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RitaliaCamp: il mio punto.

21:30 Life, Writings
Riflessioni personali sul RitaliaCamp del 31 marzo 2007. Considerazioni organizzative, problemi e spazi di miglioramento.

Potrei utilizzare il blog ufficiale del RitaliaCamp per queste riflessioni, ma preferisco potermi dilungare liberamente in riflessioni personali.

RitaliaCamp: logo

Organizzazione

Non posso che essere felice di notare quanti si sono accorti dell’impegno che tutti noi abbiamo messo nell’organizzazione di questo evento. Per quanto sia vero che il grosso è stato fatto da un gruppo di circa 7 persone, vi sono almeno 20 persone che hanno dato il loro contributo attivo e credo che non sbaglierei a dire che almeno altre 300 hanno dato il loro supporto scrivendo sul wiki, nei blog e nei commenti.

RItaliaCamp: Folletto (io), Bru, Robin

Il grosso problema dell’organizzazione di questo evento è stato il tempo: seppure ci fossero due correnti di pensiero differenti, io ed altri pensavamo che lasciare trascorrere troppo tempo avrebbe rischiato di fare disperdere troppe energie. Così è stata fissata la data del 31 e in sole 4 settimane il RitaliaCamp è nato.

Sono felice del risultato organizzativo, nonostante tutte le difficoltà. Da quello che però ho sentito durante la giornata e letto oggi in rete due sono stati i problemi che le coperte dell’organizzazione non sono riuscite a coprire:

  1. Connettività di Rete
  2. Lo strumento BarCamp

Problema 1: Connettività di Rete

Qui non vorrei dilungarmi molto. Purtroppo una istituzione come una università ha grossi problemi di burocratizzazione. Arrivare circa due settimane prima a chiedere stanze, spazi, personale e connessione internet so che è stato un problema mostruoso per questo colosso. Sembrava ci fosse tutto (eccezionale prova per l’Università Bicocca), ma il problema è saltato fuori come sempre inaspettato, purtroppo per un problema di comunicazione nei due sensi.

Al mattino vi è stato un problema nostro, ma quando questo è stato risolto (testando prima con FON e poi preferendo assegnare nominalmente un IP a ciascun partecipante, visto che comunque i portatili erano pochi) ci giunge a ciel sereno una telefonata piuttosto incazzata e arricchita di simpatici epiteti di incompetenza e minacce di varia natura da un amministratore di rete.

A quanto pare infatti nonostante una mail palesemente incompleta (ma segnata GPG) che ho ricevuto ci assegnasse un range di IP del tipo 149.132.x.y noi avevamo a disposizione solo 3 IP. Di cui uno non funzionante fino ad una certa ora a causa mancata attivazione di linea in una delle aule.
La cosa più buffa è che una delle minacce citava che noi non avevamo i nomi dei connessi (falso, abbiamo i nominativi di tutti i presenti) e che quindi violavamo la legge n.155 anti-terrorismo del 31 luglio 2005 (falso, visto che dovevamo associare nominalmente gli IP ai portatili!). Poi siamo noi gli incompetenti…
Quindi, alla fine siamo stati costretti ad utilizzare 3 IP. Uno l’abbiamo dato a Robin Good, per consentirgli di proseguire il coverage audio e video (peraltro, è strabiliante vederlo: sembra essere uscito da una ambientazione cyberpunk – e come persona è eccezionale). Gli altri so che sono stati utilizzati in alcune aule (per esempio per SecondLife) ma purtroppo questo ha significato l’assenza completa di connettività.

Terribile.

Soprattutto se calcolate che ho sostenuto più volte l’essenzialità della connessione e l’importanza di una comunicazione parallela tramite backchannel (che paradossalmente io e Bru avevamo creato, su IRC, al mattino). L’assenza non è stata grave come sarebbe stato in altri BarCamp: la percentuale di portatili aperti era molto bassa. Di contro però non è stato praticamente possibile fornire alcun output (e relativo feedback) alle persone che si aspettavano di poter seguire da remoto lo svolgersi della giornata.

Non avete idea di quanto fastidio mi abbia dato questo inconveniente, soprattutto se considerate che al BzaarCamp eravamo riusciti grazie a FON e alle linee di Apogeo ad avere una connessione internet per tutta la giornata! Rinnovo qui una note mentale a me stesso: tenere il numero di persone basso ed evitare quanto possibile istituzioni.

