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Frontiers of Interaction / 3

15:03 Technocracy

La sessione si riapre dopo un buon pranzo -fameeh- con Antonio Rizzo (UniSi), che sottolinea come gli esseri umani hanno una notevolissima capacità innata sia di percepire il movimento (e non l’immagine ferma) ma anche quella di identificare i visi ed emulare le espressioni facciali (visemi) di chi hanno di fronte (vedi i bambini).
Prosegue facendo vedere alcuni test effettuati su bambini che fanno notare come vi sia questo istinto di percepire il moto, prevederlo e quindi di avere una sorta di idea di permanenza di uno stato (sia fisico che motorio). Ancora, dai 9 mesi di vita noi siamo in grado di percepire le intenzioni altrui e anche di interagire con esse.
Sono stati recentemente individuati una serie di neuroni che si attivano non solo quando la persona sta compiendo una azione, ma anche quando un’altra persona sta compiendo l’azione. Questi neuroni si chiamano neuroni specchio. E’ importante notare che si attiva tutta la sequenza nervosa dell’azione fino all’ultimo, ovvero fino a poco prima di attivarsi in un movimento.

Pabini Gabriel-Petit (Spirit Softworks) prosegue, citando alcuni riferimenti agli elementi necessari per una user experience completa (P. Morville, J.J. Garretts). La UX (User eXperience) è una disciplina estremamente multidisciplinare che comprende figure professionali molto diverse che si trovano quindi a dover collaborare fra di loro. In particolar modo cita la definizione di UX di Don Norman, che afferma essere ampia ma più precisa dell’ambito troppo vasto che spesso va ad identificare. Per questi motivi comunque è essenziale che nessuna delle persone che collaborano per costruire una UX efficace creda che la sua parte professionale sia migliore o più importante di quella di chiunque altro.
Interessanti le metafore del muro (impossibilità comunicativa fra i vari gruppi che dovrebbero collaborare) e del silos (la comunicazione è preservata e chiusa in blocchi inaccessibili dall’esterno. Le tre figure product manager, ux archiotect, system architect devono lavorare in sinergia.

Vi è stato poi un breve esempio di Rane Serato, una interfaccia analogica ad un sistema di mixing digitale, ma per questo vi rimando alla descrizione di Leandro.

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