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Dock vs Taskbar

03:21 Technocracy

Mac OSX Tiger Dock

Esistono due fondamentalismi nell’approcciare la Dock di Mac OS X: alcuni utenti la trovano “scomoda e fastidiosa” e altri “comodissima e pratica. Il mio approccio solitamente è quello di cercare ogni più piccolo atomo di verità anche nei fondamentalismi, come questi. Possiamo osservare due fattori distinti nella Dock:

  1. Estetica: la Dock è molto bella e scenografica. Vedere le icone in alta risoluzione oscillare come un’onda al passaggio del mouse è decisamente bello da vedersi, a tratti ipnotico.
    • Problema: il movimento è fastidioso, può disorientare e in certi casi del tutto mandare in palla l’associazione posizione-funzione che si fa con l’abitudine. L’effetto è disattivabile (di default è off, curiosamente)
  2. Funzionalità: la Dock occupa uno spazio fisso, i programmi sono tutti a portata di mano e localizzati spazialmente con precisione.
    • Problema: l’icona spesso non è significativa di per sé (raramente, se si analizzano gli studi in merito) e quindi serve la memorizzazione preventiva dell’associazione programma-funzionalità. Per troppe applicazioni, inoltre, la Dock rischia di diventare troppo piccola (anche se il limite è molto alto).

Comparando direttamente la Dock alla Taskbar (Windows, Gnome, KDE, …) si possono trovare pregi e difetti, ma credo che vi sia un punto centrale che rappresenta il vero passo evolutivo della Dock sopra la Taskbar.La Dock è centrata sui programmi. L’articolo The Problems With Clickthrough fa una ottima analisi della differenza fra paradigma window-centrico a app-centrico, se vi interessasse. Ed è esattamente questo il punto: il Macintosh è storicamente centrato sulle applicazioni e la Dock ne è la naturale evoluzione.
Al contrario, Windows è centrato sulle finestre (non l’avreste mai detto, vero?) peraltro nel tentativo di rendere le applicazioni trasparenti all’utente. E Gnome, KDE, etc, copiano tutti questo schema.

Si può notare chiaramente l’evoluzione avvenuta osservando come si interagisce con i programmi, soprattutto quando insegno ad utenti meno esperti. Partendo dal presupposto che il filesystem deve essere noto a priori (qui potremmo aprire un’altra parentesi…), vi sono quattro strutture logiche che l’utente deve conoscere per usare un PC Windows (o Linux):

  1. Come fare il setup – “devo premere avanti?”
  2. Come avviare il programma (menu, Start su Windows) – “dove è finito?”
  3. Come interagire con la Taskbar (richiamo) – “per tornare al programma ancora Start?”
  4. Come usare il Tray (notifiche e stato) – “ma si è aperto?”

Su un Mac, grazie all’idea della Dock (e altri accorgimenti strutturali, molti non di UI), ve ne è solo una (il setup è una semplice copia su filesystem):

  1. Dock (avvio, richiamo, notifiche, stato).

A questo punto ci si accorge come la Dock risulta essere uno strumento estremamente più efficace:

  1. Meno strutture da memorizzare: si deve imparare solo l’uso della Dock.
  2. Immediata: i programmi sono sempre a portata di mano.
  3. Univoca: un programma sarà sempre nella Dock, potrà usare la sua stessa icona per avviarsi, per i cambiamenti di stato, per gli avvisi e per gli indicatori.

E’ evidente quindi come il valore della Dock è quello di essere una struttura univoca per accedere allo stesso programma: per aprirlo, per interagirci, per ricevere notificazioni. Tutte cose che in altri sistemi richiedono 3 strutture ad hoc (menu + taskbar + tray).

Peraltro, il difetto solitamente che le viene fatto è “ci sta poca roba”. Questa critica però è estremamente sopravvalutata, perché i programmi realmente utilizzati giornalmente dagli utenti sono pochi, per la stragrande maggioranza delle persone pochissimi (meno di 10). Non solo, vi son altri motivi, ma li lascio come esercizio per il lettore. ;)

Passando brevemente ad un altro tema: perché Linux (Gnome, KDE, XFCE, …) si ostina ad utilizzare dei paradigmi inefficienti (Windows Taskbar), che dimostrano la loro imperfezione fino da una analisi così semplice, quando avrebbe potuto invece partire da uno strumento efficace (Dock) – seppure non perfetto – ed evolvere a partire da quello?

