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Chi sono?

Solipsista atipico. Questa è forse la definizione migliore per il proprietario di questo blog, Davide Casali aka Folletto Malefico "@.
Programmatore, grafico, fotografo. Scrittore, disegnatore, creativo. Utopista, osservatore. Sbaglia come tutti, ma ama correggersi.
E' Interaction Designer & Architecture Designer, lavora in maison,the e segue alcuni progetti nel suo tempo libero.
E' laureato magistrale in Teoria e Tecnologia della Comunicazione e si interessa di psicologia sociale applicata alle tecnologie.
20 comments Add yours below
Sul web sappiamo bene che ognuno ha voce in capitolo, nessuno però ci spiega che il volume della voce dipende da fattori esterni indipendenti dalla nostra volontà e, purtroppo, dai nostri sforzi per farci sentire.
Lentamente ma inesorabilmente l'anarchia di internet a mio parere sarà via via drogata dalla popolarità offline e dunque da investimenti in campagne di comunicazione ancora una volta di tipo "push" che colpiscono masse di utenti più vulnerabili (e più numerose). L'oligarchia è già fra noi, solo che spesso non ce ne accorgiamo (provate a cercare su Google informazioni sulle assicurazioni per auto e guardate quante opinioni negative di consumatori scontenti dei rialzi vengono visualizzate ;).
Il narrowcasting purtroppo sta rivelando i suoi limiti, moltissimi esprimono la propria opinione attraverso un blog, ma quanti realmente ascoltano la miriade di fonti disponibili? La svolta per la credibilità e la visibilità sembrava rappresentata dagli User Generated Content, ma sistemi alla DIGG mi sembra proprio che non funzionino a dovere.
Voi cosa ne pensate?
Ma è evidente che questo non sia affatto sufficiente.
Anche ipotizzando un approccio semantico, risulta comunque di un ordine di grandezza superiore la determinazione di cosa sia la qualità. Purtroppo - o per fortuna - il concetto di qualità è molto più di una semplice considerazione semantica. :/
La mia domanda quindi potrebbe volgersi su un problema più di architettura dell'informazione, semantica o che altro: è possibile che ci sia un modo di filtrare i nuovi contenuti in modo che sia effettivamente possibile ridurre il rumore di fondo senza fare affidamento sulla popolarità pregressa?
P.S.: dimenticavo di citare nel post TechMeme, che è per ora l'unico servizio di aggregazione news di tipo tecnico con una bassa percentuale di rumore. A detta dell'autore, è algoritmico.
è per questo i Veri Uomini usano reddit, perché il motore che apprende dai tuoi gusti e ti propone le storie che potrebbero interessarti funziona discretamente bene :)
Spero che le proposte non siano bilanciate con la popolarità, se no siamo da capo. :D
Io cmq al momento uso TechMeme per le notizie importanti e Digg per l'umore e le cazzate. :P
http://ajaxian.com/archives/yahoo-introduces-new-vote-to-promote-pattern
con tanto di galleria su Flickr
http://www.flickr.com/photos/xian/sets/72157600669632171/detail/
Scherzi a parte, ineressante che venga formalizzato, anche se comunque rimane quel che è. :)
Quando i nuovi contenuti sono troppi rispetto a quanto si possa umanamente fruire non diventano essi stessi rumore a prescindere dalla loro qualità/aderenza con la necessità espressa dall'utente?
Personalmente mi affido sempre più al caso e alle segnalazioni degli amici per trovare nuove fonti, l'information overload ha preso il sopravvento, è un nemico contro il quale ho deposto le armi :(
Al momento, la cerchia di amici, ovvero il 'proprio' network, è una forma di selezione. :)
Consideriamo il caso del Page Rank di Google. E' una sorta di auditel che non assicura assolutamente la qualita'. Lo poteva fare fino ad un po' di tempo fa e lo puo' fare limitatamente ad alcuni campi anche oggi. Ma con l'esplosione dei blog e dei siti di informazione semi-professionali l'utilita' di questo strumento e' limitata alla conoscenza dei fatti. Cioe' se voglio sapere qualcosa sulla provincia di Reggio Emilia Google mi puo' fornire la soluzione cercata con i primi link proposti.
Ma se sto cercando informazioni affidabili su un determinato argomento allora il discorso cambia. Il Page Rank presuppone secondo me un comportamente da robot, ovvero non dovremmo, per esempio, nei nostri siti internet/blog, linkare siti si amici per il solo fatto che sono tali.
Ma c'e' un'altra cosa che pensavo in questi giorni. I commenti dei post in un blog dovrebbero essere un indice interessante sull'utilita'/affidabilita' di un blog. Ma se su 80 commenti 60 sono solo commenti del tipo "avevi ragione!" , "la penso anche io cosi'", "ma quanto sei simpatico!", allora il discorso cambia e tutto si tramuta in rumore.
