19
10
07

Governo Italiano vs Internet, round 3

10:57 Snips

Dopo l’idiozia di dover registrare le testate che pubblicano su internet, dopo l’idiozia dei filtri sui DNS per evitare che i cittadini italiani possano usare dei casinò esteri (e forme di censura seguenti di varia natura, “visto che abbiamo il sistema di filtri usiamolo”) oggi leggo da varie fonti, fra cui Punto Informatico, un’altra simpatica notizia.

Ovvero, una proposta di legge apparsa ad agosto e passata in sordina, approvata formalmente dal Consiglio dei Ministri, che obbliga qualsiasi attività web a registrarsi al ROC.

Lo scopo? Poter perseguire chi diffama. Conoscendo ben tutti lo stato della censura mediatica esistente in italia, è impossibile prendere anche solamente il proposito come una cosa buona. Andando poi a guardare la proposta di legge, è ancora peggio.

Forza che ce la fate davvero a riportare l’Italia nel Medioevo. Con la speranza di un Rinascimento. :|

[up/2007.10.21] Ci sono due cose che ritengo interessanti in questa discussione nata nella blogosfera a riguardo di questa simpatica legge.

Alcune persone, pur d’accordo con l’importanza della mobilitazione del web, ritengono che sia stata eccessiva, dicendo essenzialmente che “la gente prima di mobilitarsi dovrebbe leggere per che cosa si sta mobilitando”. Ora, sia chiaro, ho letto affermazioni davvero esagerate su quella che in fondo è una proposta di legge. Gli eccessi vanno evitati, quindi per me tali persone esagerano punto e basta, e finché non sono loro i portavoce di qualcosa, mi sta anche bene che esistano.

In ogni caso, a scanso di equivoci cito i due articoli in questione:

Art.2
1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

Art.7
1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.

Questi due articoli sono il punto della questione: il primo, identifica troppo genericamente chi siano i soggetti editoriali, ovvero chi sia l’obbiettivo di tale legge, il secondo obbliga i soggetti editoriali alla registrazione e alla responsabilità legale aggravata… e a tutto quanto ne consegue.

Questo rimane scritto, nero su bianco, nonostante:

  1. I politici ci rassicurino che non era loro intenzione e che sarà il garante a regolamentare.
  2. L’Art.1, che cita le finalità, parli di periodici: anche se cita i periodici, l’Art.1 è descrittivo, non prescrittivo.

L’altro aspetto interessante della questione, come sottolineato oggi da Stefano, è che i politici sembra che non l’abbiano neppure letto prima di approvarlo, perchè “credevano che non fosse cambiato niente”.

In ogni caso, apprezzo le dichiarazioni dei politici sui blog, per quanto sia impossibile capire se siano di facciata o meno:

Il popolo della rete ha lanciato l’allarme, e noi l’abbiamo recepito. Il controllo dei cittadini e del web sull’operato di chi governa in questo caso ha sortito il suo effetto, e mi sembra un grande esempio di democrazia.
Pecoraro Scanio

11 comments

1

Nemo 2007 10 19 at 11:22

Immagino Mastella quanti siti avrebbe già chiuso con uno schiocco di dita con questa legge. Già ora e non lo si mantiene, perché - poverino - lo odiano.

Ma non lo passano un guaio tutti assieme appassionatamente?
2

Gian 2007 10 19 at 11:56

C'è anche chi ha fatto degli studi su quali fattori, storici, culturali, tecnologici, economici, politici, umani hanno permesso la nascita del Rinascimento. Beh, per farla breve, quello che attualmente vi assomiglia di più coem contesto è Silicon Valley. Ma in Europa dove potrebbe nascere una nuova Silicon Valley? Ok, ok non in Italia.....
3

leeander 2007 10 19 at 12:23

Siete giovani e di talento? Allora fatevi un favore, andatevene in un Paese Scandinavo, o in Canada, in Nuoza Zelanda, o in decine di altri posti dove libertà (oggi TOTALMENTE dipendente dalla Rete), passione, innovazione, cultura, sono PAROLE che non vengono usate a sproposito da un qualunque giornalista, politico, faccendiere, velina, presentatrice di reality etc etc.

ok, è un commento un pò drastico. Troppa caffeina da espresso?
4

Khorne 2007 10 19 at 13:04

Mi aspettavo parlassi della proposta di Rutelli di chiudere Italia.it perché è un bidone, dopo aver speso milioni e milioni di euro per una puttanata apocalittica...

...ma 'sta roba è ancora peggio.

Susu foll, varca il confine e vieni in Svizzera. Non siamo il paradiso ma fino a quel punto ancora non ci arriviamo :asd:
5

Folletto Malefico 2007 10 19 at 14:25

Infatti, la svizzera E' una opzione. :P
6

Andrea Martines 2007 10 19 at 15:38

La svizzera è un'opzione per chi ce l'ha sotto casa.
Io dove espatrio?! In Vaticano? ;-)
7

Gian 2007 10 19 at 15:47

Ok, basta, deciso .... tutti in Svizzera!!! :D
8

Folletto Malefico 2007 10 19 at 15:47

Corsica? :D
9

Gian 2007 10 19 at 15:49

La solita sindrome "Napoleonica" di Foll :D
10

Digital Meadows » Blog Archive » La legge dell’ignoranza 2007 10 19 at 21:19

[...] primo la notizia, sono arrivato tardi: già ne hanno parlato - tanto per dire - Punto Informatico, Folletto e Paolo [...]
11

Rete incazzata e blogger in rivolta « Parole [usate] 2007 10 20 at 18:30

[...] kurai wolfstep vittorio zambardino mcreporter pecoraroscanio eth0 dailystefstm il mondo nuovo digitalhymn loredana lipperini shockdom visionidiblimunda uniferpi ulisse aeiouycostumesocieta tomezzoli [...]