[uP]: Mi segnala nei commenti Orangeek due progetti che non conoscevo a riguardo dell’evoluzione di due applicazioni Dock-like su Linux: Avant Window Navigator e KXDocker.

30 comments

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michele 2007 05 14 at 09:54

analisi piuttosto spicciola devo dire. normalmente sono d'accordo sulla migliore usabilità di OS X rispetto ad altro, ma così non mi convinci per niente. (inciso e informazione per chi non lo sa, il dock è stato introdotto in NeXTStep e successivamente inglobato in OS X insieme a molte altre delle innovazioni rispetto ad OS 9)

il dock funziona come dici solo dopo che ce l'hai messa, l'applicazione. prima di arrivare lì, la devi "installare" (montare il dmg, trascinare l'app nella directory, attenzione, se l'avvii da dentro il dmg alcune vanno e alcune no, se poi metti l'icona del dmg nel dock poi non ne parliamo...). in principio questo passo suona semplice, ma da quando ho dato il mio vecchio ibook a mio fratello ho scoperto che non è proprio così.

il vantaggio del dock di cui parli si riduce al più generico principio della "manipolazione diretta", che è quello che si cerca di fare con le icone, bottoni & co. ma non credo (più) che la scelta sia così netta tra i due approcci. diversamente non ci sarebbero state tutte le lamentele per la "sparizione" del menu mela e FruitMenu non esisterebbe, non credi?

ultima aggiunta, sinceramente non credo che sia corretto confrontare KDE e Gnome (io sono familiare solo con quest'ultimo) con Windows, Windows è sostanzialmente disorganizzato perché ognuno fa come gli pare, mentre Gnome tenta (tenta, perché nel software libero è molto più difficile imporre una scelta) di seguire una strada orientata al documento, non alla finestra come dici tu. esempio pratico: se faccio due volte doppio click su un file di testo, la seconda volta si porta in primo piano il primo editor aperto, non una nuova finestra. cioè si cerca di mettere in secondo piano (pun not intended) il concetto di applicazione per esporre un concetto di "accesso al file" (il paradigma non è detto che sia sempre applicabile in un ambiente eterogeneo, ma credo di averti tediato anche troppo).
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beatoangelico 2007 05 14 at 09:54

Forse perchè le varie distribuzioni Linux user oriented hanno sempre mirato a "rubare" fette di utenti a Windows, non a OSX..:D
E pertanto hanno sempre mirato a mantenere un feeling di primo utilizzo il piu possibile vicino come "strutture logiche" a Windows.
Aggiungo inoltre che gli utenti un po piu smaliziati di Linux provvedono da loro a modificare l'interfaccia per adattarla a paradigmi un po' piu evoluti..

ciao!

ps: bel blog
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orangeek 2007 05 14 at 10:24

Ciao Folletto... da quanto tempo!
Da quando ho ricominciato ad usare Win per motivi di lavoro, mi sono accorto che, ahimè, uso la taskbar per vedere cosa ho aperto in quel momento. Purtroppo non ci sono metodi comodi per ovviare... e alt-tab è follia quando si hanno troppe finestre.
A casa, invece, dove uso gnome, ho deciso di mettere l'autohide sia alla barra superiore (menu,systray) che a quella inferiore (taskbar) e fare un massiccio uso di exposè (fornito da compiz). Per quanto mi riguarda, non ho più nessun motivo per usare la taskbar! :) Compiz è stato inserito in ubuntu (per chi non lo sapesse, sotto "Desktop Effects") quindi anche per gli utenti meno smaliziati a breve diventerà intuitivo!
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Folletto Malefico 2007 05 14 at 11:55

Michele, l'analisi non è spicciola, lo è la descrizione per evitare di dire ovvietà ad un utente con una certa base di conoscenza ed evitare la noia mortale per chi non è interessato. :)

1. La fase di installazione è una fase di conoscenza del dove, non l'insegnamento di un paradigma di manipolazione, cosa invece necessaria in Windows, dove devi 'insegnare' cosa sia un setup e come usarlo. Su Mac, data la conoscenza già presente del filesystem, è necessario solo sapere dove si deve copiare un programma.

2. Una applicazione devi mettercela tu sulla Dock. Ma anche qui, non si tratta di imparare qualcosa di diverso: l'applicazione ce l'ho messa io in Applicazioni, e ce la trascino io sulla Dock. La fase di addestramento è ridotta all'osso e analoga ad una manipolazione diretta del filesystem. Non solo: dovendolo fare io a mano, non ci sono i fenomeni del "ok, ho installato l'applicazione, e ora dov'è?" che si verificano più e più volte con gli utenti Windows (che infatti devono a questo punto essere addestrati a cosa sia il menu Start).