Vi segnalo anche una riflessione un po’ più ad ampio spettro, sui diversi livelli del digital divide.

Problema 2: lo strumento BarCamp

Lo strumento del BarCamp è un mezzo eccezionale, e su questo credo non ci si possa dire nulla. Il successo o il fallimento di un BarCamp ben organizzato è legato al dialogo delle persone. Le persone però sono portate naturalmente a parlare, condividere informazioni e confrontarsi, quindi non mi risulta di alcun BarCamp che si sia rivelato un insuccesso.

Vi sono però alcuni problemi intrinseci. Seppure al RItaliaCamp l’affluenza sia stata di circa 280 persone (non ho il numero esatto, ma l’ultima informazione che ho sentito era questa) non sono praticamente mai state 280 simultanee. Al mattino abbiamo stimato circa 100 persone, mentre in chiusura erano circa 60, con un picco che ad occhio localizzerei intorno a mezzogiorno. Per questo motivo credo che abbiamo avuto un po’ di fortuna, credo che 300 persone simultanee siano impossibili da organizzare in un BarCamp, senza pagare da qualche parte un prezzo.

Una piccola parentesi: io credo che il più potente strumento sociale, creativo e produttivo sia un nucleo variabile fra le 2 e le 10 persone circa. Non è un caso se spesso i gruppi sociali più coesi si aggirano su queste cifre e i gruppi di persone che dialogano liberamente nei corridoi del BarCamp sia sempre in questo intervallo. Questo gruppo ideale è tale perché tutti si trovano ad avere pari possibilità di intervento e di dialogo. Con l’aumentare del numero inizia a instaurarsi quasi naturalmente una forma – necessaria – di gerarchia.
Le persone contemporaneamente vogliono parlare: ed è questo il motivo del successo del BarCamp. Il dialogo come strumento per comunicare. Le presentazioni io le reputo delle “scuse” per poter iniziare uno specifico dialogo su un particolare argomento. Non è raro che dopo una presentazione si distacchi un piccolo gruppo che prosegue in corridoio su quell’argomento.

Però.

Al contrario di un gruppo di 2-10 persone, il BarCamp ha difficoltà nel catalizzare forme progettuali concrete (in molti ci han riflettuto: 1, 2, 3, 4). E la giornata del RItaliaCamp è stata una interessante sperimentazione in questo senso. La libera associazione, il libero dialogo e le libere presentazioni sono forti strumenti sociali ed aggregativi, ma non produttivi né progettuali. Infatti sono uscite moltissime idee e confronti, ma pochi elementi concreti, per quanto la mappa concettuale a parete abbia avuto un successo inaspettato.

RitaliaCamp: one of the free camps around

Sia chiaro: RItaliaCamp per chi sapeva cosa aspettarsi o non aveva pregiudizi è stato un successo: persone, idee, iniziative, incontri e discussioni. Per me lo è stato. Ma è stato un fallimento per chi si aspettava di iniziare subito a progettare qualcosa.

Visto che molte persone si aspettavano qualcosa di concreto (e qualcuno persino qualcosa di totalmente diversa dal BarCamp, risultando deluso) potrei dire che in questo senso il BarCamp è risultato un fallimento. Perché per qualcosa di veramente tale non è lo strumento adatto. Dopo la fase di chiusura del RItaliaCamp che porterà a dei documenti progettuali, il possibile evento successivo NON dovrà essere un BarCamp.

So bene che ci sono persone competenti per fondare e/o portare avanti un eventuale progetto ed alcune di queste hanno dato anche la loro disponibilità (che confido si faranno vedere più chiaramente nei prossimi giorni, già comunque cito l’articolo pubblicato da Robin), io butto però lì uno spunto secondo lo spirito libero e collaborativo che in questi mesi fino al RItaliaCamp incluso si è respirato: e se provassimo a prendere spunto da strumenti come quelli OpenSource?

Il tutto completamente libero, chiaro ed aperto a tutti.

Dinamica comunicativa

Vi è stato un enorme problema comunicativo per tutti coloro che han contribuito a Ritalia. Il riuscire a ridimensionare a sufficienza la mira in modo che diventasse concretamente applicabile ad un BarCamp.

Perché, come detto poco sopra e come commentato da chiunque, era impensabile riuscire a progettare qualcosa ad un BarCamp. Non è lo strumento adatto.
E come dicevo giusto ieri a Lele, Mafe e Vanz, personalmente troverei l’uso del termine “BarCamp” per qualcosa che non sia tale una presa per i fondelli e un errore ideologico fondamentale, per quanto probabilmente abbia un efficace ritorno marketing.

