Questo è uno studio personale sull'usabilità dei sistemi che ATM Milano ha iniziato ad introdurre dal 2004. Si tratta di una analisi dettagliata ma comunque solamente preliminare a uno studio completo con casi utente e osservazioni dirette, che ATM dovrebbe sicuramente fare.
L'articolo è stato pubblicato anche su
Idearium.ORG.
Successivamente ho pubblicato anche due evidenze da strada in merito (
1,
2).
Questo articolo è ben integrato da uno
studio successivo sui mezzi pubblici di Tokyo (2007).
Fabio Sergio, citando durante Frontiers of Interaction 2006 le obliteratrici milanesi mi ha dato l’ultima spinta per scrivere questo articolo sull’usabilità dei sistemi di pagamento dell’ATM di Milano.
Chunque abiti a Milano e abbia utilizzato negli ultimi tempi i mezzi pubblici avrà notato un lento processo che sta portando al cambiamento di tutto il sistema di biglietti per poter usufruire del servizio.
Non vorrei però soffermarmi su quale sia l’offerta o i cambiamenti economici che questo comporta o in prospettiva comporterà. Vorrei invece soffermarmi su un fattore che è stato evidentemente sottovalutato ma che risulta essere egualmente importante. L’usabilità.
Senza propormi come guru e senza proporre un sistema differente, visto che ormai comunque “i soldi son stati spesi” vorrei analizzare due elementi cruciali: le biglietterie automatiche e i biglietti.
Biglietterie Automatiche
Esistono tre tipi di biglietterie automatiche ad oggi nelle metropolitane milanesi:
- Vecchio modello meccanico (a cui mi riferirò come MM)
- Modello elettronico (ME)
- Nuovo modello elettronico (NME)
Il vecchio modello meccanico è ancora trovabile credo in qualunque stazione, anche se credo che ad oggi sia stato disattivato (come è accaduto qui a Precotto). Era un sistema estremamente semplice: inserivi 1, 0.50, 0.20 euro e al raggiungimento del prezzo del biglietto ne veniva emesso uno, urbano.
Pregi: veloce, immediato ed intuitivo
Difetti: può distribuire un solo tipo di biglietto (in questo caso quello urbano), non da resto
Il modello elettronico è un macchinone piuttosto ingombrante che potete trovare nelle stazioni più importanti della metropolitana. Aveva una interfaccia piuttosto complessa e disordinata, con dei numerini che tentavano di fare capire quale fosse la sequenza delle azioni da compiere. Oggettivamente credo che a livello funzionale fosse molto efficiente ma inficiato da una pessima e confusionaria interfaccia.
Infatti per acquistare un biglietto (spero di non ricordare male la sequenza) si deve premere il pulsante corrispondente al biglietto che si desidera, per un numero di volte pari alla quantità di biglietti che si desiderano. Successivamente, si inseriscono i soldi e al raggiungimento della somma questi sono erogati (se possibile con il resto corrispondente).
Pregi: distribuisce tutti i tipi di biglietti (salvo quelli speciali, come giornalieri)
Difetti: interfaccia pessima e disordinata
Il nuovo modello elettronico si suppone che risolva, quindi, tutti i problemi sin qui riscontrati. In effetti, no. Seppure possieda più funzionalità del precedente modello elettronico, l’interfaccia è se vogliamo addirittura peggiorata.
Allego una foto esplicativa.

Partiamo con ordine. Qual è la prima cosa che dovrebbe fare la macchina? Essere pronta ad emettere biglietti e quindi veicolare immediatamente ad un utente occasionale l’informazione su cosa debba fare per ottenere un biglietto. Osservate il bilanciamento: 2/3 dell’interfaccia sono occupati per il “pagamento”, con il tastierino numerico per “ELETTRONICO” disposto esattamente al centro (elettronico cosa? non è immediato capire che è racchiuso in una cornice chiamata “PAGAMENTO”, là in alto). Consideriamo che non c’è niente che attiri l’attenzione in modo particolare (neppure i numeri presenti sulla macchina elettronica precedente!) e quindi è evidente come uno sia naturalmente portato a guardare l’elemento che occupa più spazio (pagamento) e/o al centro del dispositivo (elettronico).
