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Frontiers of Interaction / 4

16:29 Technocracy

Dopo il break pomeridiano abbiamo un’altro intervento video, Nathan Shedroff. E’ fondamentale creare una esperienza, che risulta composta da alcuni elementi: triggers, duration, intensity, breadth, significance, interaction. E’ importante notare come esperienze soddisfacenti sono significative per chi le vive. Molti concetti in poco spazio purtroppo impediscono una sintesi più esaustiva.
Seguono tre inteventi brevi. Il primo è stato condotto da B. N. De Carolis che ha sottolineato l’importanza di avere una percezione dell’utente e dell’ambiente il più ampia possibile. Ha anche mostrato una serie di studi in merito ad alcuni progetti sviluppati dall’Università di Bari.

Francesco Di Nocera presenta invece uno studio sull’investigare lo stato dell’utente analizzando il movimento oculare dell’utente stesso. Questo può essere molto utile: avere dati sintetici sullo stato emotivo dell’utente consente di adattare la risposta del sistema in modo da essere più efficace. Accenna anche il termine di neuroergonomia. Cita anche Paul Ekman (7 ± 2 emozioni).

L’ultimo intervento della tripletta è quello di Luca Mascaro che ci parla di market ed emozioni. Qui trovo difficoltà a fare una sintesi efficace, per quanto sia stato molto interessante. L’evoluzione dei sistemi di divide in quattro fasi distinte, a partire dall’arrivo di un nuovo prodotto sino alla sua maturità. E la domanda finale è assolutamente interessante come riflessione: in che fase si trova internet?

Qui conclude Frontiers of Interactions II, ringrazio gli organizzatori che sono gli ultimi che spesso prendono complimenti nonostante sia un lavoro non da poco, Leandro e Penzo. Chiarisco che non sono stati gli unici a lavorarci, ci sono molti altri contributi fondamentali, ma mi sembrava il caso aggiungere un commento per loro.