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Io, me, tempo, relazioni sociali e behemot

01:13 Storming
Pensieri liberi, scritti di getto sotto forma di brainstorming personale o flusso di coscienza. Su tempo, priorità, valori, scelte.

E continuano a infilarsi problemi dall’alto in questi giorni. Ora è il turno di Vodafone e del walled garden che sta facendo per estorcere soldi ai suoi utenti.

Dato che in questi giorni sto scrivendo parecchio, mi trovo meglio predisposto a scrivere nei momenti liberi (nonostante abbia poco tempo) e stasera mi sono venute una serie di riflessioni seguendo tutte queste vicende.

Normalmente mi trovo nella situazione in cui da un pensiero, da una idea inizio a tracciare una serie di conseguenze, a propendere per una tesi e iniziare a trovare pregi e difetti, per poi vagliare altre possibilità.
Come è evidente, questo processo è immensamente più produttivo nel momento in cui ci si confronta con qualcuno, soprattutto qualcuno che abbia una opinione opposta.
Normalmente per quanto possa magari propendere per una o per l’altra o per l’altra scelta, fino a +infinito,  mi ritrovo a considerare come “conclusione” di questi processi mentali uno stato neutro.
E’ difficile che vi sia, in questo mondo, una posizione completamente bianca o completamente nera. Così, mi piace pensare di poter arrivare in ogni situazione ad avere una massa caotica di concetti intrecciati che oscillano fra i vari opposti.

Questo potete ben immaginare quanto bene si può conciliare con una mia componente caratteriale che si evidenzia a volte, quella del “bastian cuntrari”, come si dice dalle mie parti. Termine che non mi piace, ma è il più calzante.
Si concilia perché quando arrivo ad una concezione come quella sopra evidenziata, è piuttosto chiaro che riesca con una certa facilità a trovare un punto di vista opposto rispetto a qualunque altro punto di vista. Sapete che la maggior parte delle persone danno il meglio di se solamente se spinte sull’orlo delle proprie convinzioni? Prima di allora non sono mai ‘dentro’ quanto stanno dicendo. Mi sa che Socrate avrebbe gradito.
Insomma, amo dialogare.

C’è anche da dire che il dialogo è formato da due parti e non è facile trovare persone con una apertura mentale sufficiente per cui certe discussioni non si traducano in un tedio infinito.

Questa digressione è nata perché in questi giorni, propenso a scrivere, sono capitati i vari avvenimenti di cui potete leggere i post passati, più quello citato appena ad inizio post.
Questioni simili tendenzialmente ho sempre preferito tenerle fuori dal mio campo di interesse, considerazione e contatto.
Perchè?

  1. Sono troppo grosse, senza un obiettivo che riesca a percepire come raggiungibile.
  2. Occupano tempo, sottraendolo ad altre cose più o meno importanti.
  3. Sono basate su informazioni parziali.

E qui…

Sono troppo grosse. I calibri in grado di cambiare le cose lavorano su altri livelli. Behemot. E’ la stessa cosa che ripeto a chiunque si lamenti che iTunes non supporta(va) musica non protetta da DRM. Prima acquisisci una posizione di peso nel sistema che vuoi cambiare, anche passando per la porta di servizio, poi puoi pensare di cambiarlo. Aprire la bocca prima di quell’istante è… tempo perso. A meno che ovviamente non serva per acquisire una pos… etc. Vabbeh, ci inseriamo in una serie di casistiche e possibilità infinite. Spero si capisca che cosa intendo.
Si badi bene che il “troppo grosse” significa semplicemente avere peso nella questione. Se io conoscessi o avessi contatti con tizio piuttosto che caio, allora non sentireste la mia voce, ma lui sentirebbe il mio discorso.

Occupano tempo. Perdonate la domanda, ma quali sono le scale di valori nella vostra vita? Per cosa ritenete giusto combattere? Dedicare tempo? Voglia? Energie? Passione? Quanto tempo avete buttato via dietro all’ultimo giochino sul web? Come valutate tale tempo in rapporto a “cosa avrei potuto fare altrimenti”? Quanti di voi riflettono giornalmente su come potrebbe migliorare la propria vita investendo tempo in A piuttosto che in B?
Io credo che chiunque debba farsi queste domande anche solo 5 minuti ogni giorno. Non che sia poi facile non perdere due ore dietro a quel fantastico giochino che… però almeno ci si fa una idea.
La mia personale risposta è che, tendenzialmente, con scale di valutazione piuttosto difficili da esprimere (situazione, curiosità, interesse, crescita, amicizie, socialità, …), seguo in linea di massima il principio del minimo mezzo: quale è la scelta che con il costo minore possibile realizza la massima resa?
Ma da asimoviano convinto, tale principio è applicato al mio intorno: nel “mio mondo”, quale è la scelta che può portare benefici a me e a chiunque mi sta intorno, senza danni?

