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Jobs: Thoughts on Music

00:52 Technocracy

Steve Jobs ha recentemente preso una posizione molto forte a riguardo della musica e del DRM. Oggi, infatti, è apparso questo articolo, intitolato “Thoughts on Music”, sul sito Apple.

La posizione è sicuramente propagandistica in quanto è tutto nell’interesse di Apple di rimuovere il DRM, ma anche tenendo fermamente conto di questo non si può che notare quanto sia notevole la portata di questo gesto.

Naturalmente, potremmo parlare a lungo di quanto altro avrebbe potuto fare, della posizione di mercato che ha e di quante altre alternative esistono.
La mia opinione, per quanto probabilmente verrà ritenuta di parte, è che Jobs non è uno stupido: meglio uno store pieno forzando un DRM il più aperto possibile alle compagnie che uno store vuoto. FairPlay è un DRM che consente infinite copie senza protezione (vi sono altri DRM migliori?).
Chiunque altro ne parli – io incluso – non ha la minima idea di cosa sia successo ai piani più alti, quando sono state contrattate le licenze.
Questo per dire che la posizione di mercato se l’è guadagnata con la diplomazia, scienza dei compromessi: è utopico pensare un mondo in bianco o in nero.

Per questo ritengo questa lettera aperta un passo significativo nella giusta direzione. La prima battaglia l’ha vinta, ora si prosegue, i tempi sono maturi.

1 comment

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kime 2007 02 07 at 16:52

molte volte mi stupisco delle decisioni prese da grandi aziende vuoi che siano decisioni strane soltanto o del tutto prive di senso...ma poi se ci penso bene arrivo sempre allo stesso punto ovvero , se hanno deciso cosi ci sarà un motivo sensato, ovvero se son grandi aziende avranno un direttivo e vari collaboratori per qualsiasi settore, quindi ne avranno discusso prima di mettere in pasto alla clientela un singolo prodotto. Dunque se hanno valutato e pensato che la miglior decisione sia stata quella presa buon per loro, il piu delle volte per "miglior" nn si parla di consumatori ma si intende per i loro portafogli...
Non do ragione a tutte le scelte prese dalle grandi aziende ma se mi metto nei loro panni penso che deciderei nello stesso modo il più delle volte...