Iniziamo malissimo.
Ci accorgiamo quindi in un secondo momento che lo schermo dice “Ricarica qui la tua tessera” e “Premi un tasto qualsiasi“. Voi avete visto per primo il tastierino numerico di “ELETTRONICO” e quindi premerete con molta probabilità quello. E’ esattamente quello che ho visto fare a buona parte delle persone che mi è capitato di vedere armeggiare le prime volte con questa macchina. Naturalmente “Premi un tasto qualsiasi” si riferisce a quei tastini appena sotto il monitor. La parola “qualsiasi” è quindi evidentemente già errata.
Ma scusate, se questo è un distributore automatico, perché devo premere un tasto per iniziare? Dovrebbe già essere pronto, veloce, rapido. Diamine, Luca stamattina si è svegliato dopo aver lavorato fino a tardi, ha dormito poco, non ha fatto colazione ed è in ritardo. Questa è una perdita di tempo gratuita.
Proseguiamo: i tastini sotto, cosa diavolo significano? Due frecce su, una freccia su, ok, cancel, una freccia giu, due frecce giu. Disposte in modo completamente separato dal monitor a cui si riferiscono. Scoordinate. Appena premerete “un tasto qualsiasi” sullo schermo apparirà una lista. E qui cosa vi dice la differenza fra “una freccia giu” e “due frecce giu”? Mistero. Luca è sempre più frustrato.
Qui ammettiamo che siete andati avanti speditamente (più che altro perché non ho documentato i vari passi, ma se non erro non è per nulla chiaro neppure come comprare DUE biglietti invece di uno, ve lo assicuro). Ora volete pagare concarta di credito. Appena sotto le freccine del monitor c’è “tessera”. E basta. Io credo sia un po’ ambiguo, anche se è abbastanza evidente che la carta bancomat si inserisca sulla destra.
Splendido: potevano migliorare il dispositivo precedente e sono riusciti quasi solo a peggiorarlo. Tanto per dire, un dispositivo analogo a quello dei bancomat per quanto comunque non ideale era comunque meglio: tastini di fianco allo schermo. O ancora meglio come nel dispositivo elettronico precedente: un tasto per ogni tipo di biglietto. Premi due volte, due biglietti. Considerato che il tastierino “frecce” è costituito da 6 pulsanti di due dimensioni differenti, avremmo già ad un costo per pezzo inferiore almeno 6 pulsanti identici che variavano solo nel colore (il colore, ad esempio, in modo da corrispondere a quello della fascia di biglietto desiderata).
Pro: qualche funzionalità aggiuntiva.
Contro: interfaccia nettamente peggiorata, più lenta e macchinosa.
Se siete arrivati a leggere fino a qui, avrete intuitivamente già capito come il modello meccanico era ancora quello più veloce, intuitivo ed efficiente.
Biglietti
Un altro elemento davvero dolente, ma questo per fortuna facilmente risolvibile con un restyle grafico, sono i biglietti. Iniziamo con l’osservare come erano i biglietti fino a poco tempo fa.

Quello sulla sinistra, il biglietto (1), è il penultimo uscito. Seppure non in modo chiaro e ottimale, il verso di inserimento è comunque in qualche modo veicolato: vi sono alcune piccole frecce al centro e una leggera (tipica) decolorazione sulla parte da obliterare.
Il biglietto (2), per quanto promozionale, porta con sé ancora lo stile dei biglietti precedenti alla penultima revisione (1), ovvero una grossa freccia, chiara ed univoca, che si staglia proprio sul punto in cui verrà fatta l’obliterazione. La sciura Agata, affetta da presbiopia, non avrà alcun problema a capire il verso di inserimento del biglietto (2) mentre è piùà facile che lo abbia con il biglietto (1).