Informazioni parziali. Diamine. Male che vada, stiamo parlando di cose discusse da almeno 100 persone prima di diventare “pubbliche” e ognuna di queste avrà basato le proprie decisioni su una serie di dati e condizioni e situazioni e contesti del tutto ignoti, se non per i massimi termini. E si parla della tasca di qualcun altro. Pregasi guardare in grande, grazie.

E già con questo descrizione semplificata potrei attirarmi una buona percentuale di insulti… beh non c’è da inventare, è già successo. :P

Arrivato fin qui, posso calarmi ancora di più nella questione…

Quindi, c’è già una massa critica di ‘n’ persone che stanno muovendosi, parlando, discutendo. Il mio contributo? Sinceramente, anche se credessi che le sollevazioni popolari possano cambiare la sostanza dei fatti (piuttosto che la superficie, si anche la Rivoluzione Francese, grazie) non credo che in nessuna di queste questioni il mio ruolo abbia cambiato o cambierebbe qualcosa.
Amo discutere, questo si. Ma la quantità di argomenti tende a +infinito, anch’essa.
Potrei semplicemente dire che “non sono quel tipo di persona”. Se in 100 si mobilitano per una questione giusta (definire “giusto”), c’è anche il ruolo di quello che rimane a casa a bersi un the no? Lo giudicate come?

Uh oh.

Overload.

Deadlock.

Proviamo a definire una scala di valori di tutte le cose a questo mondo per cui sarebbe eticamente e moralmente corretto combattere?
Credete che il costo di una telefonata di Vodafone sia più importante della libertà di parola? Credete che la libertà di parola sia più importante della vita – o della sofferenza – di un bambino? Credete che la vita di un bambino sia più importante della vita di 100 bambini?

Se avete una risposta a questa domanda…

C’è un unico spazio all’interno del quale sento di avere realmente il potere di fare qualcosa, ed è quello del “mio mondo”. Quello del microcosmo fatto di persone che mi stanno intorno.

Heck. Anche un sorriso all’edicolante.

Ieri mi sembrava preoccupato per qualcosa.

Capite? Oggi leggo la mail di una interessante discussione che sto seguendo e mi trovo a voler rispondere. Non ho tempo. Torno ad altro. Ma mi trovo a pensare. Starei ripetendo la stessa cosa per l’ennesima volta… con altre parole… a che pro?

In momenti come questi prendo e scrivo (appunto).

O spengo le luci e apro la finestra (tra un attimo).

Non arriverò ad alcuna conclusione, ma so che in un certo qual modo i miei pensieri si saranno riorganizzati.

Ovviamente quanto scritto fin qui potrei averlo ripensato in altri termini nel giro di cinque minuti. Soprattutto se vorrete contribuire. So comunque che ho scritto in un modo intricatissimo e che sto sott’intendendo troppe cose che son solo nella mia testa. Consiglio buona musica in cuffia e un respiro profondo, nel caso.

GURU MEDITATION 

13 comments Add yours below

1

Simbul 2007 10 23 at 09:39

5 minuti? Starai scherzando.
Io passo ben più di 5 minuti a pensare a "cosa avrei potuto fare altrimenti". In effetti, a volte mi trovo a pensare a cosa avrei potuto fare nel tempo che ho sprecato a pensare a cosa avrei potuto fare altrimenti :P
2

Khorne 2007 10 23 at 12:25

Mentre sto grindando la rep di Cenarion Expedition, il mio "cosa avrei potuto fare altrimenti" si limita a dirmi "potevi grindare la rep degli Sha'tar", non di più :asd:
Scherzi a parte, c'è praticamente sempre qualcosa "di meglio". È la voglia, o meglio la motivazione, che scarseggia.

Volevo tuttavia dire che i ragionamenti che hai fatto di sottinteso han ben poco: credo che sia un percorso logico che chiunque ha fatto (quantomeno, chiunque questa questo blog - e quindi con un QI maggiore di 7,2).
Sei molto meno intricato di quanto pensi, finché non ti metti a parlare di tecnologia :P
3

Fabio 2007 10 23 at 12:47

Io personalmente credo di passare molto più che cinque minuti a pensare sia cosa fare prima di fare una cosa, sia dopo averla fatta, immaginando cosa avrei potuto fare altrimenti. Il mio limite è che, nel 99% dei casi, mi accorgo che la scelta fatta è sbagliata. :asd:

>quantomeno, chiunque QUESTA questo blog

Eh?
4

Folletto Malefico 2007 10 23 at 14:41

Interpreto un "legga". :)

Khorne, non credo che l'eventuale problema interpretativo intervenga infatti nel percorso logico, quanto su alcuni, precisi passaggi, che invece sottendono... e quando sottendi, o trovi qualcuno che sa cosa sottendi perché lo sottende, o perché lo capisce... oppure non capisce e stop. :)
5

Giuliastro 2007 10 23 at 18:23

Ciao Folletto, saro' un po' tonno ma non ho trovato sul tuo blog come contattarti.. come si fa?
6

Folletto Malefico 2007 10 23 at 18:31

Non v'è, infatti. Ci si deve ingegnare. Questo è il primo modo. ;)
Ti contatto via mail io. :)
7

Khorne 2007 10 23 at 23:43

> Eh?

