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Twitter, i Blog e l’utilità

01:07 Thoughts

Premessa: Twitter è un sito che permette di scrivere “istantaneamente” cosa si sta facendo in un dato istante. Il messaggio deve essere breve e consente di avere la notifica su IM (ICQ/MSN/GTalk/…) o cellulare di cosa stanno facendo gli altri contatti. Con tanto di feed RSS.

Oggi sono capitato su questo post di MCC e ho riflettuto un attimo sulla questione dell’inutilità di Twitter posta sia da lui, sia in tutti i commenti che gli davano sostanzialmente ragione.
Ora, lui non è certamente l’unico ad avere quella impressione (mica pochi: 1, 2, 3, 4, 5, …), il punto è che leggendo lui e i commenti mi è venuto in mente un paragone. Ho commentato, ma vorrei fare una riflessione aggiuntiva.

Ma veniamo al punto, cito lui perché ha posto la questione nel modo migliore fra tutti i “no-twitter” che ho letto:

“Il mio blog non è il mio Tamagotchi e non è un videogame da grafomane. Non ho tempo per badare a un widget che richiede tutte quelle attenzioni.”

La questione è percettiva. Molti hanno preso Twitter come un tool per “dire cosa sto facendo ora”, letteralmente. Tanto è che nei commenti si è riso su battute tipo: “Si dovrebbe sempre scrivere che sto aggiornando Twitter!!!”.

Al contrario, io non avevo interpretato Twitter in quel modo, né l’ha fatto Bru con cui parlavo l’altra sera. Stavamo proprio discutendo di come Twitter sia uno strumento sintetico e non filtrato per fare passare alcuni pensieri che non si avrebbe mai scritto sul blog (ininfluenti o insufficienti per fare un post, o forse non c’è il tempo di scrivere meglio).
E in modo trasparente: con un IM o un Dashboard widget è “riempitivo” farlo in quei 15 secondi di pausa che ci sono abbastanza di frequente nella giornata.

Ma allora perché questa nettissima differenza di percezione? Frasi come “è faticoso tenerlo aggiornato” e “figuriamoci se scrivo quello che sto facendo, chi vuoi sia interessato a sapere che sto lavandomi i denti”?

Quello che mi è saltato ora all’occhio è che questa è la stessa critica che ho sentito muovere milioni di volte ai blog!

Ci sono svariati punti qui interessanti:

  1. Prima si giudica e in base a questo giudizio fingiamo di provare quando già abbiamo deciso? Oppure è provandolo che si decide? Fate attenzione che il giudizio può essere inconscio e quindi molto subdolo. Basta la domanda “si ma a che serve?” che già il giudizio “è inutile” si è espresso.
  2. Perché questa dicotomia percettiva prima sui blog e ora su Twitter?
  3. Esattamente come esistono blogger che descrivono puntualmente le banalità quotidiane, possono esistere anche twitters che lo fanno. L’uso del mezzo è indipendente dal mezzo stesso.

Vorrei peraltro sottolineare che con questo post non voglio assolutamente suggerire che chi non gradisce Twitter sia un cretino. Ognuno è, per fortuna, libero di fare quel che desidera e nessuno assicura che io non cambierò idea fra breve.

Né comunquesto suggerendo che Twitter sia utile sul lungo termine o che sia comparabile al successo che hanno avuto i blog. Non ci scommetto una virgola, al contrario trovo più plausibile che sia una sperimentazione destinata a morire od evolversi (l’aspetto real life integrato sul cellulare di Twitter non è da sottovalutare ad esempio).

Io posso suggerire solo di provare Twitter così:

  1. Integratelo nel vostro client IM (ICQ/AIM/MSN/GTalk/…) o se avete un Mac provate uno dei due Widget (1, 2). Dovete essere veloci: se per aggiornare Twitter dovete aprire ogni volta il sito passa la voglia. Dovete essere in grado di scrivere un twittering in meno di, diciamo, 2 secondi.
  2. Scrivete spunti e pensieri. Sapere che state leggendo un certo autore è interessante. Sapere che vi è venuta una idea su come condire la pasta è interessante. Sapere che state andando da qualche parte è interessante. Sapere che state andando a bere un bicchiere d’acqua no. Sapere che andate a dormire no… beh si, ma dipende un po’ dai giorni e dai vostri contatti. ;)
  3. Non dovete essere “information freak”: non è importante leggere TUTTI i twitterings, ma è utile sapere gli ultimi.

