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Riflessioni sulle CLI: QuickSilver e Overflow

00:06 Technocracy

Quicksilver vs Overflow

Parlo di due software strettamente Mac-only, ma spero di riuscire a fare considerazioni più ampie. La considerazione riguarda le CLI, anche dette Command Line Interfaces.

Le CLI sono un retaggio del passato, diciamocelo pure. L’approccio che oggi il 99.9% dei programmi ha è obsoleto e ancora legato a paradigmi di input limitati come erano ai tempi. L’unica grossa nota di merito a mio avviso va proprio a Quicksilver, che sta tentando di reinventare in modo efficiente qualcosa di vecchio.

L’idea, comunque, a mio avviso non è affatto sbagliata. Abbiamo una tastiera con circa 105 tasti, eppure per la maggior parte sono inutilizzati. Abbiamo considerazioni bipolari, in questo:

La CLI è quindi uno strumento efficiente – se ben realizzato – solo ed unicamente se l’utente è già addestrato. Ovvero, deve già sapere cosa utilizzare perché sia utile.

Piccola controtesi: è pure vero che la conoscenza minima è comunque necessaria. Io devo sapere a priori che per fare videoscrittura devo clickare su Start -> Programmi -> Microsoft Word (o l’equivalente Mac via Dock o Applicazioni). Quindi, di fatto, devo conoscere almeno il nome.

Vi sono però due approcci possibili:

Le CLI, normalmente, utilizzano il paradigma azione-soggetto, mentre Quicksilver ad esempio fa il contrario: soggetto-azione. Stesso tool, interazione differente a livello logico.

Ma ho inizialmente citato Overflow. Questo tool si ritaglia la stessa nicchia di mercato di Quicksilver, pur essendo infinite volte meno potente. E non è una CLI.

Curiosamente, Overflow nella sua semplicità ha già acquisito un certo momento mediatico (che Quicksilver ha avuto difficoltà ad ottenere) e vende a 15$ la copia, mentre Quicksilver è gratis. Non ho cifre alla mano, ma è comunque notevole la differenza. Sembra una sorta di altra sconfitta per le CLI.

Qual è il punto che voglio raggiungere? Semplicemente, sostengo che le CLI, fino a quando avremo una tastiera davanti a noi, sono ancora – se ben progettate – il modo più rapido, efficiente e sicuro di eseguire determinati compiti. Anche semplici analisi GOMS possono mostrare come sia più veloce aprire Quicksilver e scrivere “x” (Next Track in iTunes) piuttosto che fare Next Track in un qualunque equivalente con il mouse. Praticamente, non mi devo neppure deconcentrare da quello che sto facendo.

Però Quicksilver non è del tutto esente da difetti e Overflow ne è la prova. Perde ancora sul lato immediatezza: è percepito come complesso.

8 comments

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orangeek 2006 10 17 at 09:42

gotcha, ma per lo stesso motivo per il quale dici che le shortcut sono infinitamente più veloci degli analoghi clic del mouse, ci sono comandi da CLI (o meglio, programmi da CLI) che sono infinitamente più veloci del mouse.
non me la sento di dire, come affermi, che le CLI sono "retaggi del passato"; sono un modo diverso di lavorare e, per taluni casi, rappresentano il modo più efficiente per svolgere determinate azioni.
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Folletto Malefico 2006 10 17 at 09:51

Infatti non ho detto che sono retaggi del passato. Ho detto che il modo in cui sono normalmente implementate lo è. :)

Per la prima parte, è esattamente quello che dicevo: "sostengo che le CLI [...] sono ancora - se ben progettate - il modo più rapido, efficiente e sicuro di eseguire determinati compiti". ;)
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orangeek 2006 10 17 at 17:45

gotcha... :D
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Bru 2006 10 28 at 23:23

Per contro, mi sento di dire che, se non si e' abituati, l'interfaccia mouse driven è _veramente_ scomoda. Nel senso di goffa, lenta.
Ed inesorabilmente dipendente dal sistema (idem perl e CLI, ma almeno ce lo si aspetta). Mi spiego: mi capita raramente (per fortuna) di usare sistemi Windows, e ogni volta mi sento frustrato dal fatto di non trovare subito ciò che cerco, e dover perdere tempo a cliccare a casaccio; oppure di sapere dove si trova (un programma, ad esempio) ma dover scendere due o tre livelli di menu per andarlo a pescare.