Ehrm, chiunque LEGGA questo blog. Ero in fase post-digestiva, nella quale il mio QI sopra citato cala a 0.04 :asd:


@Foll: l'unico problema è che se il discorso "principale" rimane comprensibile per tutti, se tu sottintendi qualcosa "tra le righe" io son convinto di aver capito, e magari mi son perso millemila altri concetti.
Vuoi dire che sono anni che ti leggo, convinto di capire cosa dici, e mi son sempre sbagliato? :|
( :asd: )
8

Folletto Malefico 2007 10 24 at 11:59

Hehehe non si tratta di sottendere, ma di discorsi che potrebbero nascere. Nel senso che il discorso è ovviamente quello principale, ma ogni passaggio logico implica dei ragionamenti che non sono espressi o che si basano su una serie di assunti... e questi potrebbero non essere gli stessi per tutti. :)

Quindi se arrivi fino in fondo senza dire "che cazzo sta dicendo" in linea di massima hai capito.
Se alcuni passaggi ti fanno riflettere, meglio ancora. :P

Se invece ti fermi da qualche parte a dire "che cazzo sta dicendo"... allora manca qualche passaggio... anche se in ogni caso potresti avere capito il senso generale. :D
9

Anthony Viviano 2007 10 25 at 01:50

ciao davide-

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Lady 2007 10 25 at 16:55

e se invece non si sprecasse tempo a dirsi "era meglio fare a di b"?
anche se si è fatto un errore, ormai è passato, guarda solo alle conseguenze e poni rimedio. se è il caso. oppure non ci pensare proprio, c'è troppo poco tempo.
adesso per esempio dovrei chiedermi: sto scrivendo questo commento, quando avrei potuto rileggere un lavoro... fare un paio di telefonate... leggere le delibere prese ieri... ma alla fine, perchè chiederselo? x adesso mi va di scrivere un commento e lo scrivo. poi magari farò altro, magari farò le corse x finire un lavoro, ma se non mi sento bene e tranquilla, se non faccio ciò che voglio quando lo voglio (o almeno quando ho la possibilità di scegliere, se c'è il capo con la frusta meglio fare quello che dice lui :p) finisce che faccio le cose malissimo...

per il "ma che cazzo sta dicendo". sai, ho adottato una tecnica x le tue riflessioni, una lettura random: leggo qualche parola, una qui una lì, poi le unisco e viene fuori il senso del discorso... scherzo ^^
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Folletto Malefico 2007 10 25 at 17:00

Non passiamo da un eccesso ad un altro. E' sbagliato non chiederselo tanto quanto è sbagliato chiederselo troppo.
Ragionare sulle proprie azioni è uno dei principali strumenti di automiglioramento, con l'unico problema che talvolta non si esce dal percorso mentale e quindi, ad esempio, sarebbe utile parlarne con qualcuno.

Non riflettere sugli errori passati E' un errore. :) E non ci credo che ci sia troppo poco tempo per non trovare 2 o 5 minuti al giorno, quandi sei in autobus, in ascensore o stai camminando verso casa. :)

Il punto del fare quello che si vuole quando si vuole... è che non sempre lo facciamo perché è realmente quello che vorremmo fare se soltanto avessimo scelto, invece di farlo e basta. :)

Ed è questo il problema... :)
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Lady 2007 10 25 at 17:59

guarda che non parlo delle scelte della vita, ovvio. ma appunto come hai detto tu, del giochino oppure della telefonata...
no guarda, conosco troppe persone che si rovinano la vita a rimuginare sugli errori fatti. "pensa al futuro - dico - pensa a come puoi rimediare all'errore, non a cosa sarebbe potuto accadere se non avessi fatto quell'errore". è tempo perso.

se fai una cosa è perchè l'hai scelta. se poi la scegli in 5 secondi o dopo averci pensato su un paio d'anni, la cosa non cambia. è sempre una scelta, che a seconda dei casi può essere avventata o giungere troppo in ritardo :p
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Folletto Malefico 2007 10 25 at 18:03

Eccappunto. Vedi che ci sono le ambiguità? Io davo per scontato che il tipo di riflessione fosse propositiva, non il macerarsi sull'errore. :)

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