Aggiungo anche le regole citate da Fullo, se volete un’altro hint. Peraltro, noto che Catepol ha avuto un pensiero analogo.

uP: consiglio la lettura dei commenti, vi sono molti altri spunti interessanti. ;)

31 comments

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Marco Camisani Calzolari 2007 01 05 at 04:46

Bellissimo post, argomentato molto bene.
ciao
marco
2

Maxime 2007 01 05 at 09:50

Ok, ma non è più semplice modificare il proprio messaggio di "umore" su Skype o su Google Talk anziché aggiornare Twitter? Ché almeno ho la certezza che lo leggano solo i mii contatti e che nessun altro si faccia i ca**i miei... ;)
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Luca Conti 2007 01 05 at 10:54

Complimenti sinceri. Hai colto, con stile e rispetto, lo spirito dello strumento Twitter e dell'uso che se ne può fare o non fare.

Il fanatismo non è mai positivo. La tecnologia non è buona o cattiva. La scelta e la responsabilità sono sempre personali.
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Simbul 2007 01 05 at 10:55

almeno ho la certezza che lo leggano solo i mii contatti e che nessun altro si faccia i ca**i miei

Anche in twitter si possono rendere "privati" alcuni messaggi.

Per quanto riguarda la percezione, credo dipenda anche da come il servizio si presenta. La catchphrase di twitter è "what are you doing?": l'enfasi è su ciò che si sta facendo e con questa premessa è chiaro che molti lo interpretino come un luogo dove scrivere che si stanno lavando i denti o stanno andando in bagno :P

PS: "hint" è maschile o femminile? :D Io avrei detto "un altro hint".
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Gianluca Pezzi 2007 01 05 at 11:01

Ottimo post, Twitter rulez! :)
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elena 2007 01 05 at 11:53

Anche io sospetto sia una meteora.. o solo una fase di passaggio.
Per ora l'ho usato molto come traghetto verso articoli o blog o altro segnalati da utenti di Twitter.
Vediamo come evolve. Ci si aggiorna tra qualche mese (settimana..), no?
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sdrucciola 2007 01 05 at 12:24

E' interessante sentire un'altra voce aull'argomento. Mi chiarisci però cosa intendi con "dicotomia percettiva"?
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Riccardo 2007 01 05 at 12:41

Hai espresso bene ciò che avevo in mente anche io "in bozza", infatti concordavo com miketrevis, sul blog di MCC, che Twitter è microblogging. E poi anche tu hai ripreso il concetto nei commenti e qui.

Una sola nota, però: "L’uso del mezzo è indipendente dal mezzo stesso." McLuhan non sarebbe d'accordo del tutto, lo sai...
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Bru 2007 01 05 at 12:41

Bravo Davide, bel post. Occhio ad un paio di cose però:
1. Come fa notare anche Simbul, Twitter si propone veramente come un luogo dove rispondere alla domanda "Che stai facendo ora?". Ciò non vuol dire ovviamente che questo sia il solo utilizzo lecito, ed in effetti nell'ultimo mese ho osservato sperimentare diverse modalità, che spaziano dall'utilizzo come chat ("@folletto: io ti consiglierei questo o quello") a quello autopromozionale ("Bru ha appena scritto un post su questo o quello").
2. Attenzione a banalizzare le "banalità quotidiane" (scusa il gioco di parole): alcuni utenti potrebbero essere interessati proprio alla frequenza, difusione o all'evoluzione di specifici meme/temi. Comportamenti iterativi o la semplice adozione in massa di un termine di per se poco significativo (e che quindi passerebbe inosservato) possono innescare ispirazioni e processi creativi inattesi.
3. Trovo che non solo l'aspetto "real life" non sia da sottovalutare, ma che sia proprio quello il segreto del successo di twitter. Vedi, io sono abituato a portarmi sempre dietro un taccuino su cui appunto le idee del momento, e molte di queste sono taggate con "to be blogged"... cosa che puntualmente non avviene. Con twitter posso ovviare il problema, e se non sviluppo l'idea, almeno l'avrò messa "sulla piazza" per altri che magari hanno più tempo/voglia da dedicarle.
4. Aspetto "rumore di fondo": molti usano la radio, o la televisione accesa, o iTunes per creare un "rumore di fondo" che li accompagni durante la giornata e che in qualche modo fornisca anche argomenti di discussione, ispirazione, ecc. Io un tempo usavo IRC, ora ho twitter. E devo dire che il rapporto segnale/rumore (cose interessanti vs. banalità quotidiane) è piuttosto interessante.

