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Il mio approccio al Wabi-Sabi

22:51 Life

Mi trovo in questi giorni a curiosare intorno al concetto di Wabi-Sabi, che mi è stato suggerito da Cat perché le ricordava il mio Intense Minimalism. Più recentemente, lo stesso Bru mi ha risollevato la domanda fra le righe e ho deciso questa sera di approfondire l’argomento.

Wabi Tea Bowl (Sakamoto Photo Research/Corbis)Come per il mio studio dello Zen, anche in questo caso ho desiderato andare il più vicino possibile alla fonte, evitando così gli strati intermedi e cercando di trovarmi io stesso a contatto con l’esposizione più antica e autorevole che fossi riuscito a trovare. Per le interpretazioni e le spiegazioni c’è sempre tempo, ma per la comprensione è meglio avere un primo approccio ‘puro’, io credo.

Il problema è che ho trovato un articolo su Wikipedia, un apparentemente interessante libro, un link non funzionante citato spesso e tante citazioni in giro per il web.

Scarse e poche informazioni, come potete ben capire. Probabilmente questo è in relazione al concetto stesso di Wabi-Sabi, che è inesprimibile a parole e ragione.

La cosa che mi ha fatto però riflettere è quella di trovare moltissime persone che si sono trovate davanti a questo concetto magari anche solo tramite un articolo e, nonostante questa sia una disciplina tradizionale dall’enorme portata culturale, hanno proposto la loro declinazione, evoluzione o versione.

Trovo curioso questo fenomeno, intrinsecamente umano. Per certi versi, io ho difficoltà ad entrare in certe argomentazioni in modo leggero, perché ritengo che sia fondamentale immergersi a sufficienza per poter assimilare meglio la profondità di un concetto.
Non è la purezza il problema, ma la poliedricità delle sfumature possibili, che per concetti incomunicabili è problematico minimizzare.

Per chiarezza, lo stesso mi accade quando studio filosofia o storia, per esempio. Che tale autore dica quelle cose, è perché le ha dette effettivamente o è interpretazione della persona che me lo presenta tramite questo libro? E tale evento storico, quanto è basato su fatti concreti rilevati e quanto su rielaborazioni personali dello storico?

Mi piace scrivere di queste cose perché pulisce un po’ la mente, oltre che stimolare eventuali discorsi che ne moltiplicano l’efficacia.

Così, ora potrei assumere il concetto di Wabi-Sabi per la sua sintesi nei tre tratti che ho trovato durante la ricerca:

E presumo che prenderò il libro di Leonard Koren, “Wabi-Sabi: For Artists, Designers, Poets and Philosophers” (1994, da Play.com).

4 comments Add yours below

1

Riccardo 2007 11 07 at 02:37

Attenzione alle fonti lontane (non solo nel tempo). Le informazioni sono sempre contestualizzate, per cui il messaggio che recepisci rischia di essere distorto dalla distanza di cultura, di spazio, di epoca.
2

Folletto Malefico 2007 11 07 at 12:41

Senza dubbio! :)
Però in quel caso è un tassello importante per capire la distanza di cultura, spazio ed epoca. ;)

Per esempio, nel caso dello Zen ho trovato "The Gateless Barrier", traduzione in inglese da parte di un Rosho americano piuttosto autorevole, che oltre al testo originale e al commento di Mumonkan ha aggiunto il suo commento. :)
3

Lady 2007 11 07 at 17:10

La contestualizzazione è un problema contemporaneo, contemporaneo in ogni epoca. Senza andare molto lontano nel tempo, è già molto difficile per noi poter comprendere situazioni ed eventi di un altro Paese, magari di un altro continente. Oppure capire le problematiche di persone che appartengono a culture diverse.
Non si capirà mai a fondo perchè il ladro ruba visto che non abbiamo mai patito la fame.
E' già difficile capire le cose vicine (fisicamente e temporalmente) a noi, immagino lo sia ancora di più per eventi e persone lontane nel tempo e nello spazio.
L'unico metodo che potrebbe essere utile è affidarsi a qualcuno di cui ci si fida... personalmente o per altezza dei suoi valori... ma se non c'è una conoscenza personale è comunque un rischio. Senza contare che anche l'approccio diretto e puro con una fonte scritta (e quindi non direttamente con una persona) potrebbe portare a ennesimi fraintendimenti e distorsioni...
4

Folletto Malefico 2007 11 08 at 13:58

Precisamente. Proprio perché il problema sussiste in ogni caso, credo sia utile andare alla fonte. Perché, in ogni caso, qualunque intermediario aggiungerebbe al contesto originario comunque il suo, rendendo più complicata la comprensione del significato originale.

L'importante - fondamentale - è quello di essere consci dell'esistena di tale problema e di compensarlo o considerarlo nella lettura. :)

La fiducia è importante ed è il motivo per cui chiedo in giro e posto sul blog: in questo modo so che ci sono persone di fiducia che se sapessero qualcosa me lo direbbero. :)

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