3. Non confondere i disagi comportati dall'abitudine dagli oggettivi problemi di un paradigma: le lamentele per il menu mela sono dettate dall'abitudine. L'uso di FruitMenu è quindi dettato da abitudine, non da efficienza: premere mela-shift-A e clickare sull'applicazione, per un programma usato raramente, non è un processo tanto più lento dello scavare nei menu Start.
Non solo, potrei citarti anche QuickSilver, da me utilizzatissimo: per quanto comodo però è un tool de facto per powerusers (l'uso intensivo della tastiera lo fanno in pochi).

Sul differente paradigma applicazione/finestra/documento ti consiglio di leggere il link che ho proposto: affronta esattamente questo tema. Anche qui, non mi sono dilungato, ci sarebbe tanto da dire e molto è già detto in quel link. Attenzione però: io non ho detto in nessun modo che un paradigma sia migliore di un altro: credo che un sistema document-based (window-based è uno step imperfetto del document-based) sia estremamente migliore, ma si tratta di vedere come è implementato. Il fatto che riusi la finestra, per esempio, significa che *non* è document-based ma application-based. Incongruenza. :)

~

Beato: verissimo che gli utenti Linux sono tendenzialmente più esperti, ma non significa che i tool siano presenti ed utilizzabili: un sistema Dock-like su Gnome/KDE non c'è (anche se Plasma potrà aiutare, vedremo) e per quanto tu sia esperto, non puoi farne uso. :)

~

Orangeek! :D
In effetti Exposé è mostruosamente efficiente, anche con un numero elevato di finestre ed è uno degli elementi essenziali che integra perfettamente la Dock come strumento.
E credo che la sua importazione su Linux tramite Compix/Beryl sia un passo avanti non da poco. :)
Condivido pienamente la tua posizione in merito. :)
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beatoangelico 2007 05 14 at 13:37

foll, nn intendevo dire che gli utenti linux sono piu esperti(cosa in parte vera ma ubuntu sta stravolgendo un po tutto) ma che la comunità linux sembra avere come obbiettivo primario ritagliarsi una fetta di mercato a scapito degli altri s.o. e non puntare alla massima usabilità (come fa apple, ma non è detto che ci sia riuscita)

OT:ma perchè ho sempre la sensazione che linux sia una eterna BETA di un sistema operativo?
^_^
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Folletto Malefico 2007 05 14 at 14:07

Ubuntu è se vogliamo la prima 'non beta' di Linux. ;)

Cmq, per ritagliarti una fetta di mercato, per forza devi farlo a scapito degli altri OS. :P
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orangeek 2007 05 14 at 14:45

mmmmh, occhio a santificare troppo (o troppo poco): Linux è tutto fuorchè una beta di un SO, imho.
Ubuntu ha preso una delle migliori distro in giro (espressione per non creare flame... per me è la migliore) e l'ha modificata al fine di avvicinare determinate tipologie di utenti. Non è stata la prima a farlo (mandrake ad es), ma probabilmente è stata quella che l'ha fatto meglio.
Una concetto che spesso si sente dire a giro (nelle ML, nei NG, etc) è che gli sviluppatori linux non è che non dormono la notte perchè quel giorno non sono riusciti a strappare lo 0,0000002% degli utenti a Windows, anzi. Per la mia modesta opinione è proprio uno degli aspetti al quale si interessano meno: in linea generale lavorano perchè si trovino loro stessi bene con quel sistema e non gli ex-windows o ex-apple.
Probabilmente sbaglieranno l'interfaccia o concetti primitivi di usabilità (non sono un esperto come folletto in materia, e mi tengo quindi alla larga dai dettagli tecnici, che non conosco), ma lo fanno perchè pensano che sia la migliore soluzione, o almeno lo è per loro.
Pensate che gli sviluppatori di gimp siano così imbecilli (dopo tutto quello che hanno fatto) da non riuscire a copiare l'interfaccia di adobe? Non credo proprio. Probabilmente secondo loro gimp _e'_ usabile, magari solo in maniera diversa rispetto a photoshop [1].
Tanto per buttare benzina sul flame, comunque, continuo a sostenere che ubuntu (magari preinstallato, come da recente notizia della Dell) è un sistema adatto per l'80/90% degli utenti di un pc.