Per Maxime: se hai Twitter sul tuo IM è decisamente più rapido aggiornare quello rispetto al messaggio di umore. Quanto ai twitter "pubblici", vedi commento di Simbul.
Per Simbul: se non sbaglio per convenzione tutte le parole straniere sono maschili.
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Lotek 2007 01 05 at 13:04

Siamo sicuri che non sia solo un giochino per blogger, magari attraverso il quale (tra gli altri utilizzi) "spammare"...pardon, segnalare i propri articoli più comodamente agli altri al fine di essere linkati? (pratica legittima e già largamente praticata tramite instant messenger o email da molti, anche io l'ho fatto una o due volte)

Noto sempre con molto dispiacere che non si segnalano quasi mai i post degli altri in questo giochino del passaparola fuori dai blog, ma sempre i propri. E magari sul proprio blog si condannano altre pratiche più trasparenti bollandole come non etiche. Ma sto divagando...
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Federico Giacanelli 2007 01 05 at 13:28

Ottima riflessione... l'avessi letta stanotte avrei sbrodolato meno nel mio post!
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Malato di Twitter | Fed’s Bolsoblog 2007 01 05 at 13:29

[...] P.P.S.: Update: un altro post analitico molto interessante. [...]
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Folletto Malefico 2007 01 05 at 13:42

@Sdrucciola: "Mi chiarisci però cosa intendi con "dicotomia percettiva"?"
Ho apostrofato in questo modo la differenza di percezione fra "Twitter come i cazzi miei detti a tutti" e "Twitter come serendipità di pensieri non filtrati". Che poi è quello che come dicevo sento spesos dire sui blog.

@Riccardo: "McLuhan non sarebbe d'accordo del tutto"
Si, in effetti hai ragione: quella frase - che peraltro uso spesso - non è molto precisa. Sono d'accordo con McLuhan ma solo in parte, ed è il motivo per cui quella frase 'ignora' la parte di concordanza che ho con "Il mezzo è il messaggio": troppo spesso si parte dal presupposto che 'una cosa non si può fare perché il media non lo consente', che io trovo del tutto assurda. Ho visto, più volte, un uso talmente disparato dei mezzi (mezzo anche fosse un martello) che io credo piuttosto fermamente che sia la persona a scegliere l'uso, all'interno dei vincoli del mezzo.

Ovviamente il mezzo vincola, ma alla fine è la persona che, sfruttando i limiti da esso imposti, decide come usarlo. O decide di non usarlo.
Dovrei cmq approfondire un attimo la questione, forse nei commenti qui non è proprio il posto ideale. Grazie per lo spunto. :)

@Bru: Il punto (2) da te sollevato mi era venuto in mente da citare ma poi mi è sfuggito nella stesura finale. Hai assolutamente ragione e avrei dovuto precisarlo. Spero però che leggendo si capisca il senso preciso che intendevo dare. :|
L'aspetto rumore di fondo invece mi era del tutto sfuggito, ma mi sembra anche molto importante. Ne convengo.
Il punto (3) per quanto mi trovi perfettamente d'accordo e forse è il business di Twitter... è inapplicabile, almeno in Italia, fino a quando non arriveranno tariffe flat. Purtroppo credo fermamente che serve una piattaforma che non ricorda il suo costo perché qualcosa si sviluppi. Internet non sarebbe lo stesso con tariffazione a tempo, è evidente.

