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Mezzi Pubblici: Milano dovrebbe imparare da Tokyo

Questo articolo è una integrazione del precedente studio sul sistema ATM di Milano.
L'articolo è stato pubblicato su Idearium.ORG.

Il disagio nell’utilizzo dei nuovi biglietti ATM mi aveva portato nel luglio del 2006 a realizzare un articolo che riportava l’analisi di usabilità del sistema dell’ATM Milano, che ha avuto una certa diffusione.
Il mio recente viaggio a Tokyo mi ha consentito di osservare come potesse essere realizzato un sistema efficiente (anche se non perfetto) senza troppe difficoltà, visto che sarebbe bastato copiare.

Tokyo - Mass Transit - Yamanote Line

Nell’utilizzo dei mezzi pubblici a Tokyo (e credo in tutto il giappone) si incontra subito un piccolo problema. Non la lingua, come ci si aspetterebbe (è tutto almeno bilingue) bensì la tariffazione in base alla destinazione.
In altri termini, da una stazione si deve guardare la mappa, trovare la stazione dove si deve andare e leggere il prezzo corrispondente. Con questa informazione, si procede ai distributori automatici dove si seleziona un biglietto elettronico con quell’importo.

Il problema più grande è che sebbene quasi tutto dei mezzi pubblici sia bilingue, curiosamente le mappe esposte con le tariffe sono quasi tutte monolingua, con i nomi delle stazioni in kanji. Sappiatelo, se vi dovesse capitare: procuratevi una mappa o memorizzate i nomi delle stazioni in kanji.

Biglietterie Automatiche

Vi sono svariati tipi di distributori automatici, sia fra le due ferrovie (Japan Rail e Tokyo Subway) sia fra modelli nuovi e vecchi. Tutti presentano però la stessa struttura generale: un ampio piano con pulsantiera o touchscreen, bilingue, con due vassoietti sotto a vista in cui escono biglietti e monete.

Tokyo - Mass Transit - Ticket Vending Machine
Photo by Clemens Schwaighofer (gullevek).

Una volta superato l’ostacolo del ‘quanto devo pagare’, che non è da poco se non arrivate preparati, utilizzare la macchina in questione nonostante i limiti linguistici è fattibile:

  1. Cambio della lingua in inglese (che diventa inutile, dopo aver fatto pratica)
  2. Appare una griglia di pulsanti che presentano un prezzo distinto crescente, ovvero le tariffe delle varie stazioni. Questo se lo schermo è touchscreen, altrimenti i pulsanti sono fisici.
  3. Sul lato, ci sono dei pulsanti fisici che permettono di emettere più biglietti: presentano l’icona di una persona, due persone, etc.
  4. In basso, piuttosto prominente, vi è la fessura per inserire le monete. In alcune macchine la fessura sono due e dotate di imbuto. In questo modo potete letteralmente ‘buttare’ le monete dentro e vengono prese comunque.
    Ovviamente presente anche la fessura per le banconote, più in alcuni casi un lettore di prossimità per modalità di pagamento più evolute.
    Nota: ho provato letteralmente a svuotare il portafoglio nell’imbuto. Dopo qualche istante di ‘macinamento’ delle monete, le ha prese tutte, sputato quelle che non accettava e alla fine mi ha cambiato le monetine in monete di taglio maggiore. Wow!
  5. Pian piano che si inseriscono le monete si accendono i pulsanti corrispondenti alle tariffe acquistabili.
  6. Premuto il pulsante, nelle due vaschette sottostanti escono i biglietti e il resto delle monete. La macchina emette un ‘beep beep beep’ fino a quando non si preleva il biglietto.

In definitiva, i passi sono 3:

  1. Inserisco monete
  2. Premo pulsante
  3. Ritiro il biglietto e il resto

Il sistema non è del tutto perfetto: alcune macchine, soprattutto le più vecchie, non guidano adeguatamente gli utenti con una sequenza precisa di passi da eseguire. Il monitor attira subito l’attenzione, anche se si tentenna un attimo prima di capire che sta chiedendo le monete: uno vede i pulsanti e pensa di selezionare prima il prezzo.

Alcuni accorgimenti sono comunque notevoli:

Nota: se avete fatto un biglietto e avete sbagliato, oppure cambiato destinazione, ad ogni uscita ci sono delle macchine interne che permettono di correggere la tariffa del biglietto stesso in modo da poter comunque uscire.

Biglietti

I biglietti sono un’altra cosa ben fatta. Dalla descrizione di cui sopra, potete capire che la cosa più importante per l’utente è la tariffazione. Mentre per il funzionamento del biglietto rilevante è la data.
Il biglietto tipico di Tokyo presenta infatti:

Vi sono probabilmente altri dati, ma non son in grado di decodificarli in quanto non li ho mai visti scritti in inglese e sono evidentemente tutti in kanji.