E com’è l’ultima revisione, quella attualmente venduta nelle edicole? Eccola.

Ho preso di proposito un biglietto nuovo. Qual è il verso di inserimento? Mistero. Dopo un po’ che lo osservate, forse trovate quei leggerissimi elementi che vi fanno intuire che forse un verso c’è. Da questo punto di vista, il biglietto è pura follia: per quanto esteticamente bello, è troppo difficile capire il senso di inserimento.
Ma in fondo, non è un grosso problema: sarà sempre un umano a controllare il biglietto e anche se questo è obliterato al contrario, per quanto “stupido” (in quanto una grafica migliore l’avrebbe evitato) non è un problema.
Ma oggi ci sono i nuovi, splendidi biglietti elettronici.
Abbiamo i nuovi abbonamenti, che sono semplicemente da “strusciare” su un pannello magnetico che leggerà i dati della tessera. Molto bello, comodo, efficiente. Qui a mio avviso non hanno sbagliato, anche se sui tram le obliteratrici sono ancora davvero poco chiare (ho visto ben più di una persona tentare di obliterare la tessera o ancora più frequentemente di “strusciarla” sopra e non di fianco, dove è invece l’area attiva).
Ma cosa distribuisce il nuovo modello elettronico? Biglietti ad obliterazione singola, magnetici. Beh, dov’è il problema?
I problemi ci sono e pure gravi. Il primo risulta essere la diversità di obliterazione rispetto ai biglietti tradizionali: il biglietto viene preso, letto, obliterato e sputato fuori da una fessura diversa da quella in cui è entrato. Differente non solo da come siamo abituati ad obliterare, ma anche rispetto alla stessa macchina però sui mezzi di superficie. Brividi: due modalità distinte di obliterazione per lo stesso biglietto, entrambe differenti da come era precedentemente.
E’ abbastanza evidente come a questo punto il verso di inserimento diventi critico, perché altrimenti la macchina non legge la banda magnetica. Anche qui no comment, non è difficile progettare qualcosa che legga qualunque sia il verso di inserimento.
Ma come è fatto il biglietto? Una perla.

Come potete notare, questa è la massima espressione della controintuitività:
- Il “tab” bianco che ha da sempre indicato lo spazio di obliterazione ora è puramente lo spazio su cui stampare pubblicità. Il tab sembra indicare la direzione di destra. Sbagliato.
- Il verso della tipografia è stato invertito rispetto ai precedenti biglietti: come potete notare tutti i biglietti precedenti se posti con il testo leggibile in orizzontale si obliteravano verso destra. Questo no.
- La freccia, unico elemento che dovrebbe contribuire a fare capire il verso di inserimento, è posta al centro (e non sul bordo di inserimento dove ci si aspetterebbe), è parzialmente coperta da scritte e inserita in un contesto che la fa risaltare pochissimo.
Inutile dire che sia Agata che Luca avranno grossi problemi con questo biglietto, perché si troveranno una macchina che non lo accetterà a meno che non venga inserito nel verso giusto.
Ultima chicca: questo biglietto sembra non segnalare la data e l’ora di obliterazione. In realtà è presente ma si trova sul retro del biglietto, in piccolo, scritta come sequenza unica di cifre e comunque poco chiara (son riuscito a dedurlo comparando due biglietti). Quindi vale 75′ ma non saprete da quando.
In sintesi: un miglioramento, le tessere magnetiche che si attivano semplicemente passandoci vicino, e molti altri peggioramenti.
Mi stupisce che non ci fosse un singolo designer di interfacce o anche una persona con sensibilità in materia seppure non con quel ruolo specifico. E’ davvero preoccupante avere speso chissà quali cifre (ammetto, non lo so) per un sistema mediamente peggiorato.
O forse è stato fatto tutto per obbligarci a comprare gli abbonamenti anche se non ci servono… chi lo sa.