@Lotek: infatti, NON siamo sicuri. La questione è più sociale che focalizzata su una reale 'utilità'. In altri termini, il mio post è anche interpretabile come: "provate a considerarlo in questi termini". Ovvero, Twitter è uno spunto interessante anche se non lo usate. Pensateci. :)
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Bru 2007 01 05 at 14:02

Oggi sono quello degli avvertimenti. Occhio che "media is the message" è uno slogan efficace ma un po' abusato... il pensiero di McLuhan va un po' oltre :)

In prima istanza, vi invito a pensare al media come a qualcosa che, inevitabilmente, influenza il messaggio. Andare oltre in questa sede sarebbe fuori luogo :)
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Folletto Malefico 2007 01 05 at 15:56

Avvertimenti... o spunti? ;)
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Sergio 2007 01 05 at 15:57

Ho provato a iscrivermi, ma al momento lo trovo un po' inutile.

L'idea di comunicare al mondo in tempo reale quello che si sta facendo non è malvagia, ma il modo in cui viene fatto non mi convince.

Io solitamente aggiorno i messaggi sui miei vari IM per far sapere ai miei contatti quello che sto facendo e se possono o meno disturbarmi: Twitter al momento lo trovo inutile dato che aggiunge un altro canale da aggiornare.

Sarebbe utile se aggiornando il proprio stato su Twitter si potessero sincronizzare i messaggi di stato di tutti gli IM (Skipe, MSN, GTalk) e al momento non ho capito come fare.

Appunto se qualcuno è interessato a sapere quello che sto facendo può guardare il mio contatto sul suo IM: non vedo perchè dovrebbe andare sul sito di Twitter o sul mio Blog.

In pratica non penso che qualunque cosa io scriva su Twitter possa essere letta da qualcuno e per questo lo ritengo inutile.

Poi forse non ho ancora ben capito come funziona il tutto...
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Dario 2007 01 05 at 17:23

Ottimo post di quasi chiosa sul tormentone: alla fine credo che possa essere utile se considerato quasi come "minipost" delle proprie attività (cosa stai facendo è la domanda principale) o pensieri. Come tutti i servizi web,le community,i "2.0" se abusato può causare dipendenza: questa è però una caratteristica di tutta la Rete. Non so se lo userò,ho già dato un parere più negativo,di certo proverò a provarlo usandolo come gioco.
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Glorfind3l 2007 01 05 at 18:34

Non ho la minima voglia di rispondere qui all'argomento, te lo dirò appena ti vedo se me ricordo :P
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Andrea Martines 2007 01 05 at 22:41

Ciao Davide.
IF
uno strumento sintetico e non filtrato per fare passare alcuni pensieri che non si avrebbe mai scritto sul blog

AND
questa è la stessa critica che ho sentito muovere milioni di volte ai blog

AND
Twitter è microblogging

THEN
prepariamoci all'avvento di Exhaler, lo strumento di nanoblogging attraverso cui far passare alcuni barlumi di senso che non si avrebbe mai scritto su Twitter.

And so on, "en abime"...
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Folletto Malefico 2007 01 06 at 01:45

Hehehehehehehe!

Credo che per Exhaler dovremo attendere connessioni neurali dirette (o il travasamento dentro cervelli positronici). ;)

P.S.: "then" non "than" :)
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Andrea Martines 2007 01 06 at 02:01

Perché il positrone si cita sempre e il negatrone mai? Bah!