[1] se non sbaglio a giro c'è qualcuno che ha fatto un gimp modificato per avere un'interfaccia molto simile a ps.
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michele 2007 05 14 at 14:47

mi spiace ma continuo a non essere d'accordo :)

Su Mac, data la conoscenza già presente del filesystem, è necessario solo sapere dove si deve copiare un programma.


non proprio. devi anche sapere cos'è un DMG, concetto piuttosto astruso. io l'ho visto tentando di spiegare come usare il mac a mio fratello appunto (che non è uno sprovveduto, fa il modellatore 3D, ma usa il computer come un mero strumento), al quale ho dovuto evitare di spiegare il concetto e dirgli solo la sequenza di passi.

Non solo: dovendolo fare io a mano, non ci sono i fenomeni del "ok, ho installato l'applicazione, e ora dov'è?" che si verificano più e più volte con gli utenti Windows


per questo dicevo di ignorare Windows, che è per lo più un'accozzaglia di roba buttata lì per avere il nome dell'azienda nel menu e nel desktop. in Gnome, la risposta a quella domanda è "nel menu applicazioni". non credo si possa sostenere che nessuno dei due approcci (Mac OS vs. Gnome, ma solo come esempi) è in assoluto migliore.

io non ho detto in nessun modo che un paradigma sia migliore di un altro: credo che un sistema document-based (window-based è uno step imperfetto del document-based) sia estremamente migliore, ma si tratta di vedere come è implementato


quindi siamo sostanzialmente d'accordo, solo che io aggiungo che — secondo me — non è possibile, in un caso reale, implementare in modo corretto e coerente nessuno dei due paradigmi. i tentativi ci sono stati in passato (OpenDoc?) e tutti hanno dovuto soccombere ad alcune regole della parte "avversa". un esempio è il finder di OS X, che funziona ora preferibilmente in modalità "browser" invece che manipolando direttamente le cartelle come quello vecchio.

Il fatto che riusi la finestra, per esempio, significa che *non* è document-based ma application-based.


secondo me no: è la stessa cosa che fa(ceva) il finder con le cartelle. la cartella (documento) è fisicamente una sola, quindi la apro una sola volta, in una sola finestra (questa cosa ad esempio non è implementata in maniera del tutto corretta in Gnome). l'applicazione non esiste nemmeno. se apro due finestre con il file di testo, significa che non sto più manipolando direttamente il documento, ma una sua rappresentazione disegnata da un'applicazione.

Gruber lo leggo da una vita (così come Tog & co.), ricordo anche di aver letto quell'articolo al tempo, magari mi ci devo ridare una letta, ma andiamo anche a rivedere le critiche di Siracusa, io sono più d'accordo con lui :)

aggiungo come nota a margine che se siamo arrivati a criticare questi dettagli alle interfacce Linux invece che problemi ben più gravi, significa che ha davvero fatto passi da gigante. :)
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orangeek 2007 05 14 at 14:48

ah dimenticavo: riguardo alla dock in gnome se qualcuno è interessato (folletto dopo tutto questo tempo ancora non ho capito se hai macchine linux a casa, o meno...:) ), può provcare AWN (avant window navigator), sponsored by google.
Per KDE (ma a quanto ho letto, stanno lavorando per l'indipendenza dallo windowmanager/-environment) kxdocker, che tra l'altro è sviluppato da un italiano.
ciao!
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Folletto Malefico 2007 05 14 at 18:07

Orangeek, credo sinceramente che nella community Linux servano ancora molti, molti sforzi sul campo della UI, perché tutt'ora ci sono troppi implementatori e pochi innovatori (la butto così, diciamo che mancano IxD, UI experts). :)
Grazie per la segnalazione di Avant Window Navigator e KXDocker, ora curioso un po' per capire come sono. :)
Se vuoi aggiungere qualche riflessione, sarò ben lieto di leggerla. :)

~

Michele, puoi andare a trovare tutti i dettagli che vuoi, come ti ho già detto sopra, l'analisi che ho fatto non è esauriente, ma non per questo ignora i fattori che ne generano la riflessione (i.e. riflessione sui DMG). :)

Anche l'esempio che mi fai "Nel menu Applicazioni" implica che qualcuno ce li abbia messi, implica spiegare come funzioni, in modo indipendente dalla Taskbar. Due strutture diverse, come ho fatto notare. :)

Il Finder cmq non lavora preferibilmente in modalità browser. ;)