L’unica cosa che reputo possibile realizzare ad un BarCamp è una forma di mashup. Quindi, semplicemente, una sorta di aggregazione di idee, scritte. Idee che nel nostro caso sarebbero potute essere un documento da cui partire per un progetto. Questo è solamente stato posticipato di qualche giorno, ora, per i motivi che avrete sicuramente letto nella rete se non eravate uno dei presenti durante la giornata. La mancanza di rete non ha poi sicuramente aiutato.

Vi è stato quindi un grosso problema comunicativo verso l’esterno: riuscire a fare capire che non era né un evento organizzativo, né tantomeno un evento mediatico (opinioni tutt’ora presenti).

Sperimentazione Collaborativa

Trovo molto calzanti parole come quelle di Kurai o di Goetz, che pensavano già prima dell’evento che comunque fosse andata sarebbe stato un successo. Lo è stato infatti per il numero di persone che ha mosso online e offline, per le persone che si sono trovate, per le professionalità che sono intervenute.

RitaliaCamp: mind map

Leggendo oggi la blogosfera da me raggiungibile, ho trovato che in molti hanno criticato giustamente i difetti ma sono anche stati ben consci di quello che si è realizzato. Devo dire che lo spirito che ho trovato oggi in rete è stato quello che speravo: propositivo, attivo, forse entusiasta. Giusto sui difetti ma non fermo su questi. :)

Persone

Oggi c’è da dire che dopo tre BarCamp a cui ho partecipato, dei quali due con il mio contributo organizzativo, molte delle persone che ho ritrovato le conoscevo e ho avuto piacere nel ritrovarle. Molto piacere, anche perché nonostante continuassi a correre come un forsennato fra tre aule per verificare lo stato delle cose, risolvere eventuali problemi e sentire come si svolgeva la giornata, quando venivo fermato o mi fermavo trovavo sempre qualcosa di interessante, che fosse una opinione, una idea, un ringraziamento od un sorriso nel vedermi così preso.

Grazie a tutti.

La mia presentazione: Ask the way

Nell’aula ‘Tech’ ho fatto l’ultima presentazione della giornata, incentrata su una idea possibile per sfruttare la coda lunga delle informazioni turistiche (e perché no, forse del turismo in genere) online.

Il nome è “Ask the way”, solo perché non son riuscito a venire a capo di un nome italiano interessante. L’idea è comunque quella di chiedere la strada. Vi riporto qui la presentazione:

Questa presentazione vuole solamente porre le fondamenta per una idea a basso costo, basata su un mashup fra Google Maps, Flickr e CouchSurfing. Sono solamente gli elementi essenziali su cui si può costruire qualcosa, il progetto sarebbe il passo successivo, se qualcuno volesse mettersi a svilupparla. Vi sono da valutare attentamente tutti gli attori in gioco, eventuali modalità esecutive, tecniche e non e collaborazioni.

Curiosità: il nome

Da appassionato di dinamiche di varia natura, mi sono trovato ad osservare il procedere sia interno che esterno della capitalizzazione del nome “ritaliacamp”. Internamente ci sono state 3 fasi:

  1. Fondazione: il nome era rItaliaCamp. Si crea il wiki.
  2. Per motivi tecnici, il nome sul wiki deve essere per forza dotato di maiuscola, quindi abbiamo un URL che è RItaliaCamp.
  3. Molti qui però data la somiglianza fra I e i in un URL e l’assenza di doppie maiuscole nelle lingue parlate, hanno trasformato naturalmente in RitaliaCamp.
  4. Alla fine si è deciso di formalizzare il nome in RitaliaCamp.

Esternamente, sono state percepite le tre fasi, in più ci sono state libere variazioni dettate dalla naturale differenziazione insita nelle persone. Le versioni che ho letto in circolazione sono state:

Il nome attualmente è: Ritalia e RitaliaCamp. Buffo comunque. :)

Aggreghiamo

Oltre a segnalarvi ovviamente il blog di Ritalia e il relativo wiki, potete seguire anche:

Ringraziamenti

Ringrazio una persona che ha chiesto di non avere molta visibilità, ma che ha dato un supporto sostanziale quanto inaspettato al RitaliaCamp. Ha sborsato una cifra non piccola per coprire tutte le spese rimaste aperte semplicemente perché credeva nell’idea che stavamo portando avanti.