P.S.: (s)cancellamelo te dal commento, no? Sono sviluppatore, non vedi che è un erore di battimento? Pure te, però!! ;-)
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Folletto Malefico 2007 01 06 at 02:10

Beh non conoscendoti non potevo mica saperlo. :)
Cmq, preferisco evitare editing in ogni sua forma, salvo richiesta esplicita e diretta. Un po' per ideologia, un po' per gli anni trascorsi come mod. Editato. :)
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catepol 2007 01 06 at 10:48

io ripeto un po' quelo che dico da me...siamo noi a decidere che gioco giocare col giocattolino twitter. Siamo noi a decidere cosa condividere di quello che stiamo facendo oppure no...la differenza tra l'aggiornare lo status dei vari nostri IM e l'aggiornare twitter per me sta nel fatto che sui messenger ho contatti anche extrablog/familiari/di lavoro (uno fra tutti la mia cuginetta di sette anni, per capirci) che non capirebbero il mio messaggio "sto scrivendo un post" oppure "post interessante su..." mentre su twitter, il fatto siamo tutti blogger fa sì che siano pertinenti.
Ancora, penso che non vada usato per dire vado a fare pipì, torno dall'averfatto pipì ecc...ma per segnalare attività che possono avere un qualche interesse per gli altri (contatti che ricordo noi abbiamo scelto e contatti che a loro volta hanno scelto noi)...
va bene l'autoreferenzialità quando ti fa leggere un post o un qualcosa in tempo reale (ma anche là sei tu a decidere se leggere o meno, se subito o meno, intanto sai che c'è...)

Non so se ho reso il mio pensiero...
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Folletto Malefico 2007 01 06 at 13:43

Hai reso perfettamente, direi. Ho fatto bene a citarti. ;)
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Lady 2007 01 07 at 16:47

non ricrodo dove l'ho letto...
>
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tiziana 2007 01 07 at 23:07

Mi aggiungo alla serie di commenti (interessanti) con questa domanda: esiste un numero ragionevole di contatti oltre il quale twitter perde interesse?
Mi pongo questa domanda perché ultimamente mi arrivano nuovi amici come se piovesse. Ecco un paio di considerazioni al proposito:
1. Mi piace l’idea di tw come un rumore di fondo, ma se si hanno decine e decine di friends non diventa cacofonico? Sicuramente serve una base abbastanza nutrita di contatti per poter cogliere un’eco che restituisca la sensazione del momento di una moltitudine di persone. Noto però che troppe voci risultano disturbanti perché rimandi e stimoli reciproci tendono a perdersi, soprattutto se molti usano tw solo per messaggi personali.
2. Usato come nota a margine di pensieri quotidiani o come canale di comunicazione per ispirazioni momentanee tw mi sembra fenomenale. Seguendo il flusso di alcuni post sono andata in rete a cercare cose, immagini, testi ecc. che probabilmente altrimenti non avrei cercato. Ma se leggo 50 post all’ora, nemmeno riesco ad identificare quelli che meritano di avere un seguito e perdo la funzione di stimolo a cercare cose/ seguire suggestioni che è uno dei motivi per cui mi piace twitterare. Oltre ovviamente alla crescita esponenziale del fattore di distrazione da qualsiasi altra cosa uno stia in quel momento facendo!
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I Miei Due Cent Su Twiter KromeBlog 2007 01 08 at 03:11

[...] La prima segnalazione che vedo nel mio aggregatore arriva da Downloadblog seguita da quella di Luca Conti, Pensierineccesso e per finire Intense Minimalism. [...]
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Folletto Malefico 2007 01 08 at 11:45

Vero Tiziana, in effetti il numero è importante e avendo quasi 300 contatti su IM posso capire cosa può significare avere troppi contatti.

E' anche vero che "scalando" verso l'alto probabilmente si cambia la modalità. Cmq credo che al momento Twitter funzioni con un numero non molto elevato... per quanto, in questo caso credo anche che Bru stia sperimentando molto di più... :P
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gpessia 2007 01 28 at 18:08

è inutile che ripeta quello che altri hanno detto, ho scovato il post (... e il blog, perdonami... - da oggi sei tra le mie letture quotidiane) su melablog e la penso esattamente come te ;)
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Diego 2007 01 29 at 18:13

uhm qualcosa di interessante c'è.. forse finirà nel dimenticatorio per finir integrato in qualche forma in altro..
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Folletto Malefico 2007 01 29 at 18:29

Al momento credo che sia la fine più plausibile... ;)