Per il resto, Linux non viene criticato solo per quello, ma ora si sta parlando di quello, quindi... ;)
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orangeek 2007 05 14 at 20:34

folletto:
se mancano UI experts, e' ora che gli UI experts si facciano avanti! ti butto il sassolino... non so quanto sei expertS :) , ma sicuramente il tuo contributo lo puoi dare!
quello che dicevo nel commento precedente era solo per dire la mia su quello che a mio avviso _non_ influenza la maggior parte degli sviluppatori linux: rubare utenti a win o mac.
Lavorano nel proprio tempo libero (alcuni anche per lavoro) e naturalmente pensano in primis a quello che _per loro_ e' la soluzione migliore. di solito i sw oss nascono perche' lo sviluppatore principale ne aveva bisogno.
Su questo ci sarebbero esempi infiniti, ma cito solo quelli a me piu' vicini in questo momento: freevo e mythtv. entrambi per htpc (la mia passione/fissazione), non hai idea di quante volte le persone (di solito utenti da win media center) scrivono sulla ML "ehi, winmce puo' far cambiare il colore dello sfondo col telecomando, perche' myth no?" e spessissimo la gente gli risponde "ma chi cavolo se ne frega cosa fa winmce... e' una funzione intuile e non ci vogliamo perdere tempo". se qualche bravo sviluppatore la pensa diversamente, si scrive la funzione.
probabilmente gli sviluppatori lin non guardano neanche le statistiche di utilizzo degli utenti dei vari so...
il progetto che come beta-tester seguo di recente, l'unico contributo attivo che posso dare, gizmod, ha avuto una genesi simile.
Detto questo, sull'usabilita' posso dire qualcosa ma non so quanto sia interessante qui... ricordati le mie lodi alla CLI fatte sul tuo blog e considera che io sono uno che si trova bene anche con windowmaker (nextstep per chi non lo conoscesse)! :D
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Folletto Malefico 2007 05 14 at 20:55

Attento però a non confondere il fatto che i progetti OS nascono da necessità dei singoli, dal fatto che seguano UI già esistenti.

Per due motivi essenziali:
1. uno sviluppatore non è detto che sia anche capace di studiare l'interazione di una UI.
2. una GUI già presente è facile da emulare e non c'è bisogno di rifletterci: il fatto che Windows sia banalmente il più diffuso, fa in modo che la maggior parte abbiano, anche solo inconsciamente, quel paradigma in mente, anche senza scelte esplicite.

Per il mio supporto... il mio tempo è già sottozero, nel senso che dormo quasi la metà di quello che dovrei ogni notte... ho provato a dare supporto a team come quello di Vienna ma la risposta è stata praticamente nulla anche quando ho fornito a costo zero una GUI completamente rifatta. Per riuscire a fare cambiamenti a quel livello dovrei prima guadagnarmi una reputazione non da poco... :/

Fai solo attenzione a un aspetto: cambiare una UI non è esattamente la stessa cosa di aggiungere una funzionalità. Spesso richiede una completa reingegnerizzazione dell'applicazione. Pensa a Gnome, che si fonda su dei parametri HIG definiti a priori e alla fatica che fanno per esserne aderenti.
Non solo: pensa se KDE dovesse cambiare di colpo da un paradigma Taskbar-based a uno Dock-based.
Mi vedo già le orde di utenti infuriati. :D
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Diego 2007 05 14 at 23:06

condivido praticamente in toto l'analisi di folletto sulle differenze tra i due approcci.

Se poi uno è veramente in grado di innovare ( e si rende conto di ciò) con molta difficoltà lo vorrà fare a gratis spendendo una marea del suo tempo e preferirà approcci differenti eheheh

ciao
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riffraff 2007 05 14 at 23:26

secondo la mia modestissima opinione parti da un punto di vista sbagliato, e cioè che il dock sia equivalente, e quindi migliore alla taskbar di windows, cosa che non è.

L'equivalente della taskbar di windows è dock+cartella applicazioni (perché non necessariamente tutto appare nel dock, mentre c'è sempre nel menù programmi) più un pezzo della barra in alto (l'equivalente della system tray, che a quel che vedo è sempre più abusato dai vary adium,lastfm,skype etc).

Oltretutto non è neanche vero che "trascini in applicazioni e trascini in dock" perché purtroppo esistono ancora tante applicazioni che non usano i dmg.

Infine, il dock ha numerosi problemi di usabilità, per cui rimando al link:
http://www.asktog.com/columns/044top10docksucks.html

Il dock secondo me è una cosa molto utile e carina, ma è un passo di lato, non in avanti.