Ringrazio Simbul, perché non avendo potuto dare il suo supporto fino al 31 si è spontaneamente offerto di dare una mano e fra le varie cose si è ritrovato ad affettare pane, salumi e formaggi per tutte le persone presenti, per 2 ore circa, con il solo aiuto della energica Orban’s family (come si chiamano?), jTheo e mio.

RiitaliaCamp: staff (quasi)

Chiudo, quasi stupito che qualcuno si sia letto tutto questo, ricordando il mio impegno: volevo fortemente organizzare RitaliaCamp per le difficoltà che comportava. Ora, probabilmente chiuderò il mio percorso con la stesura del documento della giornata, cogliendo l’occasione di rinnovare a chiunque lo desideri l’invito di entrare nell’organizzazione per procedere con i passi successivi.

Grazie. :)

36 comments Add yours below

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Napolux 2007 04 01 at 21:45

Che dire. Grazie a te ;)
2

Simbul 2007 04 01 at 21:54

Veramente curiose le tre fasi del nome. Io le ho attraversate tutte (nello specifico alla terza sono approdato 40 secondi fa :D).
Però ho visto una certa confusione sulla capitalizzazione anche nei canali di comunicazione ufficiali... mi sa che c'è da fare un check del blog e del wiki.

Che dire per il resto: sono stato contento di esserci stato. Unico rammarico, non essere riuscito a partecipare più attivamente alle conversazioni (perché fino al giorno prima non avevo in sostanza avuto tempo di seguire nulla). Alla prossima ;)
3

David Orban 2007 04 01 at 22:18

Ottimo post, Folletto! Interessanti considerazioni. Spero di raccogliere idee ed energie al più presto per scrivere. Gli Orban che hai visto erano David, Cosimo, Jacopo (i cloni come diceva Robin sui sul 'cast).

:)

D
4

Luca Conti 2007 04 01 at 22:30

Sbaglio o si parlava del tag ritaliacamp1 ?

Ad ogni modo a te e al resto dell'organizzazione va un ringraziamento non di rito. So cosa vuol dire sbattersi per permettere a così tante persone di incontrarsi e di esprimersi.

Grazie per l'impegno.
5

Folletto Malefico 2007 04 01 at 22:34

Ecco, grazie David, a la mia tragedia a ricordare i nomi prosegue sempre. :P

Si, si parlava di usare 'ritaliacamp1', ma purtroppo ho visto che non era stato affisso e quindi pensavo non lo stesse usando nessuno, parzialmente confermato dall'uso online. Mi sa che adesso faccio un controllino e aggiungo tutti i link se è il caso. :)

Grazie. :)
6

Sid 2007 04 01 at 22:45

Mi aggiungo nei ringraziamenti :)
Esperienze come queste meritano di essere ripetute (vissute) ed è da questo che nasce il mio entusiasmo... grazie ancora :D
7

Giorgio Zarrelli 2007 04 01 at 23:39

Paradossalmente, un problema comunicativo vi è stato. In giro per i corridoi c'era chi si aspettava qualcosa di concreto e sentire solo lì da Goetz che si trattava di una "boutade" (termine mio) per risvegliare l'attenzione sul problema, non risolve molto per chi si trova in quel momento e in quel posto, cercando qualcosa che non ci sarà.

La mia delusione e "noia" sono derivati dal mancato brainstorming tecnico. Le persone c'erano, la voglia e le idee forse meno, o magari era solo questione di un mancato input. Sinceramente, non c'è di meglio per le elucubrazioni di un tecnico del mettersi di fronte a un progetto di belle dimensioni e pensare cosa e come fare per fornire un buon servizio a costi contenuti.

Non c'era nulla di pratico? Era solo una situazione per motivare e spingere la formazione di un qualcosa in futuro? Beh, mi sarebbe piaciuto anche dal versante tech una prospettiva del genere.

Senza contare che, esperienza personale, mi è già capitato su un progetto dotato di finanziamenti della comunità europea di lottare invano con un cliente affinché accettasse una soluzione a software libero per un portale, a un quarto del costo della omologa soluzione proprietaria. Senza contare che nel quarto era compresa manodopera e "tailoring" dell'applicativo, mentre l'altro estremo era costituito dal prezzo commerciale della sola applicazione.

