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	<title>Comments on: Malati di Internet?</title>
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		<title>By: Folletto Malefico</title>
		<link>http://im.digitalhymn.com/2006/10/24/malati-di-internet/comment-page-1/#comment-7379</link>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2006 13:16:41 +0000</pubDate>
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		<description>Mi scuso, purtroppo anche io che spesso richiamo alla differenza fra psichiatra e psicologo, mi trovo a fare lo stesso errore. Grazie comunque per l&#039;insight. :)

Khorne, si, sono sicuro. Gli stessi articoli che leggi oggi su internet li leggevi prima sulla TV (e ancora, a volte). Il punto è che NON è lo strumento, lo strumento è una mera formalizzazione fisica di una questione da risolvere a priori.

Poi, tu intendi &quot;controllo&quot; come osservazione, mentre per controllo qui - e l&#039;articolo stesso - si intendeva &quot;porre limiti&quot;. E&#039; evidente come costruire muri sia una pessima soluzione.

Per il resto, posso essere d&#039;accordo, solo vorrei che fosse chiaro che non è lo strumento il problema, ma l&#039;educazione (e inerenze) ed è qualcosa che avviene a priori. :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scuso, purtroppo anche io che spesso richiamo alla differenza fra psichiatra e psicologo, mi trovo a fare lo stesso errore. Grazie comunque per l&#8217;insight. <img src='http://im.digitalhymn.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Khorne, si, sono sicuro. Gli stessi articoli che leggi oggi su internet li leggevi prima sulla TV (e ancora, a volte). Il punto è che NON è lo strumento, lo strumento è una mera formalizzazione fisica di una questione da risolvere a priori.</p>
<p>Poi, tu intendi &#8220;controllo&#8221; come osservazione, mentre per controllo qui &#8211; e l&#8217;articolo stesso &#8211; si intendeva &#8220;porre limiti&#8221;. E&#8217; evidente come costruire muri sia una pessima soluzione.</p>
<p>Per il resto, posso essere d&#8217;accordo, solo vorrei che fosse chiaro che non è lo strumento il problema, ma l&#8217;educazione (e inerenze) ed è qualcosa che avviene a priori. <img src='http://im.digitalhymn.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>By: Khorne</title>
		<link>http://im.digitalhymn.com/2006/10/24/malati-di-internet/comment-page-1/#comment-7371</link>
		<dc:creator>Khorne</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2006 08:51:26 +0000</pubDate>
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		<description>Foll, sei sicuro? La televisione e internet sono MOLTO differenti. Può darsi che io abbia scarsa fiducia nella gioventù in genere, o che abbia sotto gli occhi soltanto esempi quantomeno desolanti, ma ritengo che un certo qual controllo da parte del genitore sia comunque necessario.

Preciso una cosa: con &quot;controllo&quot; non intendo divieti oppressivi o termini temporali fissi oltre ai quali arrivano le criccate sulla nuca.
Intendo un controllo per vedere che la cosa non &quot;sfugga di mano&quot;. Sorvolando sui ridicoli problemi degli adescamenti in chat (i quali sono effettivamente esito di una mancata educazione/informazione), credo che internet al giorno d&#039;oggi abbia abbastanza materiale di ogni e qualsiasi genere per attirare quasi qualsiasi GGiovine; se un ragazzo di 15 anni può in ogni caso aver sviluppato altri interessi che limitano l&#039;attaccamento al PC -come fu per me fino ai 18-19 anni, nell&#039;era pre-Diablo- il problema viene automaticamente limitato.
Se però, come sempre più spesso accade, il contatto con la rete avviene in età parecchio inferiori (7-8 anni, più o meno con l&#039;inizio della scolarizzazione e dell&#039;intresse alla lettura), temo che ci siano troppi stimoli che dicono &quot;stai qui, non uscire a giocare, qui è più divertente, qui è più bello, qui è meno faticoso&quot; a cui un bimbetto non resiste, dato che non ha alternative valide.
Giocare col pallone di fuori è divertente, ma gli omini scintillanti in armatura che fanno le cose strafighe sono meglio... e buonanotte allo sport e ai Lego.

