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Repubblica sull’iPhone: lode a TIM?

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Mi domando se sono solo io che ritengo fastidioso il taglio dato all’articolo apparso su Repubblica a riguardo della “certa” firma fra TIM e Apple per il contratto in “esclusiva”?

Un accordo frutto del lavoro portato avanti da mesi da Luca Luciani, il numero uno di Tim: che sarà pure inciampato nella ‘paperà di Waterloo, ma può comunque fregiarsi del merito di essere riuscito a convincere Steve Jobs a cambiare strategia.

Accidenti! Ha convinto Steve Jobs! Addirittura! Complimenti! E senza citare Waterloo! (“‘paperà”?)
Ma su cosa l’ha convinto?

Jobs abbandonerebbe la formula sulla quale ha finora costruito il successo del suo super-telefono: gli accordi in esclusiva, con un solo operatore in ogni mercato, e il meccanismo della ‘revenue sharing’ [...]
L’accordo con Telecom Italia non si baserà sulla ‘revenue sharing’: niente più percentuali sul traffico ma un prezzo di vendita più alto.

Ehm.

Quindi, Luca Luciani avrebbe convinto Jobs a fare… quello che già succede? Qualcuno ha avvisato l’articolista che “niente più percentuali sul traffico ma un prezzo di vendita più alto” accade già? Per esempio, bastava guardare in Francia, dove la versione unlocked costa 699 euro… e credo anche in Germania, anche se forse non esiste più la possibilità (non son pratico di tedesco e non so la vicenda come si era conclusa).

Jobs ha dunque iniziato a capire che la parabola dell’iPhone è giunta al suo apice, in quanto prodotto.

Non so voi, ma a me questa frase piace tantissimo per la sua ingenuità. Un prodotto che oggi è alla sua prima versione venduto in 4 paesi al mondo, sarebbe all’apice. Possibile eh, ma quantomeno improbabile. Apice di che parabola, peraltro? Diffusione? Entrate? Mah!

Jobs si è trovato a trattare con Telecom Italia e per la prima volta non ha potuto far valere questo asset, la capacità dell’iPhone di generare traffico dati pregiato: Tim, senza l’iPhone, ha già registrato una crescita della navigazione sui cellulari del 90%. Insomma, il vantaggio competitivo del mercato italiano sul mondo mobile funziona ancora.

Caspita! Una crescita del 90% in Italia! Ehm. Il 90% di cosa? Su che dati? Che fonti? Delle due persone che ne fanno oggi uso pagando tariffe da urlo? Loro? O vogliamo parlare dei pulsantini che società come Vodafone mettono posizionati in modo strategico, in modo che tu fai Back - Back - Back - Back sul tuo cellulare e l’ultimo Back in realtà è “Conn€ttiti Al C€ntro $€rvizi Onlin€”. Grande percentuale quella!

Jobs deve proprio essere stato messo alle strette da quel 90%!

Che poi, parla di “traffico dati pregiato”, quando non è per niente quello l’asset interessante, che infatti ove possibile Apple è riuscita a strappare tariffe flat mensili… forse a tutti, correggetemi se sbaglio: O2, Orange, T-Mobile, AT&T.

Per Jobs improvvisamente si è fatto chiaro che il nuovo obiettivo primario a cui puntare non è vendere pochi iPhone al maggior prezzo possibile (tra vendita e percentuali sul traffico) ma diffondere il più possibile il suo Safari. Incidentalmente vendendo anche molti più terminali, grazie alla rinuncia alle esclusive,

Comunque, questa è la penultima frase. Ed è l’apice delle teorie campate in aria. Vendere un cellulare a costo ridotto legato ad un piano tariffario dovrebbe essere più economico di un cellulare venduto a prezzo maggiorato sul quale poi si deve anche aggiungere la tariffa TIM, che non mi risulta sia proprio regalata. Tra l’altro, Apple è sempre riuscita a strappare piani tariffari interessanti ovunque abbia portato l’iPhone.

E quindi, l’ultima frase, un tripudio:

E Telecom Italia si è trovato al posto giusto nel momento migliore.

Razzi! Bombette! Fuochi d’artificio!

Ora, facciamo un bell’esercizio e prendiamo un rasoio di Occam.

