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Design Emozionale del Minimalismo

11:24 Technocracy

Il termine Design Emozionale è stato coniato da Donald Norman nel libro “Emotional Design” (consigliato, fortunatamente il titolo si è mantenuto anche nella versione italiana).

Per design emozionale si intende uno specifico punto di vista nell’ambito del design che prende in considerazione l’aspetto emotivo del rapporto persona-oggetto. Per questo motivo è considerato un aspetto dello user centered design.
Il design emozionale suddivide la sua analisi in tre aspetti che vanno bilanciati correttamente:

  1. Design Viscerale “è quello che fa la natura” (p. 64). Si tratta di un design semplice, attraente e piacevoe indipendentemente dal background culturale. E’ legato all’impatto viscerale immediato che si ha nei confronti di un oggetto, piacevole perché ‘affine’ alla nostra stessa natura.
  2. Design Comportamentale “è tutto basato sull’utilizzo” (p. 68). E’ l’ambito del design solitamente coperto dall’usabilità. Norman definisce quattro caratteristiche: funzione, comprensibilità, usabilità, sensazione fisica. E’ quello trattato nel suo libro “La Caffettiera del Masochista” (“The Design of Everyday Things”).
  3. Design Riflessivo “è legato al messaggio, alla cultura e al significato” (p. 82). Prende in considerazione l’aspetto di significato personale e sociale che un particolare design ha. L’utilizzo di uno stile identificherà un prodotto con la categoria sociale che fa uso di quello stile e si caricherà di significato di conseguenza.

L’approccio Minimalista al Design

Approccio Minimalista al Design: iPod e Wii

Questo tipo di approccio è stato ben rappresentato nella tecnologia recente da iPod e Wii, che in modi e tempi diversi hanno formato una rivoluzione nel loro mercato. Seppure sia forse precoce per il Wii, le considerazioni che sto per fare sono indipendenti dai motivi per cui forse il Wii non “sfonderà” il mercato.

  1. Il design viscerale in questo caso specifico è il più interessante. L’approccio minimalista infatti soddisfa il bisogno funzionale sollecitando passivamente l’immaginazione della mente umana. Pensiamo ad uno strumento quale una Xbox 360: un design di questo tipo urla ai quattro venti un target sociale, un certo stile e una certa mentalità. Ma pensiamo anche più semplicemente all’orologio Casio citato dallo stesso Norman: si tratta di un design che, in modo a volte inutile, cerca di fare vedere complessità, un certo tipo di complessità. E’ difficile immaginare su un orologio di questo tipo una grafica barocca, o dei graffiti paleolitici.
    Un prodotto che invece fonda il suo design sul minimalismo, è invece equivalente ad un foglio bianco: anche lui è evidente non riuscirà a sottrarsi dai valori del design riflessivo (che vedremo fra poco) ma su un foglio bianco è la nostra immaginazione che è libera di creare. Non c’è niente che suggerisca uno stile, una emozione, un piacere. Quello che è presente esce da noi stessi.
  2. Il design comportamentale è egualmente e forse più efficacemente risolto da un approccio minimalista, per quanto non vi sia una grande differenza da un buon design usabile. Forse l’unica differenza è che l’approccio minimalista non ha nient’altro al di fuori dello stretto necessario per essere funzionale. Questo non significa che debba essere povero, come ogni buon usabilista sa (e come iPod e Wii dimostrano). E’ anche interessante notare che sia più difficile essere minimalisti su un prodotto complesso che non esserlo. In certi casi può essere un interessante esercizio mentale (una sorta di domanda per stimolare il pensiero laterale: “se io non ho niente, come posso interagire?”).
  3. Il design riflessivo è la prima scusa che viene citata dai superficiali per il successo dell’iPod (“è di moda” e l’argomentazione finisce lì). Il fatto che il prodotto non è nato ‘di moda’ ma lo è diventato, è invece significativo. Infatti inizialmente ci sarà sicuramente stato un fattore di affezione verso il marchio Apple che avrà portato qualcuno all’acquisto, ma non sarebbe sufficiente di per sé a giustificarne l’ascesa. Stesso discorso per il Wii, che in questi mesi ha doppiato PS3. Indipendentemente da queste considerazioni legate al prodotto specifico, comunque l’approccio minimalista tende a produrre qualcosa che va a solleticare l’immaginario della perfezione: un oggetto perfettamente liscio su tutta la superficie, senza giunti se non dove voluto, senza differenti colori se non per un motivo.

Lo spunto che volevo proporvi, è sintetizzabile dal fatto che un approccio minimalista al design, come iPod o Wii, stimola il livello viscerale dell’immaginazione. Gli altri livelli vengono di conseguenza e sono stati analizzati in profondità, ma secondo me non è da trascurare questo impatto emotivo.

