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Mac: entusiasti. Win: son qui, qui son. Lin: curiosi.

21:41 Thoughts

Secondo me John Gruber non rientra né nella categoria dei mac-fanatici, né di quella dei mac-evangelici. Gruber è un apprezzatore e un appassionato, per quanto di parte sempre, a modo suo, fuori dal coro.

Qualche giorno fa notai in un post una curiosa parentesi fra le sue note (4). BBEdit negli anni 90 era l’editor HTML più usato per realizzare siti web. Nota bene: non l’editor Mac più usato, ma l’editor in assoluto più usato fra tutte le piattaforme. Ed è disponibile solo su Mac. In questi anni la storia si ripete: NetNewsWire è l’aggregatore RSS più diffuso sulla rete, pur essendo esistente solo per Mac.

Gruber accenna una ipotesi: “Penso che la spiegazione sia semplicemente che gli utenti Mac sono nettamente più propensi ad essere early adopters.

Mi ha fatto pensare.

L’ho connesso con un altra considerazione riportata da Christian Metts (via Sam Ruby): alla RailsConf 2006 oltre il 90% dei partecipanti utilizzava portatili Apple.

Mi ha fatto pensare.

Oggi torno su un post più recente di Gruber, che riporta un suo post del 2002: “I Mac è molto più probabile che siano utilizzati da entusiasti”.

Entusiasti?

Mi son appoggiato alla sedia, ho riflettuto un po’ sul “mood” medio che trovo fra un utente Windows, un utente Linux, un utente Mac. Annessi e connessi sociali.

Già.

E’ chiaro, non si può generalizzare, ma… è vero.

Gli utenti Mac sono normalmente degli entusiasti. Non solamente usano il computer perché “capita” ma ne sono affascinati, in qualche modo. Chi per la tecnica, chi per l’usabilità (pur non sapendo che si dice così), chi per l’estetica. Sono persone che facilmente ti risponderanno “okay, vado a casa e preparo il video su iMovie e te lo faccio avere domani”, per fare un esempio stupido (forse troppo, lo ammetto). Sono quelli che solitamente non pensano al computer come una macchina, ma a quello che con la macchina si può fare per il mondo che sta fuori.

Gli utenti Windows, sono invece normalmente delle persone che “lo uso perché ho sempre usato questo”, oppure “lo uso perché questo c’è in ufficio”. Certo, questo è dettato indubbiamente dalla percentuale di adozione, ma raramente un utente Windows è anche un entusiasta. Spesso è un addicted o un power user, ma la differenza è sostanziale: un power user usa il computer all’estremo ma non necessariamente lo fa perché è “affascinato” dal computer in sé. Pensate ad un videogiocatore sterotipato: il fatto che il gioco sia su Windows è meramente una questione contestuale. Se fosse su Linux e girasse egualmente bene, gli importerebbe zero. Se fosse su XBox e girasse egualmente, gli impoterebbe zero. La differenza non è così sottile.

Gli utenti Linux sono invece fondamentalmente dei curiosi. Spesso, certamente, dei tecnici. Qualcuno probabilmente direbbe “gli ingeneri dell’informatica”, ove gli utenti Mac sono “i designer” e i Win “il popolo”, con differenti sfumature di dispresso in rapporto a quale gruppo appartenente. Gli utenti Linux quindi se vogliamo sono l’altra faccia della medaglia dell’entusiasmo: quella più tecnica.

Certo, son generalizzazioni, potreste ritrovarvici oppure no. Però sotto una certa angolatura, magari per voi molto particolare, queste tre categorie calzano. Magari ancora meglio se riuscite a non “offendervi” per la mia definizione di utente Windows.

Se ci pensate, ci vuole un bel coraggio da “power user” nel passare da un Windows a un Linux o un Mac. Non solamente perché potrebbe mancare quel bel programma che usavate (oggi problema sempre meno rilevante) ma perché non vi trovereste più a casa: non sareste quindi più dei power user, ma dei noob. Questo secondo me è un ostacolo che gli switcher trovano e uno dei motivi per cui c’è un eccessivo attaccamento a quello che, di fatto, è solamente uno strumento. Discorso che vale anche per chi Windows lo usa appena appena (“già faccio fatica qui, figuriamoci se cambio…”).

11 comments

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Simbul 2006 07 15 at 23:03

Beh c'è anche da dire che Linux è gratis, mentre OSX si paga (e tanto, visto che almeno fino ad oggi bisognava tirarsi dietro anche l'hardware). Dovendo migrare da Windows, è anche questo un fattore di scelta.

L'attaccamento al sistema operativo più noto non mi pare eccessivo. O almeno, non più di quanto siano eccessivi tutti gli attaccamenti dettati dall'abitudine.
In fondo un SO è soltanto uno strumento, ma uno strumento decisamente complesso e - per giunta - critico per alcune attività. Doverne imparare l'utilizzo da zero richiede una motivazione molto forte (o magari solo tanto tempo libero :P).
Probabilmente il passaggio Win->Mac è meno traumatico di Win->Lin, ma nei primi tempi del mio passaggio a Linux (e ancora adesso) ho speso veramente *vagonate* di tempo a cercare di far funzionare cose che, tutto sommato, su Windows funzionavano già :P
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wuti 2006 07 16 at 12:16

Sarebbe interessante rivedere tutte queste tue considerazioni, che mi vedono fondamentalmente d'accordo, alla luce della nuova interoperabilità win Mac
Possono nascere domande tipo: E per coloro i quali era solo un fatto di estetica, ora, la cosa potrebbe cambiare? Potrebbero installare windows su hardware Mac ed essere entusiasti comunque? O viceversa...
E l'entusiasmo quindi è dato solo dal binomio mac -> MacOS ?

uhm. Forse solo Linux rimarrà tagliato fuori? Forse tutto questo melting pot di hardware e software creerà un nuovo polo (anche se strutturalmente diviso) nel quale linux non è contemplato.

