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Cinque cose che non sapete di me

23:25 Life

Su invito di Ludo, propagatosi da Fullo, provo anche io a scrivere “cinque cose che non sapete di me”. Leggero panico perché non ho idea di cosa scrivere.

  1. Intorno ai 9 anni, copiavo alcune posizioni di yoga che vedevo fare per esercizio da mia madre. Inclusa la candela reggendosi solamente sulla testa. Una sera capitò che la feci sul letto e scivolai. Rischiai la paralisi completa, per quanto nonostante il formicolio alle gambe ignorassi la portata reale della cosa.
  2. Ho due approcci al mondo. Se è qualcosa che faccio io, perché lo desidero, mi immergo completamente tanto da essere completamente avulso da qualunque altra cosa (è la mia definizione di ‘passione’). Se è qualcosa magari anche interessante ma che non faccio io, lascio che le cose accadano come devono accadere, amo l’idea di serendipità e di venire stupito, di non programmare. Entrambi gli aspetti rasentano l’eccesso, non so se son riuscito a dare l’idea di quanto siano opposti.
  3. Quella che definisco (forse con troppa boria) la mia prima satori l’ho avuta al risveglio sul sedile posteriore di un auto che tornava a Milano, sotto la pioggia battente, con due persone davanti che mi conoscevano da 3 giorni, dopo un weekend unico. Quando finì, il discorso che stavano facendo riguardava il tipo di cera usato sul parabrezza, che consentiva una visibilità notevole nonostante la pioggia.
  4. Tendo a non dire cosa mi piace mangiare per vedere cosa viene preparato. Questo ho iniziato a farlo da quando ho deciso che devo ampliare assolutamente il troppo ristretto ventaglio di cose che mangio. E funziona. Per quanto la prima volta che mi capitò della pasta fredda fu davvero dura. Si perché, il principale problema era che non riuscivo a mangiare cibo che non fosse freddo, escluse cose come affettati, tonno e simili. Anche se era qualcosa che normalmente avrei mangiato (i.e. pizza). Solo 3 anni fa per me il sushi sarebbe stato impossibile.
  5. Nessuno riuscirà a farmi cambiare idea sulla fedeltà dei gatti. Il mio primo gatto, preso prestissimo e vissuto sempre con me, morì sulla statale Regina una notte di capodanno perché mi seguì mentre andavo al cinema con i miei. Credo non avesse neppure un anno di vita. Mi sentii in colpa, piansi tutta notte.

Ho cercato di trovare aspetti che nessuno conoscesse, con un nessuno il più ampio possibile. Per quanto evidentemente non sia quasi possibile, spero di essermi avvicinato il più possibile. Ci ho messo quasi due giorni per trovare qualcosa…
Quindi, facciamo girare un po’ la bottiglia. Propongo questa cinquina a Sumiko. Bru. Glor. Simbul. Se vi va. :)

9 comments Add yours below

1

Glorfind3l 2007 01 02 at 01:36

Ti odio :asd:
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Sumiko 2007 01 03 at 05:36

Mi va, ma è difficile :D
3

Digital Meadows » Blog Archive » 5 cose che non sapete di me 2007 01 06 at 21:59

[...] Catturato nella rete da Foll, mi appresto anche io a diventare vittima del meme di turno, raccontandovi 5 cose che non sapete di me. Ci sono voluti giorni, per metterle insieme :D [...]
4

Bru 2007 01 13 at 12:40

Quella che definisci passione suona un po' come il Flusso.
5

Folletto Malefico 2007 01 13 at 12:58

Beh prima di tutto grazie per avermi ricordato quella definizione.