Questo io intendo con &quot;controllo&quot;. Sono il primo a riconoscere l&#039;utilità che il mondo di internet può portare ad una mente molto giovane (e quindi molto duttile e ricettiva), ma nel mare della rete, secondo me, navigare a 8 anni senza supervisione è come mandare una barchetta di carta in mezzo all&#039;oceano sperando che attracchi, e contandoci perché &quot;l&#039;abbiamo costruita bene&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Foll, sei sicuro? La televisione e internet sono MOLTO differenti. Può darsi che io abbia scarsa fiducia nella gioventù in genere, o che abbia sotto gli occhi soltanto esempi quantomeno desolanti, ma ritengo che un certo qual controllo da parte del genitore sia comunque necessario.</p>
<p>Preciso una cosa: con &#8220;controllo&#8221; non intendo divieti oppressivi o termini temporali fissi oltre ai quali arrivano le criccate sulla nuca.<br />
Intendo un controllo per vedere che la cosa non &#8220;sfugga di mano&#8221;. Sorvolando sui ridicoli problemi degli adescamenti in chat (i quali sono effettivamente esito di una mancata educazione/informazione), credo che internet al giorno d&#8217;oggi abbia abbastanza materiale di ogni e qualsiasi genere per attirare quasi qualsiasi GGiovine; se un ragazzo di 15 anni può in ogni caso aver sviluppato altri interessi che limitano l&#8217;attaccamento al PC -come fu per me fino ai 18-19 anni, nell&#8217;era pre-Diablo- il problema viene automaticamente limitato.<br />
Se però, come sempre più spesso accade, il contatto con la rete avviene in età parecchio inferiori (7-8 anni, più o meno con l&#8217;inizio della scolarizzazione e dell&#8217;intresse alla lettura), temo che ci siano troppi stimoli che dicono &#8220;stai qui, non uscire a giocare, qui è più divertente, qui è più bello, qui è meno faticoso&#8221; a cui un bimbetto non resiste, dato che non ha alternative valide.<br />
Giocare col pallone di fuori è divertente, ma gli omini scintillanti in armatura che fanno le cose strafighe sono meglio&#8230; e buonanotte allo sport e ai Lego.</p>
<p>Questo io intendo con &#8220;controllo&#8221;. Sono il primo a riconoscere l&#8217;utilità che il mondo di internet può portare ad una mente molto giovane (e quindi molto duttile e ricettiva), ma nel mare della rete, secondo me, navigare a 8 anni senza supervisione è come mandare una barchetta di carta in mezzo all&#8217;oceano sperando che attracchi, e contandoci perché &#8220;l&#8217;abbiamo costruita bene&#8221;.</p>
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		<title>By: Gianandrea Giacoma</title>
		<link>http://im.digitalhymn.com/2006/10/24/malati-di-internet/comment-page-1/#comment-7369</link>
		<dc:creator>Gianandrea Giacoma</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2006 08:28:40 +0000</pubDate>
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		<description>Purtroppo questo genere di articoli sono quelli premiati dai giornali. Ai giornali non interessa fare buona informazione ma solo vendere e non c&#039;è niente di meglio che giocare sulle paure ed ansie dei potenziali lettori. Trovano il clinico compiacente che ha solo da guadagnarci a segnalare nuove aree di disagio e si riduce, un fenomeno complesso come il rapporto tra internet e i giovani, ad una baggianata del tipo internet=dipendenza. Io sono uno psicologo (di formazione clinica), faccio ricerca in università su diverse cose tra cui il rapporto giovani ed internet ma non da una prospettiva clinica e ormai quando vedo questi articoli sui giornali non li leggo neanche. Non hai idea della difficoltà di trovare letteratura italiana decente, in ambito psicologico, sull&#039;argomento internet. Quando negli USA gli psicologi ormai da tempo fanno parte della progettazione di software, ICT, ecc. in Italia ci sono ancora molti nel mio ambiente che si vantano di non usare il computer. Non è il luogo adatto per riflettere sui problemi della mia categoria professionale, ma purtroppo molte volte si associa, con troppa disinvoltura, la psicologia (la disciplina che studia la psiche), che è una scienza come per esempio la biologia (la disciplina che studia la vita), alla clinica, ma è un discorso troppo lungo.
Una piccola precisazione: uno psichiatra (che è un medico)non è uno psicologo. :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo questo genere di articoli sono quelli premiati dai giornali. Ai giornali non interessa fare buona informazione ma solo vendere e non c&#8217;è niente di meglio che giocare sulle paure ed ansie dei potenziali lettori. Trovano il clinico compiacente che ha solo da guadagnarci a segnalare nuove aree di disagio e si riduce, un fenomeno complesso come il rapporto tra internet e i giovani, ad una baggianata del tipo internet=dipendenza. Io sono uno psicologo (di formazione clinica), faccio ricerca in università su diverse cose tra cui il rapporto giovani ed internet ma non da una prospettiva clinica e ormai quando vedo questi articoli sui giornali non li leggo neanche. Non hai idea della difficoltà di trovare letteratura italiana decente, in ambito psicologico, sull&#8217;argomento internet. Quando negli USA gli psicologi ormai da tempo fanno parte della progettazione di software, ICT, ecc. in Italia ci sono ancora molti nel mio ambiente che si vantano di non usare il computer. Non è il luogo adatto per riflettere sui problemi della mia categoria professionale, ma purtroppo molte volte si associa, con troppa disinvoltura, la psicologia (la disciplina che studia la psiche), che è una scienza come per esempio la biologia (la disciplina che studia la vita), alla clinica, ma è un discorso troppo lungo.<br />
Una piccola precisazione: uno psichiatra (che è un medico)non è uno psicologo. <img src='http://im.digitalhymn.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>By: Folletto Malefico</title>
		<link>http://im.digitalhymn.com/2006/10/24/malati-di-internet/comment-page-1/#comment-7368</link>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2006 08:22:59 +0000</pubDate>
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		<description>Certamente Khorne: il punto è però che se un ragazzo viene cresciuto in modo sano, non sviluppa un attaccamento &quot;cronico&quot; allo strumento, esattamente come avviene per la televisione.