Ah, e non mi pare corretto dire che gnome e kde seguano pedissequamente windows, ad esempio la taskbar di windows (almeno fino a xp) non offre la posibilità di usare i cassetti, che sono un grosso passo in avanti come efficienze e intuitività d'uso. E poi c'è gimmie che è una figata :)
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Folletto Malefico 2007 05 15 at 02:43

RiffRaff, per Taskbar io intendevo l'accezione ridotta, ovvero quella funzionale ("operare sui task"), non tutta la parte dello schermo che è costituita invece da 3 strutture logiche differenti (Menu + Taskbar + Tray + eventualmente LaunchBar). Credevo fosse chiaro dal tipo di analisi che facevo. :)
Altrimenti, a che pro fare tutte le distinzioni che ho fatto? :)

Quel link lo lessi circa due anni fa, quando iniziai ad usare OS X.
Oggi non è più aggiornato (ultimo update 2004): le critiche 1, 6, 7, 8 non sussistono più, per esempio. ;)

Inoltre, se leggi attentamente, non critica l'idea dietro la Dock, ma la sua implementazione, ovvero alcuni aspetti, che ho sottolineato sin dall'inizio esistere. :)
Infatti l'idea dietro la Dock deriva da NextStep... ;)
Non solo: non prende neppure minimamente come riferimento la Taskbar (che è infatti un paradigma più inefficiente) bensì il precedente Mac OS... ;)

In definitiva, le poche critiche che permangono valide in Tiger sono quelle a cui mi riferivo e nessuna di quelle elencate comunque era una critica sull'idea, ma sull'implementazione. ;)
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Federico Giacanelli 2007 05 15 at 23:21

Ottima analisi, un post del genere l'avevo in testa da tempo.

Solo un'osservazione: perché LA dock, quando è da sempre IL dock anche nel Finder in italiano di Mac OS X?
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Folletto Malefico 2007 05 16 at 00:23

Usti, davvero? :D

Non so. Io uso OSX in inglese e la traduzione che mi è venuta più immediata è stata "la dock" (intesa come dock bar, la barra dei dock). Chiedo perdono quindi per la scorrettezza, credo di non poterci fare molto, proverò a cambiare l'abitudine. :)
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Federico Giacanelli 2007 05 16 at 13:37

Anch'io uso OS X (e usavo System 8 e 9) in inglese.

Posso comfermarti, se cambi lingua dalle preferenze, che vedi il "dock" come oggetto non tradotto e che non sottointende "bar".

Credo che Apple, come ha sempre fatto, ha trovato una metafora di fantasia, e usi il termine nel senso stretto di "attracco", da intendersi, "attracco per icone" :). Certo che tradurlo "molo" o "attracco" non sarebbe stato molto "glamour" :)
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Luigi 2007 05 16 at 22:18

bell'analisi, vorrei segnalarti anche gnome-dock.org che è una dock molto simile a quella di osx (ma ancora sperimentale).

Per quanto mi riguarda la dock è comoda per i programmi quotidiani e aperti, ma non è sufficiente a gestire tutti i software che si possono aver installati (giochi, strumenti di sistema,..)

Visto che non esiste una definizione di sw "quotidiano", perché ognuno fa cose diverse col computer, la cosa migliore mi sembra un menù con una dock dove sia facile mettere e togliere applicazioni. Per ora su GNOME mi accontento del menù + i cassetti
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Folletto Malefico 2007 05 17 at 00:52

Verissimo, infatti credo che la (il, aaargh) Dock sia efficace per una grande maggioranza di pubblico, ma non soddisfa tutti i contesti.

Esiste imho una definizione di sw "quotidiano": basta che analizzi quali e quanti software esegui in qualche mese. Una buona fetta di utenza posso stimare utilizzi non più di 10 programmi - senza dati sottomano ma basandomi su osservazioni empiriche.

La Dock può gestire tranquillamente 20 programmi su un 12" come il mio, quindi per un uso medio è tranquillamente sufficiente.

Personalmente, tengo sulla Dock 20 programmi circa che sono quelli più frequenti, più altri che eseguo tramite Quicksilver. :)
Un mio amico addirittura ha svuotato completamente la Dock, affidandosi *solo* a Quicksilver. :)
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Diego 2007 05 17 at 21:56

io ne ho sul dock circa un 25-30 ... inoltre uso sia quicksilver, sia overflow.. :D
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riffraff 2007 05 18 at 19:02

eh scusa se ho frainteso, ma mi ha fregato parlando di installazione ;)

Riguardo al link, dici che 1,6,7,8 sono superate ma io sinceramente continuo a vedere l'annichilazione(1) e le icone uguali per lo stesso programma aperto più volte (8) (che è diverso dall'avere lo stesso programma con più thread i.e. gvim.app vs Preview.app). Ma forse non ho capito, di nuovo :)

D'altronde se è vero che alcuni problemi sono di implementazione (si potrebbe togliere l'annichilimento facilmente) altri rimangono concettuali imo, ad esempio la 4.