Tokyo - Mass Transit - Ticket

Non si nota dalla foto, ma le dimensioni sono veramente ridotte. Saranno circa 2×3,5 cm. Potete vedere che il retro è completamente nero: credo sia utile per i lettori e forse è magnetico.
Il buco che vedete è fatto dalla macchina come obliterazione visibile.

Avete notato che c’è una piccolissima freccina al centro? L’ipotesi iniziale è che sia il verso di inserimento. Passiamo quindi ai tornelli.

Varchi di Entrata, o Tornelli

Tornello è il termine più preciso, ma suona un po’ inadeguato. Infatti, i varchi di entrata in giappone (ma mi risulta anche altrove) non hanno una parte a sbarre rotanti come verrebbe suggerito dal nome. Senza perderci in ulteriori questioni linguistiche, andiamo ad analizzare questa parte del servizio metropolitano di Tokyo.

Tokyo - Mass Transit - Turnstiles

Come potete osservare dalla foto, c’è una prima cosa che salta immediatamente all’attenzione: di default sono aperti. Il principio è il contrario di quello che si applica in italia: non impedisce di entrare fino ad inserimento del biglietto (inserisci - sblocca), bensì si chiude in caso di passaggio non autorizzato (non inserisci - blocca).
Questo sistema, applicato anche in altre città del mondo, assicura la massima velocità di passaggio mantenendo comunque una adeguata capacità bloccante.

Se ci pensiamo, quelle milanesi sono ancora peggio: non solo sono basate sul principio bloccante, ma si attivano anche dopo un certo ritardo. Un giorno che stavo aspettando delle persone in Duomo mi sono fermato a contarle. Su circa 60 persone passate, 26 si sono scontrate con il tornello che non si era sganciato e 8 hanno avuto problemi ad inserire il biglietto (2 di queste si sono rivolte al controllore, le altre han semplicemente bloccato la fila). Non è un numero statisticamente rilevante, ma è in grado di dare una indicazione piuttosto chiara.

Da una osservazione più accurata abbiamo però notato che alcuni tornelli a volte erano chiusi (anche nella foto sopra). Non siamo riusciti a determinarne la causa esatta, pensiamo però possa essere collegato al fatto che alcuni sono auto-commutanti: ovvero sono accessibili da entrambi i lati e quando uno dei lati diventa attivo cambia le icone luminose esterne di conseguenza e rimane in quello stato per qualche tempo.

Il biglietto va inserito all’entrata nella fessura che si può vedere davanti (puntata peraltro dalla freccia in verde, un ottimo esempio di affordance) molto più grande del biglietto stesso. All’uscita si ripete l’operazione e il biglietto viene mangiato. Estretamente efficiente ed ecologico.
Nonostante la freccina sul biglietto, i biglietti sono inseribili in qualunque verso. Anche provando ad inserirli per il lato lungo, ribaltati e persino a spiegazzarli venivano sempre e comunque accettati.

Usabilità della Metropolitana di Tokyo

E’ interessante notare come vi siano altri accorgimenti per favorire il fluire della massa di utenti. In primo luogo, su ogni scala è indicato da che lato disporsi se si sta scendendo o salendo. Solitamente, è al contrario di quello che faremmo in italia: bisogna sempre tenere la sinistra, esattamente come nel traffico.

Le indicazioni a terra diventano ancora più utili in prossimità della banchina, ove ci sono delle linee colorate e numerate per indicare dove si apriranno le porte del treno e quale carrozza sia.

Tokyo - Mass Transit - Horizontal Signs

Sapere che carrozza è si rivela utile perché ci sono indicazioni in ogni stazione di quali siano le coincidenze: in questo modo si sa per esempio che scendendo dalla 8 a Okachimachi si potrà prendere la scala mobile per uscire.

Inutile dire che i giapponesi tendenzialmente si mettono in fila dietro agli indicatori di porta.

L’altro elemento utile è invece dentro ai treni, Oltre alla voce che annuncia in quale stazione si sta per arrivare (ed eventuali coincidenze) nelle linee più moderne vi sono dei monitor che forniscono una notevolissima quantità di informazioni. In particolare sulla Yamanote della Japan Rail (l’anello circolare che racchiude il centro di Tokyo, penso la linea più moderna) le informazioni fornite sono:

Tokyo - Mass Transit - Monitors on the Yamanote

Ovviamente, tutte queste informazioni sono bilingue, come potete vedere dalle foto. Anche gli annunci vocali sono in giapponese ed in inglese.