Son uscito un po' fuori tema ma infondo e' tutta informazione :)
Questo, salvo ovviamente la considerazione di cui sopra, ovvero che il voto popolare non significa necessariamente qualità.
Non sei fuori tema, anzi aggiungo una considerazione: sono rari i commenti del tipo 'hai ragione', mentre è molto più facile fare scoppiare una polveriera. Sono i post 'negativi' quelli che generano commenti, mentre quelli costruittivi sono meno frequentati, di solito, perché sono "giusti, quindi non ho altro da dire". Costruire su qualcosa di già corretto è più difficile che tirare l'ennesima martellata ad un muro storto. :)
Per la seconda parte vedi dipende secondo me, penso che quando si fa un post fatto bene c'e' sempre qualcosa da aggiungere e da argomentare. I problemi che mi vengono in mente sono due :
1) si fa un post fatto male in stile "10 comandamenti della Bibbia"e allora non e' possibile argomentare piu' di tanto;
2) chi scrive e' diventato una specie di dio dei blog ed e' circondato da tanti paggetti festanti e schiamazzanti. In questo secondo caso il rumore e' altissimo. Potrei fare nomi ma non e' simpatico :)
I tuoi post sono solitamente interessanti anche perche' permettono di guardare un problema da piu' punti di vista, io sono per la commistione delle specializzazioni (l'eccessiva specializzazione rende l'uomo cieco). :)
Per quello credo fermamente nelle critiche costruttive e nei commenti, motivo per cui ad esempio la grafica che ho fatto su questo blog cerca di porre i commenti con stesso font e peso analogo al post che precede. :)
Purtroppo comunque è vero: l'umanità è creativa e lo è anche nel rumore. Peraltro, c'è anche da considerare che il rumore per qualcuno magari è interesse per qualcun altro.
Su questo filo di pensiero si arriva alla 'coda lunga': il discorso è sensato, ma richiederebbe un post ad hoc (e commenti a seguire). :D
Un paio di considerazioni:
1. popolarità vs. qualità. La scelta di Google, come quella di Digg, è prettamente "economica". Affidare la pole position al post o articolo più popolare significa dare la miglior risposta possibile nella maggior parte dei casi. In media quindi l'utente di Google è felice.
Il problema nasce dal fatto che non esiste una verità (Qualità) oggettiva: ciò che ha valore per me probabilmente lascia totalmente indifferenti il 95% degli utenti di Google; e se da un lato abbiamo l'illusione, grazie alla rete, alle tecnologie UGC ed ai media interattivi in genere, di essere in grado di "costruire" canali di informazione altamente personalizzati in base ai nostri gusti, la verità è che la ricerca di contenuti (che è la tecnologia costituente le fondamenta degli ipotetici "personal media") a costituire il limite, spingendo tutti nella direzione dei contenuti più popolari.
Siamo lasciati liberi di giocare con i lego per costruire fantasiose architetture, ma con gli stessi pezzi.
2. Non sono un grande fan delle soluzioni algoritmiche quando si tratta di ricercare la Qualità. Anche perché un motore di ricerca qualitativo per me dovrebbe essere in grado di rispondere non solo alla domanda "Quali sono i nuovi trend?" (Techmeme ci riesce piuttosto bene, come hai detto), ma soprattutto "Fammi vedere un sunto di tutte le opinioni su questa notizia, e la loro diffusione".
Nell'attesa di una tale tecnologia, l'anno scorso proposi alblogtalk una soluzione "umana" al problema dell'information overload, magari è tempo di riprenderla in mano ;)
http://video.google.de/videoplay?docid=7784367314297536207&hl=de
Trovo molto piu' interessante il concetto di "personal search engine", ovvero di motore che cerca in fonti da te selezionate, ma -soprattutto- è in grado di proporti delle fonti alternativa parimenti valide. Concetto questo del tutto realizzabile se si profilano i propri lettori e si verificano gli ARGOMENTI realmente letti. Uno dei tanti tentativi in tal senso lo sta mettendo in piedi un personaggio DOC della user experience, ovvero Dirk Knemeyer. Al momento il suo Spivot è per soli user registrati etc etc, ma sapendo l'ambizione che c'è dietro, se dovesse funzionare...
Due forme di viralità quindi, una interna ed una esterna...
@Babele: muoversi sull'orlo del caos. Sarebbe fantastico. :) Credo che prima dovremo passare per un più semplice 'selettore più furbo di contenuti', come accennava Bru, ma credo che la meta possa essere sicuramente quella... per quanto, in ogni caso, sarebbe anche in tale ottica solamente un certo tipo di Qualità, quella che interessa a noi.
In definitiva, mi sembra esca da quasi tutti un concetto interessante, che Lee ha sintetizzato bene con 'segnali deboli', anche se amo l'espressione 'muoversi sull'orlo del caos'. :D
Ora però serve il passo successivo... sia per chi vuole la Qualità, sia per tutti gli altri che comunque ne beneficerebbero. ;)