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Chi sono?

Solipsista atipico. Questa è forse la definizione migliore per il proprietario di questo blog, Davide Casali aka Folletto Malefico "@.
Programmatore, grafico, fotografo. Scrittore, disegnatore, creativo. Utopista, osservatore. Sbaglia come tutti, ma ama correggersi.
E' Interaction Designer & Architecture Designer, lavora in maison,the e segue alcuni progetti nel suo tempo libero.
E' laureato magistrale in Teoria e Tecnologia della Comunicazione e si interessa di psicologia sociale applicata alle tecnologie.
5 comments Add yours below
A me la Rete ricorda una vetrina di giocattoli, scintillante e piena di cose belle. Quale bambino non ci starebbe attaccato il più possibile? Facendo ciò, si tralasciano millemilamilioni di altre cose decisamente utili... tipo attività fisica, allenamento mentale (che internet un tempo favoriva, ma che certi giochi oramai annichiliscono data la loro tendenza "user-friendly all'inverosimile"), interazione REALE con la gente (che è innegabilmente differente nelle sue meccaniche dall'interazione in rete).
Ovvio dunque che se un bimbo da quando ha 8 anni se ne sta attaccato al PC durante tutto il tempo libero, a 15 anni non lo scrosti più.
Non so se ho parzialmente mancato il target del tuo discorso... ma devo dire che, se fossi un genitore, una limitazione sull'uso di un PC credo che la metterei per non penalizzare eccessivamente altri lati dello sviluppo. Magari ci sono anche i bambini che si auto-regolano... ma non credo siano tanti.
Se il genitore deve porre divieti significa che in una certa misura il problema già c'è, ovviamente ci sono divieti e divieti, ma il senso generale è questo.
Il punto è che non è lo strumento, il problema, ma una educazione a priori. :)
Una piccola precisazione: uno psichiatra (che è un medico)non è uno psicologo. :)
Preciso una cosa: con "controllo" non intendo divieti oppressivi o termini temporali fissi oltre ai quali arrivano le criccate sulla nuca.
Intendo un controllo per vedere che la cosa non "sfugga di mano". Sorvolando sui ridicoli problemi degli adescamenti in chat (i quali sono effettivamente esito di una mancata educazione/informazione), credo che internet al giorno d'oggi abbia abbastanza materiale di ogni e qualsiasi genere per attirare quasi qualsiasi GGiovine; se un ragazzo di 15 anni può in ogni caso aver sviluppato altri interessi che limitano l'attaccamento al PC -come fu per me fino ai 18-19 anni, nell'era pre-Diablo- il problema viene automaticamente limitato.
Se però, come sempre più spesso accade, il contatto con la rete avviene in età parecchio inferiori (7-8 anni, più o meno con l'inizio della scolarizzazione e dell'intresse alla lettura), temo che ci siano troppi stimoli che dicono "stai qui, non uscire a giocare, qui è più divertente, qui è più bello, qui è meno faticoso" a cui un bimbetto non resiste, dato che non ha alternative valide.
Giocare col pallone di fuori è divertente, ma gli omini scintillanti in armatura che fanno le cose strafighe sono meglio... e buonanotte allo sport e ai Lego.
Questo io intendo con "controllo". Sono il primo a riconoscere l'utilità che il mondo di internet può portare ad una mente molto giovane (e quindi molto duttile e ricettiva), ma nel mare della rete, secondo me, navigare a 8 anni senza supervisione è come mandare una barchetta di carta in mezzo all'oceano sperando che attracchi, e contandoci perché "l'abbiamo costruita bene".
Khorne, si, sono sicuro. Gli stessi articoli che leggi oggi su internet li leggevi prima sulla TV (e ancora, a volte). Il punto è che NON è lo strumento, lo strumento è una mera formalizzazione fisica di una questione da risolvere a priori.
Poi, tu intendi "controllo" come osservazione, mentre per controllo qui - e l'articolo stesso - si intendeva "porre limiti". E' evidente come costruire muri sia una pessima soluzione.
Per il resto, posso essere d'accordo, solo vorrei che fosse chiaro che non è lo strumento il problema, ma l'educazione (e inerenze) ed è qualcosa che avviene a priori. :)