37 comments Add yours below
Non mi stupirei cmq che la ATM abbia subappaltato i vari lavori di design a studi differenti (tutti pessimi, ma vabbè)... questo spiegherebbe - pur non giustificando - quantomeno le incoerenze.
Per i biglietti no comment.
L'unica cosa che da abbonata ho notato è che sui bus (dove la strisciata dell'abbonamento è verticale) ora hanno messo tante belle freccione che fanno capire decisamente più chiaramente "cosa fare dove", ma sono state delle aggiunte successive :D
Intense Minimalism » Pubblicazione su Idearium.org 2006 07 15 at 21:59
Qui da noi invece abbiamo le tessere a "prossimita'" nel senso
che basta avvicinarle alla macchina montata sul bus per avere
la convalida perche' il bus e' collegato ai computer centrali
dell'azienda di trasporto. Bisogna obliterare sempre, ad ogni
ingresso, (il conducente controlla che la macchina faccia bip),
e se si rientra nei 60 minuti, l'importo del biglietto non
viene scalato dal conto.
In piu' col sistema elettronico di controllo, gli addetti vedono
in tempo reale l'affluenza e riescono a dimensionare il numero
di autobus in modo da fronteggiare le ore di punta.
Ci vorrebbe un sistema analogo per Milano!
Ma è evidente che, anche quando credo sarà attivata la tessera a "consumo" (uguale all'abbonamento ma ricaricabile e non ad un fisso mensile), i biglietti rimarranno in vigore per chi non ha intenzione di usare la tessera (come è giusto che sia)... e il problema rimane. :)
Domanda: di dove sei? :)
Intense Minimalism » Usabilità e senso pratico: piccola nota di costume ATM Milano 2006 08 22 at 00:05
Volevo sapere se sai se "magnetizzeranno" anche quelli!
L'illuminante risposta della obliteratrice è stata "biglietto troppo lungo" o qualcosa di simile. Chiedo al controllore, che mi informa del fatto che io ho un biglietto normale e la obliteratrice funziona solo con quelli magnetici. Ma non potevano usare come messaggio di errore "usare un biglietto magnetico", oppure "biglietto non magnetico"?
Ovviamente l'obliteratrice per biglietti normali era 4-5 metri piu' avanti, nel tram...
Mah....
A parte questo, da un punto di vista puramente collezionistico: quelli nuovi fanno passare la voglia di collezionare biglietti! Variet' zero, grafica zero, stampa scadente, messaggi pubblicitari in bianco e nero.. che schifo.
C'e' anche da dire che chi ha scelto di faer pubbliita' sui biglietti negli ultimi anni si conta veramente supoche dita...
immgino quindi che all'atm si siano semplicemente rotti le balle di chi non pagava il bigleitto ed abbiano dato tutto in basto a qualche azienda estera' che prometteas grandi aumenti di incassi con i nuovi sistemi..
Vi ringrazio per il commento. :)
Vedi l'immagine.
Ovvero, prendi prima tutte le feature che la macchina attuale ha e prova a replicarle. La prima macro-mancanza che vedo, ad esempio, è che non puoi scegliere i diversi tipi di biglietto, né ricaricare le tessere magnetiche. :)
Ad esempio per i biglietti di diversa fascia potrebbero essere utili dei pulsanti, uno per tariffa, con un disegno della cerchia di Milano adiacente e corrispondente a ciascun tasto per avere l'immediatezza di comprensione. Più volte premi il pulsante più biglietti acquisti. :)
Alla stazione metro "duomo" dove sono ormai utilizzati solo tornelli elettronici.... dopo aver attaversato gli stessi sulle scale prima della banchina ci trovo 3 controllori i quali richiedevano il titolo di viaggio a tutti quelli che scendevano dalle scale.
