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BarCamp Torino

23:31 Life

Alcune note organizzative che ho potuto osservare in seguito a questo BarCamp, vedendo pro e contro e comparando con Milano:

  1. La definizione migliore che sintetizza i requisiti minimi per fare un BarCamp è “una moquette e wifi”, credo citata da Leandro.
  2. Parlando con Bru si sono definiti un po’ meglio quali siano i requisiti per un buon spazio: stanze né troppo grandi, né troppo piccole… comunque scegliendo verso il piccolo. Non ho contato, ma potrei stimare stanze da circa 20 persone comode.
    Infatti oggi al BarCamp vi era una sala molto grande, con palco e luci solo su di esso: questo formava un fortissimo effetto palco (appunto) e questo distrugge la formula “dialogativa” propria del BarCamp.
  3. Il WiFi è fondamentale. Fondamentale. Fondamentale. Per problemi tecnici oggi vi è stato un blackout e questo ha rischiato di compromettere alcune presentazioni che si basavano sull’uso della rete (anche perché nel BarCamp è meglio fare vedere un sito live che una slide, ricordate).
    Non solo: WiFi significa anche live coverage. BarCamp non deve essere isolato dal resto della rete che può così partecipare virtualmente.
    Propago un suggerimento importante dato da Bru: utilizzare un canale IRC o analogo (se ci fossero molti Mac anche iChat e Bonjour) per tenere una forma di comunicazione uniforme sia internamente (”Hey, come va la presentazione di là?” - “Oh bene, molto interessante…”) che esternamente verso persone interessate che magari non han potuto esserci.
  4. Legato alla condivisione di idee: oltre al tag “barcamp” sarebbe utile dare un tag ad ogni evento. Per il BzaarCamp noi avevamo usato “bzaarcamp06“. Non è essenziale ma aiuta a ritrovare con un colpo solo tutti gli interventi della giornata, la coda dei commenti, le foto.
  5. La selezione degli speech deve essere fatta dai presenti, al mattino. Questo per due motivi: si prende forte coscienza che gli speech sono gestiti in tutto e per tutto dai partecipanti e ci si organizza in modo informale (”io vado qui, ok?” - “si va bene, dopo metti me” - “eh no aspetta si sovrappone” …etc). E mi raccomando, il tabellone con le sale e i post-it degli speech è il più importante strumento di usabilità della giornata. E’ fondamentale che si legga bene e intuitivamente.
    L’organizzazione, mi dicono per mancanza esperienza precedente di BarCamp, ha tentato di dare una organizzazione agli speech, già pronta al mattino e divisa per sale. E’ un grosso errore perché: non c’è coscienza dell’auto-organizzazione degli speech e c’è una percezione di imposizione.
  6. Sono fondamentali degli spazi di decompressione, come li ha citati Bru. Ovvero delle stanze o spazi intermedi fra le varie stanze in cui si svolgono le presentazioni, dotate magari di sedie e tavolini, per poter portare avanti le discussioni che è naturale si formino. A questo BarCamp erano presenti e si è visto quanto bene hanno fatto.

La definizione migliore dell’evento odierno l’ha data ancora una volta Bru: “è una festa”. E sicuramente non gli darei affatto torto: gli speech sono stati quasi più un sottofondo a gruppi di persone che si formavano e riformavano nei posti più svariati, parlando e scambiando idee e opinioni, o proseguendo uno speech interessante.

Purtroppo, come sempre succede, non c’è stato tempo per tutti, ma sicuramente si proseguirà virtualmente. Ho visto molta motivazione e tanta gente che si divertiva.
La nostra presentazione di oggi, anche per problemi di WiFi e l’effetto palco sopra citato, non ha avuto moltissimi spettatori ma siamo stati comunque ricompensati da continue richieste del tipo: “Ma il vostro intervendo quand’è?” - “Già fatto”. Gh.

Peraltro il BarCamp Torino 2006 era seguibile anche da dentro Second Life dall’isola di Idearium, grazie allo staff del Top-IX. Mica male poter vedere in streaming una sala degli speech in un mondo virtuale no? E Andrea Benassi che ha fatto anche la sua presentazione direttamente da dentro Second Life, slides incluse.

PhotoShakr è quindi stato ufficialmente lanciato. Nei prossimi tempi ci saranno sicuramente alcune evoluzioni e poi chissà dove arriverà. Noi ci siamo divertiti a pensarlo, farlo e presentarlo e a quanto pare è anche piaciuto.

7 comments Add yours below

1

Marco Camisani Calzolari 2006 12 03 at 00:36

Vorrei aggiungere il tuo feed al mio aggregatore ma non lo trovo.
Mi mandi anche la tua email pls?
tks
ciao
Marco
2

Folletto Malefico 2006 12 03 at 01:57

In alto, basta clickare su "discutendo" (ammetto, non è molto usabile al momento, non si nota subito).
Comunque il feed è qui: http://feeds.feedburner.com/intenseminimalism
C'è comunque l'autodiscovery, la maggiorparte dei feed reader dovrebbe funzionare anche solo linkando la root del blog. :)
3

Andrea Bosso 2006 12 03 at 21:36

Ciao, c'ero al barcamp e non mi sono pentito. condivido la tua lista, in particolare per loa presentazione degli speech al mattino:anche se impone la presenza tutto il giorno, il che non sempre è possibile.

la soluzione dei post it era brillante, ma alcune volte gli speech sono stati annullati: è un peccato.

Il problema che ho sentito di più è quello tipico italico: troppi ritardi negli speech, ci si pesta i piedi... magari molli un discorso per scoprire che la stanza dove dovevi andare ha 1 h di ritardo :(

Per il resto interessante. in bocca al lupo per photoshakr
4

Samuele 2006 12 04 at 01:43

Ottima analisi. Condivido tutto.
Una festa con moquette e Wi-Fi. ;-)
5

leeander 2006 12 04 at 14:09

Il mio punto di vista è che i post-it pre-compilati siano stati un errore importante. In primis perché c'era della gente che NON è arrivata a Torino ma che aveva il suo post-it messo da qualche parte. Ma soprattutto perché la compilazione del post-it da appiccicare è un momento sociale e di imprinting fondamentale. Aiuta -anche- a capire chi è chi. E non è poco.
Inoltre la somma dei fattori "post-it preorganizzati" e "effetto palco" ha creato una aspettativa da conferenza e "isolato" i barcamp "veri" in spazi di decompressione e sale "secondarie".
Aldilà delle incertezze da "prima" e sorvolando sulle noie tecniche, l'esperienza Barcamp di TO è stata comunque molto gradevole.
Merito dello spazio dell'Hiroshima e dello sforzo fatto dai ragazzi del Topix. La festa a me è piaciuta. :)
6

Folletto Malefico 2006 12 04 at 15:36

Andrea, per quanto ci sembri il "tipico problema italico", in questo caso è un "ovvio problema della tipologia di evento": ovvero, di fatto succede così ed è difficile riuscire a fare altrimenti. E' naturale dato il tipo di evento. :)

Giuste riflessioni Leandro... ora vedremo se i prossimi eventi (Roma?) impareranno da questi disguidi organizzativi. :)
7

BarCamp Turin at Ibridazioni 2007 03 07 at 21:30

[...] meglio una “non” conferenza come un BarCamp non è banale. Mi affido al post del saggio Folletto per spiegarvi cos’è successo nei BarCamp del BarCamp….. P.s. Che bello tornare [...]

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