separato ma fuso con quello reale, dove non semplicemente si interpreta ma si vive. Non solo, ma in questi mondi nascono delle economie, che si possono fondare anche su soldi veri e non solamente su una ipotetica moneta virtuale. Segue una panoramica su SecondLife, ma diventerei davvero troppo prolisso a dettagliare tutto.

1 comment

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Frangino 2006 06 19 at 13:44

Ho aggiunto qualche dettaglio in più sull'intervento di Andrea Benassi nel post: le frontiere dell'interazione 06