Oppure, se il dock è rimpicciolito non si distinguono le icone meglio che nella task bar, altrimenti occupa troppo spazio (sul mio macbook, quantomeno). Lo stesso vale per le label, sono costertto allo scrubbing.

A questo punto se l'unica soluzione fosse aggiungere un'etichetta a un'icona sul dock, non è lo stesso passo che aggiungere icone grandi nella taskbar?
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Folletto Malefico 2007 05 18 at 19:46

Un programma su OSX che si apre più volte è un problema del programma: non dovrebbe succedere. In egual modo, un programma fatto bene nel lato della Dock visualizza la thumb (vedi Word dell'articolo e Word ora). :)

Il punto 4 è invece interessante: l'autore afferma che la posizione è 'unpredictable', in realtà se osservi attentamente la posizione è 1:1 alla posizione che le icone avrebbero senza lente! :)
Quindi, è puramente un problema di percezione: comunque fondamentale, è chiaro, però ne scaturisce una riflessione estremamente interessante. :)
Peraltro il punto 4 si riferisce all'autohide, una cosa opzionale a scelta dell'utente (di default la Dock non zooma e non si nasconde... significativo no?). :)


Comunque, la tua domanda finale è emblematica dell'approccio che stai dando alla questione, che non è quello che ho analizzato: la Dock è concettualmente un passo avanti perché consente di ridurre i paradigmi logici necessari ad usare una parte del sistema da 4 a 1.

Che poi sia implementata male o abbia difetti come non ho mai negato, la riduzione persiste. Ovvero, si è passati da un problema strutturale (da 4 logiche a 1 logica) a un problema di UI: "come posso rendere più usabile questa idea?".

Per questo motivo, NO, non è lo stesso passo che aggiungere icone grandi nella taskbar. E' profondamente, strutturalmente e logicamente diverso.

Capisci ora il mio punto? :)


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Gianmario 2007 05 21 at 22:19

Un po' in ritardo sulla discussione, ma giusto per dire che la sola Dock su Linux con KDE (kxdocker nel mio caso), se pur bella, non basta. Ma in questo caso penso sia un problema legato alla sovrapposizione un po' casuale di alcune idee prese da altri sistemi sull'interfaccia di Linux. Con KDE4 mi aspetto un desktop piu' consistente e dei particolari "piu' pensati" nel loro complesso per quanto riguarda la funzionalita'.
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Folletto Malefico 2007 05 21 at 22:40

Ti ringrazio: era anche una mia impressione quella che per ora ci sia una sovrapposizione un po' casuale di alcune idee, per quanto non abbia il tempo di eseguire una analisi in dettaglio.
Grazie quindi per la conferma... spero anche io in KDE4, anche se credo che alcune modifiche debbano essere più 'strutturali' (vedi i .app di OSX...) :D
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Cigno 2007 06 15 at 23:02

Ciao a tutti sono un super niubbo di macOSX ho il MacBook da 4 giorni, volevo sapere se qualcuno era così gentile da indicarmi le suluzioni a due intricanti enigmi(PER ME)

Come s tolgono aggiungono cose nella dock?
Come si fa la chiocciolina?

Tenete conto che ho un macBook e quindi magari vi è qualche differenza,niente mouse
GRAZIE dell'aiuto
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Askadia 2007 07 03 at 23:51

Salve a tutti, leggevo avidamente tutti i vostri commenti poichè veramente interessato. In qsti giorni x giunta stavo pure fantasticando su una nuova UI, l'utopica UI dei sogni che mai si realizzerà (infatti non son buono a programmare 1 mazza!!!)