In definitiva, probabilmente l'efficienza in senso generale (successi / tempo ) non e' un buon parametro per questo tipo di analisi, in quanto il modo in cui sono implementate solitamente le gui si occupa essenzialmente di massimizzare i successi.
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Bru 2006 10 28 at 23:25

...e di conseguenza il tempo medio, "sorvolando" il tempo minimo.
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Folletto Malefico 2006 10 29 at 12:37

Absolutely true. In effetti questo tipo di osservazione è molto importante per capire pregi e difetti di entrambe e consente di capire cosa bisognerebbe migliorare.

Di fatto, il problema di Quicksilver è che "non si sa quanto è potente". Di fatto, tanto per dire, ho installato il plugin per del.icio.us ma non ho idea di come usarlo. Paradossale, no?
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wiz 2006 10 31 at 03:52

Già, la *percezione* della complessità.

Una volta, quando ero giovane e ingenuo, pensavo di poter padroneggiare tutto della tecnologia... naturalmente, era perché avevo una visione molto limitata della tecnologia. Appena comprato il videoregistratore avevo letto tutto il manuale da cima a fondo, quando è arrivato il primo PC mi sono letto i due manualoni di 600 pagine l'uno del DOS e del BASIC (vi ricordate quando i PC avevano i manuali?), quando copiavo un software nuovo dal solito amico ben fornito lo analizzavo in ogni dettaglio e poi glielo spiegavo. E avevo più di un amico ben fornito. :-D

Poi qualcosa è cambiato: quando l'informatica ha incominciato a diventare veramente la mia "scelta di vita" (leggi: dall'Università in poi), mi sono reso conto che non si poteva sapere tutto di tutto (anche perché il tutto era il quadrato del cubo di quanto immaginassi), e col passare di ulteriore tempo mi sono anche reso conto che quello che sai oggi, se non lo tieni in pratica, domani lo avrai dimenticato. Una volta ero un asso a gestire un news server, ora non più.

Demolite le mie illusioni di onnipotenza sulla tecnologia, oggi il mio approccio è il seguente: per decidere di imparare una cosa nuova, questa deve essermi utile e deve essere semplice da imparare e da ricordare.

Motivo per cui non ho ancora iniziato ad usare QuickSilver: ho il Mac da poco, è ancora tutto nuovo, uso quattro applicazioni in croce (al momento attive come del resto quasi sempre: Firefox, Adium, Terminal) e gli shortcut li guardo già istintivamente dopo due volte che compio la stessa operazione. Che poi per me sono Mela-T in Firefox, Mela-W e Mela-Q in generale.

Sì, io con il computer sono imbranato. Il Mac è fin troppo complesso per me: mi sfuggono la maggior parte delle chicche della sua sofisticatissima interfaccia grafica... ma del resto non mi servono perché la bash fa quasi tutto e Spotlight fa il resto.

In compenso però uso vim in modo abbastanza "proefessionale", e quando mi trovo a scrivere testo con qualcos'altro, mi trovo male perché non ho tutta la sua potenza direttamente sotto le dita, e anche solo spostare la mano destra sui tasti freccia mi irrita quanto dover usare il mouse.

Però che vi devo dire? Vi l'ho imparato perché "ai miei tempi" nel laboratorio informatico non c'era alternativa, poi l'ho usato a casa quando ho potuto perché così fa lo unixaro che non deve chiedere mai, e infine non ho più smesso perché gradualmente ho capito che chi ha inventato quell'interfaccia così particolare non era un pazzo pervertito, ma anzi uno che aveva fatto un accurato studio di ergonomia ben prima che venisse inventato il mouse.

Però sono passati 9 anni e credo di usarlo sì e no al 40% delle sue possibilità, considerando solo le combinazioni di tasti e ignorando bellamente il discorso delle macro.
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Folletto Malefico 2006 10 31 at 16:18

Credo, proseguendo per uno dei punti del tuo discorso, che si possa ridurre in parte il concetto al trovare l'efficienza fra attuazione e conoscenza per attuarlo.

A volte ci si "perde" (in modo molto sublime) nei meandri tecnici di qualcosa. Più spesso, in realtà, per quanto si approfondisca non si potrà mai sapere tutto, quindi è sempre un discorso di attuazione/conoscenza (che si potrebbe peraltro definire anche come efficienza).