Il fatto che sia ‘neutro’ e che quindi solleciti ‘passivamente’ sono due elementi essenziali. La neutralità, perché l’assenza di una connotazione precisa lo rende piacevole per chiunque. Con i debiti adattamenti, potremmo dire che si tratta di una sorta di ‘one size fits all’. Pensate di contro a PS3 e Xbox360, che sono chiaramente orientate per essere imponenti: non a caso Xbox360 ha come target primario i giovani videogiocatori mentre Wii ha per target l’intera famiglia dai giovani agli adulti (si, ancora non mi è chiara la scelta della PS3 e il target ‘tutti’).
La sollecitazione passiva della fantasia è il passo successivo, perché la persona è libera di assegnare un qualunque significato emotivo e immaginario all’oggetto. Diventa quindi più facilmente parte di me e della mia identità. Probabilmente non tanto come un prodotto personalizzato o più vicino ai miei gusti, ma più facilmente “spostabile” rispetto ad un prodotto già connotato in origine.

Una considerazione a margine: il brand è poco visibile, quasi nascosto sia su Wii che su iPod. Alla faccia delle marche che vendono perché c’è un nome e poco altro, questi due prodotti nascondono il loro logo per evitare di imporsi. E’ la dichiarazione che non ne hanno bisogno, che sono lì per voi e non per fare pubblicità a qualcuno (anche se poi non è così, la loro fisicità dice questo).

Quindi: Wii e iPod, indipendentemente dalle loro funzioni e da tutti gli altri fattori che han contribuito alla loro diffusione, erano già in partenza prodotti per essere piacevoli per chiunque.

13 comments Add yours below

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Gianmario 2007 04 21 at 14:45

Ormai Apple non ha piu' bisogno di sottolineare il suo marchio, penso che la stessa forma e pulizia dei suoi PC, notebook o iPod sia il modo migliore per rappresentare l'idea che sta sotto a quegli oggetti. E soprattutto per quanto riguarda il mercato dei PC non ha nemmeno l'interesse ad uscire dalla sua nicchia elitaria.
2

Folletto Malefico 2007 04 21 at 14:54

Per quanto siano considerazioni vere, non è quello il punto che volevo andare ad osservare, anche perché se ci mettiamo a parlare di politiche di immagine di Apple credo che potremmo proseguire per mesi senza giungere ad una conclusione unanime. :)

Vorrei però farti notare una cosa: Apple con iPod oggi non ha bisogno di sottolineare niente oggi, ma questo non è successo neppure prima, quando l'iPod è stato introdotto. :) E poi... Nintendo allora? :)
La considerazione sul design emozionale del minimalismo è trasversale, non verticale su un prodotto. :)
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Diego 2007 04 22 at 03:04

tutto molto condivisibile per iPod/mac mini/ Apple TV un po' meno per le console:

-il sito sulla console war è da molti considerato poco affidabile (anche se in ogni caso il fenomeno wii non si mette in discussione)

-il design xbox360 oltre che urlare ai 4 venti a chi è indirizzato è pessimo :P

-xbox360 e ps3 sono imponenti anche per una questione tecnica / calore (quindi c'era poco da fare)

- il design della ps3 a me non dispiace, ma a parte ciò è più facile associare (a parte dimensioni) il wii e la ps3 rispetto al design della xbox360 con la ps3 (una foto, perchè nei render non si apprezza affatto)

Dico questo anche perchè sulla ps3 i tasti sono al tocco, la superficie è nera con la semplice scritta della play3 .. insomma ok è grande ma non mi sembra che abbia un design così fortemente direzionalizzato come avviene per la xbox360 ...anzi... probabilmente è fin troppo poco "playstation".

Se non sbaglio anche Apple Mac Pro / PowerMac G5 è considerato dal design piuttosto minimalista eppure è decisamente molto "ingombrante" (per motivi ovviamente tecnici..) e tra l'altro come la ps3 in foto tendere ad essere decisamente meno interessante rispetto alla visione reale (colori, luci, tatto ecc. ecc.)

Cosa ne pensi?
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Folletto Malefico 2007 04 22 at 03:31

Beh la prima parte esula un po' dal discorso che facevo. Non volevo fare considerazioni sul successo, ma analizzare un unico elemento: se iniziamo a fare rientrare altri fattori inizia a farsi complessa la cosa. :)

La PS3 è sicuramente meno 'ingombrante' della Xbox, ma sicuramente più del Wii (un blocco bianco con una fessura e un led): la sua stessa forma bombata va a porre delle connotazioni precise. Anche il logo sul frontale, unico elemento colorato, risalta (forse quanto la mela sul retro degli Apple, non saprei).

Poi, è evidente, si tratta sempre di gradazioni: è impossibile dire questo è M e questo non è M: avremo sempre qualcosa che è più M (iPod/Wii) e qualcosa che è meno M (PS3) e qualcosa con pochissimo M (XBox360).

Per quanto riguarda i MacPro è sicuramente vero. Sono minimalisti come approccio, ma non nel senso che qui intendevo: hanno una forte connotazione. Sono fatti a mio avviso per sembrare sia 'essenziali' sia contemporaneamente delle 'macchine possenti'.
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Gianmario 2007 04 24 at 18:50

Sulle politiche di immagine di Apple concordo con te, ogni tanto ci penso e non ho ancora capito verso che direzione vogliano andare.