Cmq...
L'idea ke mi sono fatto è qsta: il desktop dovrebbe essere, in tutti i s.o./de reinterpretato. Visto e considerato che la cartella "applicazioni/programmi" è in un certo senso fondamentale, opterei per suddividere il desktop in 2 "fette":

1. Una (nella parte inferiore dello skermo, la parte ke okkuperà più spazio) che mostra il contenuto della cartella (in sostanza i programmi installati e quindi solo l'icona) affiancata però dalla cartella in cui solitamente si mettono i salvataggi di documenti specifici inerenti al tipo di programma (esempio Word, con vicino la cartella dei documenti in word). Oppure ridurre tutto ad una sola icona con menu con il quale decidere di avviare il progr oppure di aprire la cartella dei "salvataggi". Poichè qsta fetta di skermo potrebbe essere potenzialmente strapiena, il sistema potrebbe/dovrebbe essere in grado di riorganizzarla a seconda dell'utilizzo effettivo degli applicativi e, magari, ridimensionare le icone etc o riorganizzare sotto la stessa icona programmi dello stesso tipo, come possono essere i progrm x skrivere o per askoltare musica etc.
Da qui gestire il concetto di "installazione", via drag&drop dell'installer (o ki per esso).
Da notare che, essendo qsta una parte piena di icone colorate ecc. potrebbe/dovrebbe essere dotata di una funzione per "mettersi in ombra"... (non ho ankora mentalemente kiaro come io lo realizzerei)

2. La fetta in alto, rimarrebbe per l'uso vero e proprio di desktop, centralizzando la sua funzione come strumento di "appoggia momentaneamente e poi sposta". (Qsta fetta di schermo, dovrebbe essere personalizzabile x qnto riguarda posizione e dimensione).

A qsto punto la manipolazione delle finestre attive (mi riferisco a qlle aperte e non a qlla con focus) dovrebbe essere gestita da un'aplicazione stile Dock. A qsto punto, il dock si dovrebbe fondere con il "desktop+cartella programmi", in qnto all'installazione di un nuovo programma dovrà esserci la rikiesta ozpionale di mettere 1 icona sul dock, come fa ora windows con i link sul desktop. E non solo, anke il concetto di finestra dovrebbe essere ridimensionato, in qnto il concetto di documento non corrisponde con il concetto programma eppure entrambi si appoggiano sulle finestre. Quindi ok x il metodo a la mac, con il "fondo delle applicazioni" sempre trasparente (nn konosko 1 altro modo x esprimermi meglio) e lasciare solamente ai documenti il concetto di finestra. Quindi, essendo il dock il "manipolatore di finestre", un programma attivo e con focus dovrebbe avere il suo menù "file/modifica/strumenti/help etc..." proprio nel dock stesso.

Scusate se mi sono dilungato troppo, ma invece di commentare tutti i vari pro e contro di dock e starmenu/starbar/systray ho preferito esprimere ciò che a me piacerebbe vedere e utilizzare. A onor del vero avrei da ridire anche sulla navigazione nel filesystem, in qnto molto spesso in windows e in linux c si perde spesso e volentieri (volentieri x modo di dire!!!). E tenete anke presente ke il modo con cui ho descritto ogni cosa è fatta in forma shorty (ho pure tagliato delle parti ^_^)...

P.s. Se qlkuno vuole crearmi qsta UI, che giri su Windows, io accetto mooooooooooolto volentieri ^_^!
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Folletto Malefico 2007 07 04 at 01:06

Ho apprezzato enormemente l'entusiasmo con cui hai commentato e la voglia di provare, sperimentare e proporre nuove idee. :)

Posso però dirti che la tua è una proposta molto embrionale - almeno così come l'hai esposta qui - e pecca di qualche ingenuità, probabilmente data la poca esperienza. :)

Se lo desideri possiamo parlarne, anche perché comunque mi sarebbe utile sapere chi sei per poter capire come impostare il discorso. :)
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Askadia 2007 07 04 at 01:39

Mettendomi a nudo sono 24enne, non conosco linguaggi di programmazione (ma amo i linguaggi umani in genere), uso XP, MacOSX (solo a lavoro) e a casa ho 1 pc simulato con Kubuntu (avrei voluto provare Compiz Fusion, ma x un pc simulato mi pare eccessivo, e poi ho problemi con internet nel pc simulato).

Se poi vuoi sapere qlkos'altro, fammelo sapere visto ke non so kosa ti serve sapere ^_^... Kmq riguardo al mio "progettuccio utopico" ho solo in mente l'aspetto finale e non il "dietro le quinte" ^_^... qndi ecco dove potrebbe stare la mia ingenuità
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Perché la Dock piace tanto? | linux 4 life 2008 03 09 at 10:33

[...] paragonata alle classiche Taskbar di Windows e Linux (Gnome, KDE), consiglio la lettura del post Dock vs Taskbar su Intense Minimalism. Allora voi cosa pensate: preferite la Dock oppure la Taskbar? Social [...]