Su altre linee, in assenza di monitor così evoluti, ci sono comunque degli indicatori luminosi che segnalano direzione e posizione del treno sulla mappa presente sopra ogni porta.

Conclusioni

Sembra quindi evidente che chiunque abbia progettato gli attuali sistemi non solamente non abbia condotto nessuna analisi di usabilità, ma abbia anche accuratamente evitato di osservare la situazioni in paesi dove si è già sperimentato molto (tanto per dire un ufficio Japan Rail di Shibuya sta sperimentando dei generatori di corrente che traggono energia dai passeggeri che valicano i tornelli).

Vi sono anche migliorie che avrebbero un costo quasi nullo in proporzione. Sarebbe così difficile segnalare dove si aprono le porte colorando il pavimento?

Soprattutto, vi rendete conto cosa mi sono divertito a fare durante le vacanze in Giappone? ;)

9 comments Add yours below

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Simbul 2007 09 03 at 17:45

Ah, che nostalgia della metropolitana di Tokyo... :D

La cosa che più mi infastidisce nel confronto con i nostri mezzi pubblici, comunque, è l'assurda lentezza di funzionamento dei tornelli. Considerato il flusso di persone che ogni giorno li attraversa (sempre di fretta, tra l'altro) sembra assurdo che nessuno abbia pensato di renderli più veloci: non mi stupirei di constatare che ci mettevo di meno con le vecchie obliteratrici in funzione fino a qualche anno fa...

Tra l'altro, ricordo che quando fu introdotto il nuovo sistema si sbandierò tra i suoi vantaggi anche quello di poter raccogliere statistiche sui percorsi dei viaggiatori, ovvero associare stazione di partenza a stazione di arrivo. Naturalmente questo è possibile solo passando il biglietto nel tornello sia all'ingresso che all'uscita: la mia supposizione è che il diabolico piano sia poi stato abbandonato a causa degli inenarrabili ingorghi che avrebbe causato ai tornelli di uscita.
2

Khorne 2007 09 04 at 11:42

I display che ci sono sui treni sono molto simili a quelli che si trovano da noi sui nuovi treni regionali che proprio in questi mesi stanno introducendo: l'unica cosa che manca è il segnale "davanti a questa porta trovate l'uscita XYZ" perché essendo un treno e non una metropolitana, si ferma e si scende su una banchina all'aperto (e quindi una simile opzione non sarebbe particolarmente utile), ma per il resto c'è tutto, anche se senza kanji è un po' meno fashhhhion :D


...io comunque in giappone rimarrei terrorizzato dall'idea di aver a che fare con macchinari e cartelli che non hanno indicazioni in inglese :terrore: :perduto:
3

Mauro "Kilamdil" Monti 2007 09 04 at 12:19

Simbul: come semp... hem... spesso accade nel nostrano paese è che il progetto iniziale sia X, quello finale X-k con k tendente ad infinito.

Morale la tracciabilità ecc ecc attualmente, a meno di smentite, non è garantita nemmeno per chi utilizza le tessere magnetiche che andrebbero passate su ogni mezzo utilizzato.
Il 90% della gente passa le card giusto in metro per entrare ed uscire, sui mezzi le passano solo le persone con età > 70 anni grazie all'opera di convinzione (Sciura se non passa le dò la multa) fatta dai controllori. I controllori poi... il numero di lettori di tessere è talmente basso da fare ridere... più di una volta si sono limitati a guardare la tessera e la foto... ergo a non fare nessun controllo... questo vale anche per i biglietti che nonostante siano magnetici e potentissssssimi vengono ad ora ancora obliterati ad inchiostro ed il controllo viene effettuato leggendo data ed ora.

Per quanto riguarda il controllo in uscita il motivo credo sia un pò diverso. In Italia non si paga a tragitto ma a tempo, ergo non sarebbe quasi mai possibile far fagocitare il biglietto al tornello in quanto valido per un periodo di tempo X ancora da scadere.
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Folletto Malefico 2007 09 04 at 13:02

Si ma non confondere il controllo in uscita con la fagocitazione: passare il biglietto per sbloccare il tornello in uscita non significa che debba per forza essere fagocitato. :)