Se il genitore deve porre divieti significa che in una certa misura il problema già c&#039;è, ovviamente ci sono divieti e divieti, ma il senso generale è questo.

Il punto è che non è lo strumento, il problema, ma una educazione a priori. :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certamente Khorne: il punto è però che se un ragazzo viene cresciuto in modo sano, non sviluppa un attaccamento &#8220;cronico&#8221; allo strumento, esattamente come avviene per la televisione.</p>
<p>Se il genitore deve porre divieti significa che in una certa misura il problema già c&#8217;è, ovviamente ci sono divieti e divieti, ma il senso generale è questo.</p>
<p>Il punto è che non è lo strumento, il problema, ma una educazione a priori. <img src='http://im.digitalhymn.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>By: Khorne</title>
		<link>http://im.digitalhymn.com/2006/10/24/malati-di-internet/comment-page-1/#comment-7366</link>
		<dc:creator>Khorne</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2006 07:58:24 +0000</pubDate>
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		<description>Bisogna tuttavia dire che su una mente in fasce un utilizzo libero e indiscriminato di internet non credo sia la cosa migliore.
A me la Rete ricorda una vetrina di giocattoli, scintillante e piena di cose belle. Quale bambino non ci starebbe attaccato il più possibile? Facendo ciò, si tralasciano millemilamilioni di altre cose decisamente utili... tipo attività fisica, allenamento mentale (che internet un tempo favoriva, ma che certi giochi oramai annichiliscono data la loro tendenza &quot;user-friendly all&#039;inverosimile&quot;), interazione REALE con la gente (che è innegabilmente differente nelle sue meccaniche dall&#039;interazione in rete).
Ovvio dunque che se un bimbo da quando ha 8 anni se ne sta attaccato al PC durante tutto il tempo libero, a 15 anni non lo scrosti più.

Non so se ho parzialmente mancato il target del tuo discorso... ma devo dire che, se fossi un genitore, una limitazione sull&#039;uso di un PC credo che la metterei per non penalizzare eccessivamente altri lati dello sviluppo. Magari ci sono anche i bambini che si auto-regolano... ma non credo siano tanti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna tuttavia dire che su una mente in fasce un utilizzo libero e indiscriminato di internet non credo sia la cosa migliore.<br />
A me la Rete ricorda una vetrina di giocattoli, scintillante e piena di cose belle. Quale bambino non ci starebbe attaccato il più possibile? Facendo ciò, si tralasciano millemilamilioni di altre cose decisamente utili&#8230; tipo attività fisica, allenamento mentale (che internet un tempo favoriva, ma che certi giochi oramai annichiliscono data la loro tendenza &#8220;user-friendly all&#8217;inverosimile&#8221;), interazione REALE con la gente (che è innegabilmente differente nelle sue meccaniche dall&#8217;interazione in rete).<br />
Ovvio dunque che se un bimbo da quando ha 8 anni se ne sta attaccato al PC durante tutto il tempo libero, a 15 anni non lo scrosti più.</p>
<p>Non so se ho parzialmente mancato il target del tuo discorso&#8230; ma devo dire che, se fossi un genitore, una limitazione sull&#8217;uso di un PC credo che la metterei per non penalizzare eccessivamente altri lati dello sviluppo. Magari ci sono anche i bambini che si auto-regolano&#8230; ma non credo siano tanti.</p>
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