Dopo aver esibito il mio biglietto ho fatto notare ad uno di essi (colui che appunto mi richiedeva il biglietto) che oltre a non avere usufruito ancora del servizio stesso in quanto ancora sulle scale... era alquanto inutile la loro presenza in quel luogo poichè nella guardiola (unico varco senza tornelli magnetici) erano già presenti 3 suoi colleghi che chiacchieravano allegramente.
A questo commento il suddetto controllore ha risposto in modo alquanto sgarbato con manie di grandezza del tipo "io il biglietto lo chiedo quando voglio ecc."...
Visto il mio carattere alquanto irrascibile, si è procurato un sonoro "ma va a cagare"... e ho continuato a scendere le scale.
Il controllore molto offeso dalla mia maleducazione ha continuato ad iveire per circa 1 minuto seguendomi.
Sicuramente la maluducazioen non è mai una soluzione e quindi sono in torto...ma mi viene di porre alcune domande......in teoria essendo l' atm privata perchè non vengo considerato un cliente? e soprattutto perchè mai viene dato lavoro a persone che di lavorare non hanno voglia? Spesso mi è capitato di prendere linee come la 90 in cui credo che il pubblico pagante sia al massimo il 40% di coloro che occupano il vettore solo che lì non ho mai visto controllori(paura?)....e queste persone poi si permettono di scioperare perchè sottopagate? N
on è mai giusto fare di tutta l' erba un fascio ma onestamente sono alquanto disgustato...
Le persone maleducate, poi, credo si trovino un po' dappertutto. Come dici giustamente anche tu, non facciamo di tutta l'erba un fascio ;)
un abbonamento settimanale mai obliterato e mai utilizzato, l'abbonamento in questione è di quelli magnetici riportanti la data della settimana e mi è stato risposto al punto Point di Cadorna e di Piazza Duomo che lo stesso non è rimborsabile.
E' mai possibile che mi abbiano fregato di euro 19,50?
Non ho nessun diritto? E l'informazione al cittadino?
Grazie.
vale anche per folletto malefico, noi stiamo facendo una campagna sui deficit di questo sistema, se ci vuoi dare una mano...
ieri è apparso anche un nostro articolo su Leggo
Intense Minimalism » Mezzi Pubblici: Milano dovrebbe imparare da Tokyo 2007 09 03 at 14:29
Se non vado errato l'esempio delle emettitrici lo si trova anche nel libro "Interfacce a misura d'uomo" di Raskin, che notoriamente non è italiano, quindi almeno sappiamo di non essere i soldi con certi ammassi di metallo inutili sparsi per la città. E proprio in quel libro si analizza la classica interfaccia ERRATA di un tal tipo di oggetto e ovviamente ne viene proposta una ideale.
Cmq, non voglio andare OT.
-- sei una sempre affollata 90
-- ti trovi in piedi al fianco della obliteratrice magnetica
-- hai il tuo abbonamento magnetico nella tasca della giacca
Sentirai il BIP BIP del tuo abbonamento ogni 5 secondi...
fastidioso ed invasivo !
Provare per credere
Come diceva Norman, in ogni caso, basta capire che non siamo noi stupidi ma il design e l'usabilità di quelle macchine. ;)
Dopo i primi insulti mi sono girato e ho risposto lo stesso tono che lui stava usando con me, al che mi è quasi saltato addosso se non fosse stato per i suo colleghi piu sani di mente. Ora uno cosi come fà a svolgere un attivita che richiede di stare a continuo contatto con la gente?? Se gli avessi chiesto i le sue generalita, sarebbe stato obbligato a darmele??
Come è obbligato a presentare le proprie credenziali su richiesta... non basta la divisa per esigere documenti o altro è necessaria l'identificazione attraverso appositi documenti.
Sto facendo un parallelo fra i trasporti pubblici di Brescia e di Milano (trovandomi a BS 2 giornia settimana) e devo purtroppo dire che i servizi della City vengono battuti in ogni campo... a partire dal layout del biglietto sino alla qualità del trasporto.