Per l'inchiostrazione, fino a quando rimane un delta di tempo quella informazione deve essere chiara ed evidente (cosa che non è più, visto che hanno ridotto il font e compattato il testo), come dicevo nel precedente articolo. In questo caso non può esserci un controllo solo magnetico, sarebbe controproduttivo. Il controllo è giusto che sia incrociato (elettronico per le macchine e inchiostro per gli utenti), peccato che al momento sia fatto, comunque, male. :)
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Lawrence Oluyede 2007 09 08 at 15:58

voglio andare anche io in jappoooooooooo
6

Francesco 2007 09 20 at 19:24

Sulle biglietterie automatiche non sono d'accordo, né sulla tariffazione a tratta. I distributori recenti presenti a Milano funzionano bene e sono semplicissimi da usare. Si sceglie il numero di biglietti con un unico pulsante e si mette la moneta necessaria. Il sistema stampa i biglietti. Mi pare molto più semplice che a Tokio, dalla tua descrizione decisamente incasinato.
Sui tornelli hai perfettamente ragione, fanno pena, sono lentissimi, ma non sono d'accordo sul fatto che debbano essere aperti per default, altrimenti la gente pensa che si possa passare senza pagare. Puoi star certo che un sacco di persone lo farebbero.

Fatti un giro a Barcellona e scoprirai che:

1) i tornelli sono chiusi ma sono velocissimi, e a meno di non correre (forte) non ci si finisce MAI contro;

2) i treni della metro sono silenziosi, non come i nostri (questo sì che è un grosso problema). Prova ad ascoltare la musica in metropolitana a Milano. A tale proposito è anche stato fatto un servizio de Le Iene;

3) i treni a Barcellona hanno semplici indicazioni sulla stazione che si sta raggiungendo e sulla direzione del treno: una luce lampeggia sul led della stazione successiva non appena il treno parte, senza stupide ed inutili scritte;

4) le banchine di attesa sono riscaldate!

5) lo spazio fisico dei vagoni è sfruttato in maniera intelligente, la gente che sta in piedi può appoggiare il sedere ad appositi piani inclinati e ci sono maniglie per tenersi dislocate dove servono.

Tra le metropolitane girate (Parigi, Praga, Varsavia, Milano, Roma, Barcellona, San Pietroburgo, quest'ultima la più suggestiva) quella di Barcellona mi sembra la migliore. Sono stato anche in altre città con la metro ma non mi è capitato di prenderla.

San Pietroburgo ha una cosa intelligente. Per evitare che la gente si butti sotto i treni, in molte delle stazioni l'accesso ai binari è interdetto: la banchina è chiusa con delle porte automatiche che danno sui binari, le quali si aprono in corrispondenza di quelle del treno, quando questi si ferma alla stazione. Il risultato è che è assolutamente impossibile buttarsi sotto il treno.
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Folletto Malefico 2007 09 20 at 22:13

Francesco, perdonami ma ti deve essere sfuggito un dettaglio: non sto minimamente suggerendo che Tokyo sia meglio di Milano in tutto e poer tutto.
Quello che ho fatto è un'analisi di Tokyo, facendo talvolta delle considerazioni sulle differenze. :)

Non vedo quindi come potresti non essere d'accordo su suggerimenti che non ho fatto! ;)

Se guardi, nelle conclusioni ho citato una sola cosa che potrebbe essere applicata quasi a occhi chiusi, e sono le indicazioni a terra. Il resto era solamente un messaggio, ovvero che sarebbe bastato davvero poco per realizzare un sistema enormemente migliore dell'attuale.

Poi è evidente che Tokyo non sia la perfezione: la tariffazione a tratta è scomodissima. Quello che però sono riusciti a fare è un sistema efficiente (in soli 3 passaggi, ben evidenziati, più svariati tipi di abbonamento) nonostante la scomodità evidente di una premessa simile.
Egualmente, sui tornelli non suggerivo che fosse un sistema 'migliore' in assoluto, semplicemente che si tratta una sostanziale differenza di paradigma che fonda le sue radici anche in una certa cultura. Nota però che ho fatto notare una cosa: se passi senza biglietto, lo sportello si chiude! Il problema che citi non ci sarebbe in ogni caso (paradigma non inserisci-blocca). :)

Su una cosa però dissento, ed è quanto ho citato nell'altro articolo (al quale mi pare ti stia riferendo all'inizio): gli attuali distributori sono *PESSIMI* e su questo non c'è un gran ché da discutere, basta leggere l'articolo precedente e osservare le difficoltà che la gente incontra nell'usarli.
8

Antonio LdF 2008 05 21 at 12:33

Ah ah, mi ero dimenticato che avevi scritto questo post anche se quando ho cominciato a lavorare a MIlano l'ho letto con molto interesse..

:-P
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Intense Minimalism • Interaction Sightings: Ancora ATM, nuova lista biglietterie automatiche… 2008 06 11 at 15:17

[...] Mezzi Pubblici: Milano dovrebbe imparare da Tokyo 2007 09 03 [...]

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