Mettiamola così, sembrava un assembramento di markettari che parlavano di belli sentimenti, senza che qualcuno mettesse il carbone nella caldaia.
8

Giorgio Zarrelli 2007 04 01 at 23:44

Ah, ovviamente, prima di scatenare flame, il tono del mio precedente commento è volutamente ficcante, solo per evidenziare quello che a me sembra uno dei problemi di cui è stato affetto il camp.
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Folletto Malefico 2007 04 01 at 23:45

Condivido pienamente il punto di vista e la critica. Posso però ribaltarti un attimo la domanda, in modo provocatorio? :)

E' un BarCamp: perché non hai fatto tu questo? :)

Già fatta a qualcuno durante il RitaliaCamp, mi piacerebbe sentire la tua risposta. :)
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Riccardo 2007 04 02 at 01:01

WoW! Ottimo resoconto :)
Nell'attesa di riuscire ad aggregare anche io i pensieri sul blog, aggiungo un ringraziamento a br1 per essersi smazzato (invano) la configurazione e l'emergenza rete con un pragmatismo non comune.

Un grazie a te per la disponibilità, la prontezza e la passione. Per aver fatto da testa di ponte logistica e da puntuale metronomo.

È stato un grande piacere lavorare assieme.
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Glorfind3l 2007 04 02 at 02:02

Me lo dovevi dire che c'era da rifocillare gente,per quello sarei venuto :asd:

Cmq pessimo, per la presentazione hai preso le indicazioni di googlemaps che ti fanno attraversare a nuoto l'oceano atlantico :P
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chicco 2007 04 02 at 02:28

Quando l'organizzazione richiederebbe mesi di lavoro di un esercito professionista e si hanno solo 4 settimane di tempo e, seppur la migliore, solo una "squadra di professionisti", allora qualunque risultato merita i complimenti: in questo caso anche doppi visto che non è stato poi così male!
Ti ringrazio per aver letto il mio post ed aver lasciato un tuo commento a cui ho aggiunto una considerazione che, alla luce di questo tuo articolo e dei commenti dei tuoi lettori, credo che abbia inquadrato la situazione. ...Sempre meglio di come pensavo che fosse! ;-)
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Alberto Claudio Tremolada 2007 04 02 at 08:45

Sono quello che Davide Casali indica come "persona che ha chiesto di non avere molta visibilità..............ha sborsato una cifra non piccola per coprire tutte le spese rimaste aperte semplicemente perché credeva nell’idea che stavamo portando avanti.
".
Che ha sollevato le maniche per dare una mano, per parte dell'allestimento ma soprattutto al desk per le registrazioni, dando supporto logistico ed informazioni a quanto lo richiedevano ( anche alla security e ai tecnici esterni presenti che meritano gli stessi ringraziamenti per la disponibilità ).
E' vero non mi interessava molto la visibilità ( avrei potuto fare benissimo una presentazione ecc. ) ma investire risorse ( non solo finanziarie, ognuno contribuisce per quello che può - ieri si chiamava baratto oggi barter sociale ) in qualcosa che sia di rottura, aggreghi le persone attorno a progetti comuni per dimostrare che si può fare.
L'invito che ho fatto a RItalia e nel blog è:

Critiche costruttive non giudizi di merito sulle persone ( le ultime non sono utili e non portano da nessuna parte )
Contributi concreti, se credete che cambiare è possibile

Ma soprattutto lo dovete a Voi stessi.

Ringrazio tutti per aver dedicato il sabato ad un evento.

Alberto Claudio Tremolada
alberto@bloggeraus.com
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Stefano Vitta 2007 04 02 at 09:32

Complimenti per lo splendido lavoro fatto ;)
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paolo 2007 04 02 at 09:42

Ottima riflessione!
Cercherei comunque di apprendere una lezione semplice (oltre alle molte altre di piu' difficile sintesi) da questo barcamp particolare: mai piu' in una universita'! mai piu' in aule frontali, con le sedie inchiavardate e cosi' grandi! questi luoghi non favoriscono le conversazioni ma solo le lezioni universitarie che, come immagino tutti ben sappiamo, sono il contrario delle conversazioni!

Grazie per l'impegno e per RitaliaCamp!!!
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Giorgio Zarrelli 2007 04 02 at 09:56

Non è che posso fare brainstorming da solo...oltretutto ero arrivato impreparato.