Oddio...un complotto? =)

Ciao Foll.
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orangeek 2006 07 16 at 13:46

quoto il folletto. :D

suggerisco solo che l'uso di ubuntu potrebbe far cambiare idea a molte persone... e che magari il passaggio da p0w3r us35 windows a 1337 linux sara' difficile, ma da' una soddisfazione!! :D
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Glorfind3l 2006 07 16 at 18:57

Io ho windows e ci virtualizzo su ubuntu e non ho i soldi per un mac, cosa sono? :asd:
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Equilibrium 2006 07 16 at 23:47

@Glorfind3l: tecnicamente rientri nella categoria *entusiasti scrocconi*, meglio nota come *entuasti dalle braccine corte* :P (scherzo)
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Furex 2006 07 17 at 04:42

Forse non c'entra molto col tuo discorso, però credo sarebbe utile considerare l'aspetto sociale/markettaro.

Ho il Mac, uso un brand che mi riveste di coolness.
Ho Linux, sono un h4x0r non un pecora che usa Windows e neanche un fashion victim che usa il Mac.
Ho Windows. Posso essere qualsiasi cosa perché Windows di fatto non ha dei valori brand positivi. (Se ne ha, sono negativi.)

Cmq non usando il mac, mi viene da pensare che netnewswire sia l'unico aggregatore di eccellenza sotto Mac :P
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Folletto Malefico 2006 07 17 at 11:30

NetNewsWire è l'aggregatore di eccellenza rispetto a qualunque piattaforma... pur essendo solo per Mac. E ti assicuro che la media degli aggregatori Mac come qualità e usabilità (NewsFire, Vienna, MiNews, ...) è decisamente superiore alla qualità e usabilità degli aggregatori Win.

Cmq anche il discorso di cui sopra era sociale: anzi, era marcatamente sociale come concezione, ad un livello che raramente vien considerato perché ci si ferma più spesso a quello superficiale che hai descritto. :)

E' più sociale in quanto riguarda una tessitura meno appariscente e, di fatto, anche più concreta riguardo ai motivi che fanno preferire una piattaforma.

Perché è evidente che se Mac fosse solo fashion e Linux solo haxxor, vi sarebbe una differenza di altro tipo fra i loro utenti. :)
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Furex 2006 07 17 at 17:38

Mi fido, ma non è questo il punto. Dubito che ci siano degli utenti che switchano per usare NetNewsWire (non mi sembra esattamente una killer application), perciò se è l'aggregatore più usato significa che il pubblico Apple è omogeneo. Il numero di utenti windows è sicuramente superiore, quindi il "mercato" degli aggregatori è frammentato sotto windows e monopolizzato sotto Mac.

L'utente Win che non switcha, deve quindi confrontarsi con un'offerta ampia e ciò, incrociato con i diversi gusti, esperienze ed esigenze, determina la frammentazione.

Quanto alle differenze tra gli utenti, sono percettive: non è detto che un utente Mac sia un fashion victim (è il linaro che lo vede in quel modo), mentre non è raro che sia una persona che vuole sentirsi "diversa" (e migliore) rispetto al "popolo" (portatili aziendali esclusi.) La motivazione del Linaro può essere simile ma le sue scale di valutazione sono differenti.

Nella classificazione su cui rifletti, secondo me sarebbe più opportuno classificare l'utente windows come "la base indistinta"; il motivo per cui non switcha può essere talmente vario da non permettere generalizzazioni.

Il linaro è più probabilmente un razionalizzatore/sistemizzatore che ha una visione più operativa/dettagliata (per arrivare lì devo fare questo questo e quello, etc).

Il pomutente invece seleziona un obiettivo (grande o piccolo), e che dalla macchina si attende che essa faciliti il più possibile il raggiungimento di tali obiettivi, a prescindere dagli aspetti tecnico-operativi sottesi al percorso.

Se intendevi questo per curioso e designer, allora sono d'accordo con te.
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Folletto Malefico 2006 07 17 at 17:46

Beh ma non volevo minimamente addurre a NNW come un motivo per lo switch, né gli switchers erano il tema del post. :)
La frammentazione sotto Windows ti assicuro che la stai sottovalutando: non è un problema di "troppe persone, nessuna omogeneità", ma come ti ho sottolineato: nessuna applicazione davvero valida. E per nessuna intendo proprio nessuna. :)

Sulla seconda questione, intendevo in parte questo, in altra parte la questione è il tentare di dare, come ti accennavo prima, una visione più profonda del banale "mac=fashion, lin=ingeniere, win=popolo". Ovvero, tentare di affrontare la questione non solamente da questo punto di vista ma da un approccio più "umano" alla questione. Qualcosa di più legato alla relazione uomo-macchina che a discorsi di scopo, fine, mezzo, caso.
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leeander 2006 07 18 at 12:41

Beh, l'early adopter non è necessariamente uno tecnicamente smaliziato. Il mac rende semplice usare la "roba nuova" senza doversi concentrare PRIMA su come farla funzionare. E' banale, ma -davvero- NON è poco.
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Folletto Malefico 2006 07 19 at 01:04

Più che banalità direi semplicità.

Mi hai fatto venire in mente che nella scienza esiste una regola non scritta ma ampiamente condivisa che determina come "la soluzione più semplice è anche quella più corretta", esemplificata dal magistrale E=mc^2.

In altri termini, è l'espressione di quello che vien definito Rasoio di Occam.

Curiosa connessione, non l'avevo mai presa in questi termini...