  1. Non ci sono dati certi. Solo una voce di corridoio.
  2. Non si sa il prezzo finale.
  3. Non si sa il piano dati.
  4. Si sa solo che sarà venduto a “un prezzo di vendita più alto” e “non un accordo di esclusiva con Telecom Italia, ma un vantaggio di alcuni mesi”.
  5. Telecom Italia non ha vantaggio a vendere cellulari sbloccati: concorrenza.
  6. Apple non ha vantaggio a vendere cellulari sbloccati: nessun revenue sharing.
  7. Apple ha vantaggio a vendere cellulari sbloccati: più persone li acquisteranno, minore drawback mediatico.

Con questi dati, a mio avviso c’è solo una conclusione possibile: Telecom Italia non è riuscita a trovare un accordo con Apple, che si è vista costretta a scendere in Italia senza un operatore.

Al quale si aggiunge una domanda: come ha ottenuto Telecom un vantaggio di alcuni mesi sui concorrenti?

Aspettiamo e vediamo appena ci sarà conferma ufficiale… che qui si parla ancora di aria fritta.

6 comments Add yours below

1

m 2008 04 22 at 01:09

Che noia davide, sei rimasto uno degli ultimi sei fanboy di Apple. Te la prendi con Repubblica, ti rendi conto?
2

Folletto Malefico 2008 04 22 at 01:11

Si, perfettamente. Per quanto, mi spiace, ma non è un post pro-Apple questo. Se proprio vuoi un "colpevole": è contro-TIM o contro-certi-articoli. Ti consiglio di rileggerlo. :)

Per la noia, posso solo consigliare di non leggere, o passare ad altro. Ho messo un titolo abbastanza esplicativo apposta. :)

Però, peccato. Critiche così non mi danno fastidio: non c'è bisogno di nascondersi. :)

Anche perché ci ho pensato un po' se scrivere o meno. Stasera ero stanco e avevo voglia di scrivere qualcosa di non troppo impegnato. Rispondere a qualcuno mi riesce sempre particolarmente bene e così, quasi per caso, mi è ricapitato il link a quell'articolo. Male non faccio a nessuno, ho avuto modo di toccare alcuni punti interessanti e di dare una informazione a certe persone che mi seguono e contemporaneamente dare anche una critica costruttiva all'articolista, se mai passasse di qui. :)
3

Maxx 2008 04 22 at 08:34

No non sei il solo che lo ritiene fastidioso...dai un occhio al mio!

Ciao, M
4

marco 2008 04 22 at 10:20

Sei stato persino troppo buono, non si tratta di difendere Tim o Apple, ma di ribellarsi al fatto che i giornali producano disinformazione di massa su argomenti che, volenti o nolenti, toccano anche parte della nostra vita professionale.
E' grazie ad articoli di questo calibro, scritti da chissàchi, che c'è ancora gente che usa il mouse al contrario e ti chiama la notte perchè la stampante nuova non funziona per scoprire poi, dopo minuti di interrogatorio, che non aveva attaccato la spina...

Vi racconto come probabilmente è andata: il direttore del giornale (forse per uno scambio di favori) ha "suggerito" al caporedattore di scrivere un bell'articolo su quanto sia grande Tim.
Quale argomento migliore quello di mettere in mezzo un prodotto che è sulla bocca di tutti? Perfetto: Tim+Apple=Audience.

Il problema però è che molto probabilmente il redattore della sezione tecnologie era in malattia, quindi il caporedattore ha preso il telefono, ha composto l'892892 e si è fatto raccontare da una centralinista cosa ne pensava lei della cosa...

Il vero dramma è che a certa gente non bisognerebbe permettere di scrivere, mentre noi continuiamo ad ostinarci a leggere i loro pezzi...
5

Romualdo Grillo 2008 04 23 at 23:08

Anche a me l'articolo era parso molto strano.
Sembra quasi scritto da un interno della tim.
6

Folletto Malefico 2008 05 06 at 22:18

Non faccio un post nuovo perché non lo merita, ma oggi (2008.05.06) sia TIM che Vodafone annunciano la vendita (senza contratto?) di iPhone.

Ri-citando:
"Un accordo frutto del lavoro portato avanti da mesi da Luca Luciani, il numero uno di Tim: che sarà pure inciampato nella ‘paperà di Waterloo, ma può comunque fregiarsi del merito di essere riuscito a convincere Steve Jobs a cambiare strategia."


Che dite, continuerà a fregiarsi del merito ora che è ovvio che iPhone verrà venduto da praticamente chiunque?

P.S.: Gruber fa notare che l'URL di TIM è più lungo dell'annuncio stampa. Poi si parla di qualità...

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