Fino alla mattina stessa ero convinto di non riuscire a partecipare e quindi non avevo un progetto in mente. Sono venuto per contribuire alle possibili discussioni tecniche in atto, ma molto "alla ventura" dato che, non pensando di poter partecipare non avevo raggrumato idee interessanti.

La prossima volta vedrò di portare qualcosa.
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Folletto Malefico 2007 04 02 at 11:22

Ringrazio nuovamente Alberto per aver commentato qui. :)

Giorgio, grazie per la risposta. Mi hai confermato che di fatto c'è stato un errore comunicativo sugli scopi della giornata. :)
Sull'essere da solo, non so. Eravate talmente in tanti a voler fare certe cose che se uno qualunque avesse preso un post-it e prenotato due presentazioni avrebbe avuto un enorme successo hehehehe :)

Paolo, confermo. Ne riparliamo comunque nei prossimi giorni. Anche Bzaar non si ferma qui eheheheh :D

Grazie ancora a tutti per i commenti. :)
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Tiziana 2007 04 02 at 11:47

Volevo dire che ho apprezzato moltissimo la giornata, che ho trovato insieme stimolante, caotica e sufficientemente anarchica. Adatta, come fai notare tu, ma anche altri con cui ho parlato, più a scambi e creazione di idee che alla produzione di qualcosa di concreto.
Su questo però forse c'era qualche ambiguità sul wiki, visto che in molti si aspettavano un'occasione per buttare giù una traccia di lavoro.
Personalmente mi sarebbe piaciuto che le idee affisse nella mappa trovassero uno spazio di dibattito e che non rimanessero solo là attaccate, visto il taglio "tematico" e non generale del camp, ma spero che trovino il loro spazio comunque, magari nel seguito.
Infine la connessione... porcacc...ecc: i computer aperti erano pochi perchè si sapeva che non andava (mio compreso)!
Se questo e, ovviamente, la tipologia delle aule, è colpa dell'università, in effetti mai più e mai poi!
Comunque ripeto, bella esperienza e un grazie a chi ha organizzato.
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Mauro Monti 2007 04 02 at 17:10

Quando abbiam deciso di partire con questa avventura già sapevamo che la prima sperimentazione sarebbe stata il tentativo stesso di applicare le modalità del concetto di BarCamp inserendo l'eccezionalità di due elementi: un argomento ben fissato ed il numero elevato di partecipanti.

A mio parere non è da ritenersi fallimentare l'esperimento, ma è da rivedere sicuramente la modalità di comunicazione del concetto stesso di BarCamp che è stata utilizzata per preparare i partecipanti.
Troppe persone han capito come funzionasse il tutto dopo mezza giornata... il mattino è passato un pò nel dubbio e nel buio... la luce nelle aule è arrivata solo dopo.

Si parla di persone rimaste deluse perchè penavano di finire la giornata già con un progeto in mano... ma non capisco da cosa abbia origine questa delusione. Il progetto c'e', ed anche loro han dato una mano a far si che prendesse vita. Attualmente risiede all'interno di una massa di post-it gialli e sui pc di coloro che hanno presentato e discusso le loro idee. Nelle prossime settimane - se il popolo dei ritaliani vorrà - prenderà vita sulle pagine del wiki di Ritalia e quindi diverrà tangibile al 100%.

La sfida ora si sposta su un nuovo fronte, quello della reale partecipazione di tutti gli intervenuti all'evento perchè Ritalia continui a crescere e produrre. Il "core" del gruppo non vuole e non può far tutto da solo, non è mai stato l'obiettivo di qyesto progetto. Se i ritaliani non porteranno a termine gli impegni presi il 31 Marzo la stesura del progetto non potrà essere realizzata, e quindi Ritalia si fermerà.
20

Marco Dal Pozzo 2007 04 02 at 18:01

Complimenti Folletto, per il grande impegno profuso nell'organizzazione della giornata.
Si, forse le attese di quanti si aspettavano un documento finale sono state disattese. Ma semplicemente perche' non sapevano cosa sia e a "cosa serve" un BarCamp (ed io sono tra questi)!!!
Io adesso lo so e spero che il Wiki produca i suoi frutti. E da una simile semina non puo' che essere cosi'!
21

Folletto Malefico 2007 04 02 at 20:05

Giusta integrazione Mauro. :)