In effetti è errata la dicitura sopra: secondo me la passione è necessaria perché ci sia il flusso, quindi il flusso è uno degli aspetti più forti e facilmente rilevabili di una passione. :)
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Bru 2007 01 15 at 19:37

Ok così funziona già di più :)
Anche se sarebbe interessante anche definire passione. Perché spesso uno si trova in una situazione di flusso anche facendo qualcosa che non "piace" o "appassiona" nel senso comune del termine.
7

Folletto Malefico 2007 01 15 at 21:30

Dici? Non so, in quei casi non credo che la definirei passione. :)

Cmq ammetto che possa non essere nel senso comune del termine. Prendendola dall'altro lato, se c'è flusso io credo che ci sia una forma di passione: se è qualcosa che non ti piace, significa che c'è qualcosa in quello che comunque è in grado di piacerti... quindi devi o capire o scindere. :)
8

Askadia 2007 07 04 at 00:56

Scusate se mi intrometto ma bazzicavo x blog e qst'argomento mi piace ^_^... qndi lascio 1 commentuccio...

Io rikorderei che esiste anke il concetto di piacere negativo e il piacere di fondo.

Vi faccio tre esempi inerenti al mio lavoro (fotoritokko con piccole mansioni di centralinista, segretario e alcune mansioni di lavoro manuale... l'azienda della zia ^^!!!)

Passione: il fotoritocco di particolari immagini che già mi piacciono di base e che vado a sublimare eliminandone impurità e migliorando i colori. Qui metto anche il piacere tattile della stoffa durante il lavoro manuale e la realizzazione emotiva (e non mentale) della creazione di 1 oggetto. In qsto senso la passione sta nel creare/migliorare qlkosa allo skopo di rendere "felice" qlkun altro.

Piacere di fondo: le attività di amministrazione a fine mese (gestione di skartoffie varie x la banca&co) di per sè non mi piacciono, bisogna essere troppo fiskali, troppo precisi ed è 1 karatteristica ke io non ho e di cui faccio volentieri a meno (anke se il piacere di migliorare le "minuzie" ce l'ho qndo skatta la passione, vedi sopra). Ne ricavo xò un grandissimo piacere di fondo, dovuto prima di tutto al fatto che in quei momenti mi "vesto" come un segretario (non fisicamente, intendo), vesto un ruolo. Infantilmente nella figura dell'uomo con fogli in mano che traffica con penne, calcolatrici e pc, vedo 1 segno di potere. Non a caso spesso con gli amici mi diverto con frasi del tipo "Beh ho fatto tardi xkè ho chiamato la banca x via dell'azienda..." e quindi diciamola tutta mi gaso semplicemente xkè svolgo qlla mansione anke se effettivamente non mi piace svolgerla ^_^.

Piacere negativo: non lo intendo nel senso di provare piacere nel farsi del male, lo intendo di più come il non amare particolarmente 1 kosa, ma farla xkè è 1 dovere e in qsto fa di me 1 brava persona. In effetti sembra 1 cosa molto infantile xò è 1 meccanismo ke secondo me è molto presente nelle persone, soprattuto nei bambini, ma anke negli adulti dove assume aspetti/connotati/posizioni differenti. Il fatto stesso di lavorare, di intrecciarmi con i miei colleghi in un nodo di dipendenze (del tipo, io lavoro qst'oggetto fino al 70% della sua resa effettiva e gli altri ci mettono il restante 30%, in alkune lavorazioni che facciamo, ed in altre io metto solo il 10% e gli altri fanno il resto), di avere responsabilità e di non deludere le aspettative, di seguire la tabella di marcia... Tutto qsto è il compiacere se stessso passando attraverso il non-piacere (e quindi certi aspetti del lavoro). In altre parole: il sentirsi appagati xkè si è utili, nonostante il non-amare ciò ke si fa. Un po' come lo stereotipo dell'ereo, che si compiace di sé stesso proprio xkè ha combattuto la bestia di turno.

Ho il vizio dei commenti lunghi... pardon... è ke penso ke 1 parola sia troppo poco univoca e di molteplici interpretazioni. ^_^

Sayounara
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Folletto Malefico 2007 07 04 at 01:12

...basta scegliere accuratamente la parola. ;)
(sei su un blog intitolato "intense minimalism" :P)

Comunque, interessante approccio alla questione. Non avrei usato quei nomi (le parole sono significative :P) ma di fatto hai fatto una categorizzazione piuttosto creativa. :)

Poiché però mi piace il bastian cuntrari, hai mai pensato che in realtà il piacere sia sempre il medesimo, solamente che in alcuni casi non hai capito con chiarezza cosa te lo dia? :)

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