Ok, quello che vuoi dire e' che l'iPod non ha tanto successo ORA perche' e' di moda, infondo ha avuto praticamente SUBITO successo. Ma il suo successo dipende tra l'altro (oltre a motivi tecnici) da un design che non dice "sono un prodotto per uno studente di 17 anni" ma neppure "sono il player dei 30 enni" ma e' accettabile da chiunque perche' e' quasi "neutro", nel senso positivo del tempo.

Infondo e' difficile dire perche' ci piace un iPod, non e' particolarmente complicato esteriormente, io direi che e' elegante nella sua semplicita'. Per quanto mi riguarda mi piace il suo stile Zen :)

Ovviamente parlo di iPod per fare un esempio ma il discorso possiamo farlo anche per altri prodotti.

Interessante comunque.
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Folletto Malefico 2007 04 24 at 19:08

Precisamente, hai colto quello che intendevo dire. La stigmatizzazione che hai fatto nelle due frasi è perfetta. :)

Mi hai fatto peraltro venire in mente un caso che mi è successo: una persona che conosco, studente di ingegneria, non ha comprato iPod perchè 'di moda' e ha invece acquistato una sottomarca "con più feature", più grossa, ingombrante, con una interfaccia più brutta.
Mi perdonino gli ingenieri, ma questo è esattamente quello che uno pensa quando si riferisce in modo denigratorio a quella categoria di studenti.
Per quanto sia una generalizzazione, non credo sia del tutto un caso questa scelta di valore. :)
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Gianmario 2007 04 24 at 21:53

Si e' capitato anche a me, non un ingegnere, ma comunque ha praticamente detto che era inutile comprare un iPod visto che c'e' altro con piu' caratteristiche (disco piu' grande, miliardi di impostazioni che non userai mai, ecc...) e a meno costo. Posso essere d'accordo sul costo che probabilmente ha una percentuale di valore in eccesso su quello reale, ma la cura nel design e l'usabilita' dell'iPod non ha paragoni in confronto con altri player, come i particolari delle curve e la qualita del materiale che mi piace troppo.

A me fa pensare ai siti internet, alcuni apprezzano quelli esageratamente ricchi di bottoncini o colori vari, altri quelli dal design pulito che ti guidano a quello che cerchi senza dover "appendere" da nessuna parte una freccia colorata lampeggiante. Ovviamente io preferisco i design puliti (possibilmente senza flash :) ).
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Diego 2007 04 26 at 01:07

un "iQuote" generale sulla questione "Apple" :)

p.s. anche a me è successo il medesimo "fatto" con un paio di ingegneri (elettronico e informatico..)

Ah oggi passando da un negozio ho visto vicini tra loro Mac Pro e Playstation3...ed effettivamente la cosa che mi comunicano entrambe le macchine è riassunta nella frase di Davide:

"Per quanto riguarda i MacPro è sicuramente vero. Sono minimalisti come approccio, ma non nel senso che qui intendevo: hanno una forte connotazione. Sono fatti a mio avviso per sembrare sia 'essenziali' sia contemporaneamente delle 'macchine possenti'."

A mio parere la PS3 manda un messaggio similare, un prodotto quasi austero ed imperioso pur matendendo una linea discreta e abbastanza essenziale. Quindi, per quanto mi piaccia parecchio, ha un messaggio alquanto strano, quasi "voglia" essere paragonata ad un personal computer e non tanto ad una console? (non era questo il messaggio che sony voleva far passare?)

Sui siti web concordo assolutamente che bisogni scegliere un un design pulito, chiaro e che si venga "guidati".

Condivido meno la questione "flash". Reputo, infatti, che un uso oculato e con possibilità di disabilitarlo o di una versione del sito "free-flash" possa in alcuni ambiti ampliare le capacità di un sito web.
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Folletto Malefico 2007 04 26 at 02:04

Credo che 'austera', assieme al voler essere paragonata ad un PC, colga l'essenza della PS3. Mi sa che ci hai azzeccato. ;)
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Gianmario 2007 04 26 at 13:44

Il vero problema di Flash non e' Flash in se', che permette di creare delle belle cose se usato nel modo giusto, ma chi lo usa. Trovarsi difronte ad un sito internet che non funziona se non hai flash o una connesisone a banda larga, e' snervante (e stupido se sei un'azienda) :)

La PS3 la vedo un po' pensata come un tentativo di farla stare in una sala vicino ad un bel televisore LCD senza aver l'aspetto di un giocattolo (pur essendo una PLAY Station).
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Erase Me » Design emozionale del minimalismo 2007 04 26 at 21:41

[...] Design emozionale del minimalismo. [...]
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iSleepy 2007 09 30 at 10:50

questo articolo mi ha ispirato e influenzato positivamente.
Grazie ;)
13

Folletto Malefico 2007 09 30 at 16:08

Ne son contento. :)

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