Ringrazio chi ha commentato in queste ore e rinnovo l'invito a collaborare verso il prossimo step. :)
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fullo 2007 04 02 at 20:10

a difesa di giorgio devo dire che mi ha chiesto a più riprese di fare un brainstorming tecnico... ma tra una chiacchera e l'altra è sempre stato rimandato :(

per il resto ottimo sunto della giornata, ma soprattutto mi congraturo per le energie che avete speso prima, durante e dopo il ritaliacamp. Non è stata un'impresa da poco.
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Giorgio Zarrelli 2007 04 02 at 20:49

Al prossimo Camp si fa il mio propugnato "question time tecnico plausibile", vero Fullo? :-)

Anyway, se puo' essere d'aiuto una mano tecnica, ne ho due, libera piu' o meno mezza.
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Folletto Malefico 2007 04 02 at 21:02

Fullo, Giorgio, potrebbe uscire qualcosa di molto interessante da una sessione simile. ;)

Alla prossima, allora! :)
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davide del monte 2007 04 03 at 02:16

Personalemente sono rimasto davvero molto soddisfatto dell'organizzazione, e passo per fare i complimenti.
Per il resto, forse le troppe aspettative hanno creato un senso di amarezza, ma l'evento è stato positivo e darà i suoi frutti..
26

Massimo Sernesi 2007 04 03 at 13:18

Una possibile traduzione per "ask the way",
si potrebbe usare l'italianissimo "e poi chiedi".
Come dire, vieni l'Italia, e poi chiedi chi ti puo' autare.
In effetti sarebbe bello di organizzare con RItalia un gruppo di guide volontarie nelle varie citta' o piccole realta' locali..
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alberto d'ottavi 2007 04 03 at 19:11

ciao. sicuramente grazie e complimenti per il camp, tutto davvero perfetto. cioè: gestito, che non è poco con un formato come questo :)

per la tua presentazione (interessantissima), segnalo che qc che fa qualcosa c'è: è andrea di http://www.ptumpa.com

in tema travel blog poi va segnalato anche il poco noto blog network di Last Minute: http://www.vivilastminute.it

Magari non proprio le risposte però mi sembrava che la... direzione... fosse questa no? :)
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Learning Barcamps at Chaos’n'Coffee 2007 04 03 at 22:45

[...] (so far) report about the RitaliaCamp event instead (and if you can read Italian), have a look here at folletto’s (you may also want to have a look at the few links collected by Kurai on [...]
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Folletto Malefico 2007 04 03 at 23:32

Alberto, il sito ptumpa, dal poco che si può capire dagli screenshot, potrebbe essere la realizzazione proprio dell'idea che proponevo. Uh oh. :D
Grazie per i link! :D

Intanto, consiglio a tutti la lettura del post di Bru "Learning Barcamps at Chaos'n'Coffee" appena qui sopra. :)
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Arrivo tardi a RItaliaCamp? » Orientalia4All 2007 04 04 at 07:52

[...] che Bru, Davide, Jtheo, Mauro e altri ce l'abbiano messa tutta a raccogliere sponsor, organizzare le tre sessioni, fare le presentazioni, [...]
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gianfranco 2007 05 02 at 12:30

Amo le lingue, amo la cultura digitale, amo i numeri e le lettere. Mi sono violentato leggendomi tutto questo tatze-bao. Mi chiedo perché abbia masochisticamente lasciato il mio nome sotto tale "name". Mi chiedo perché un tizio dica di una sua "note mentale". Mi chiedo perché dovrei lasciare un commento sotto "leave...": e dire che traduco Conrad e cerco di imparare Shakespeare a memoria.
Di tutto quanto credo di aver capito che si voglia fornire indicazioni ai turisti: in quale lingua?
In certi ambiti mi conoscono come un fanatico del computer: se ci penso mi viene la nausea. Io grazie alla rete ho rimesso le mani su Leopardi e architettura (in altro modo difficilmente trasportabil o disponibilii). Mi vien voglia di fare una ricerca sui vecchi slogan politici, e compiere un lavoro di comparazione.
W Carmen Consoli che parte in tourneé per l'estero, lasciando i testi in italiano.
No comprendo - nocht fersten - ne razumen - ne compris pas
ad ogni modo NEMA PROBLEMA
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Folletto Malefico 2007 05 02 at 12:44

Gianfranco, mi spiace, soprattutto se credi di esserti 'violentato' e se perdi oltre il 50% del tempo a commentare qui per commistioni linguistiche che io amo fare. :)
Peraltro con un commento nel quale non trovo una tesi formulata. Attendo un chiarimento: sarà letto e commentato anche se avrà imprecisioni linguistiche, non ti preoccupare. :)

Spero davvero non si tratti di uno sfogo una tantum, giusto per dire la propria sparando un po' a zero, come spesso accade. :)
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gianfranco 2007 05 02 at 14:02

Voglio riprodurre la letter@ appena mandata all'amico Carlo Infante, in cui esternavo il mio disagio.

"Ho appena mandato un commento a quelli di RITALIAcamp. Sto cercando di chiarire anche a me stesso quali siano precisamente gli agenti scatenanti della mia rabbia. E mi accorgo che non si tratta solo di un problema di colonnizazione culturale. Alla fine, forse il meno grave. C'è una questione di senso. Anzi di non senso. Il richiamo immancabile è ai vecchi volantini politici, e a tutto quanto ruotava attorno, materiale comunicativo vuoto. Ma almeno c'era un tentativo di idea.
L'altro paragone, ancora più grave, è quello della "cultura dei
cataloghi". Che intendo? Tonnellate di stampa (ad esempio) e discorsi sui più vari apparati tecnici di riproduzione musicale, senza alcuna conoscenza musicale. E poi i motori.
Parlo per conoscenza. Li ho commessi tutti questi peccati. È
proprio per questo che bisogna fare di tutto perché la rete non
finisca in mano agli "esperti", elaborando linguaggi che
allontano anziché avvicinare: e questo al contempo senza diffondere quella altrettanto indispensabile conoscenza tecnica."

Grazie per l'attenzione. Chiedo scusa per le mie sgraziate espressioni, imputabili al nervosismo. In altri momenti il testo può anche scorreree meglio, e con meno errori.
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Folletto Malefico 2007 05 02 at 14:18

Chiedo scusa, ma tu qui non stai scrivendo a "quelli di RitaliaCamp", né a "qualli di Ritalia" (due cose diverse). Questo è il mio blog, e io ho contribuito solo all'organizzazione del RitaliaCamp. :)

Quindi, a parte consigliarti di scrivere sul blog di Ritalia e non sul mio (che chiuso il discorso organizzazione RitaliaCamp, non proseguo) ti posso dire che il 'vuoto' che percepisci è esattamente quello di cui si è discusso.

C'è però una grossa differenza: qui la professionalità c'è, ed è indiscutibile. Quello che manca, non è un vuoto determinato da assenza, ma un vuoto determinato da incoordinazione: mancanza di qualcuno che prosegua dove RitaliaCamp ha chiuso.
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gianfranco 2007 05 02 at 14:43

Non mi sarei mai permesso di fare considerazioni in ordine alla professionalità.
La mia è stata una reazione al linguaggio. Ma è attraverso il linguaggio che mi è arrivato quel senso di vuoto e di disagio. Ed ecco che i nostri ragionamenti si collegano, forse.
Si può auspicare, almeno, che a un recupero sintattico-lessicale del linguaggio, corrisponda un altrettanto recupero di metodo e prassi nell'agire?
Oggi è molto difficile, ma le sfide sono fantastiche. Io qualcosa sto cercando di fare, in una folle avventura di "numeri e lettere".
Se ti va di dare un'occhiata, in rete ci sono i primi due volumi di "Atlante di numeri e lettere" (www.atlantedinumerielettere.it), mentre il terzo sta per uscire dalla tipografia.
Ciao
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Folletto Malefico 2007 05 02 at 15:15

Sinceramente, credo di no. Ma è un 'no' che va spiegato. ;)

Il linguaggio è sicuramente uno strumento fondamentale, ed insegna anche fra le righe uno stile di pensiero non solo importante per il suo fine, ma anche per altri ambiti. E' un elemento chiave imprescindibile.

Il punto però è che ora, non è quello che serve. Ora serve qualcuno che dica: "Ok, al RitaliaCamp è uscito questo, questo e questo, adesso proseguiamo così con Ritalia". Nessuno, neppure fra i critici più accaniti, si è proposto.
D'altronde, non ne dubito, è più facile criticare che mettersi in gioco in prima persona.

Ecco il perché del 'no': nonostante la sua importanza, sintassi e lessico sono solo uno degli strumenti e attualmente non quello necessario per proseguire. Sono competenze diverse, interconnesse magari, ma diverse. :)

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