-
Recenti
- TheDarkMaster on Q-Zar! Pericolo! Pericolo! Pericolo!
- Frontiers of Interaction Workshops « Frontiers of Interaction Conference on Usabilità Sociale, MoDe al World Usability Day
- Fanizzi Mirco on Architetture per Assistenti Virtuali Emozionali
- yoghi on Farewell Tera (2007-2009)
- Folletto Malefico on Per "pigri": come svegliarsi appena l'allarme suona
- simo on Social Interaction Design, la lezione allo IULM
Folletto- ...contacting twitter...
-
Scritti
- Motivational Design 1.5: dagli elementi alla metodologia, un unico documento
- Massime conversazionali di Paul Grice
- Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design
- Architetture per Assistenti Virtuali Emozionali
- Elementi Teorici per la Progettazione dei Social Network
- Mezzi Pubblici: Milano dovrebbe imparare da Tokyo
- Appunti sulle Emozioni Artificiali
- RitaliaCamp: il mio punto.
- Spunti sulla Rappresentazione del Significato
- Osservati in bagno
- Bias Linguistico Intergruppi: Il Caso Litvinenko
- Filosofia del Linguaggio: Confronto fra Due Teorie dei Nomi
- Camminava per Strada
- Pensieri Rincorsi
- Bagaglio
- ATM Milano rinnova i biglietti… davvero un miglioramento?
- Tutto quello che avreste voluto sapere sul sonno (ma avevate troppa paura di chiedere)
- Dei Simboli
- Il salto
- Lì.
- Silenzio. Silenzio.
- Lucciole o farfalle?
- SC6 – Erano vestiti di blu
- Serrature
- Chi si ferma ai dadi è solo uno sciocco
- Sofismo del Vero
-
Trova
Idee libere
3d abitudini adobe agile ajax alegria amazon ambiente amd amore anniversario apollo apple apprendimento architettura arte atm attenzione augmented-reality azioni barcamp blog blogosfera bug burocrazia bzaar bzaarcamp bzaarcamp06 cat censura chiavi cinema cirque-du-soleil cms codeusability colour comic community comunicazione conferenza copyright cpu creatività css design dialogo digg discorso disegno domus-academy douglas-adams ecmascript educazione emozione energia evento evoluzione explorer feed fermi fiducia film filosofia firefox flash flex flickr flow flux folletto follia forum foto frontiers06 game gatti giappone golem good50x70 google grafica hacker history html http identity ideo illustrator im infographics informatica information injection intel intelligenza interaction interfacce internet iphone Ipse Dixit italia java javascript javascript argilla jobs jquery koan koyaanisqatsi lavoro law lean lex libri libro limerick linguaggio linux low profile mac maison malware management manifest maps maschere mashup mehrabian memoria mente menu metalettura metodologia microsoft milano minimalism monitor montalcino morra mostra motivazione multitasking munari musica mutts naked-day network newsvine nielsen occasioni openculture openid opensource openspime organizzazione osx p2p paranormale parole pausa peer pensieri percezione perfezione photoshakr php phpgolem piublogcamp pkm png poesia postit pratchett programmazione prototype psiche psicologia python qualità racconti razzismo regolamento relazioni religione retorica risoluzione ritalia rpg rss ruby ruby-on-rails sabifoo safari scelte scienza scrivere scrum sdp semplicità sentimenti sesso siena silicon valley simboli sociale società sonno speranza spime sql ssh standard statistiche stereotipi story subtle suono surreale sviluppo svn tags teatro technology tempo things thx tutorial twitter typography università usabilità user experience verità video virtualizzazione vm wabi-sabi wallpaper web widetag widget wii wiki windows word wordpress zeitgeist zen -
Chi sono?

Solipsista atipico. Questa è forse la definizione migliore per il proprietario di questo blog, Davide Casali aka Folletto Malefico "@.
Programmatore, grafico, fotografo. Scrittore, disegnatore, creativo. Utopista, osservatore. Sbaglia come tutti, ma ama correggersi.
E' Interaction Designer & Architecture Designer, lavora in maison,the e segue alcuni progetti nel suo tempo libero.
E' laureato magistrale in Teoria e Tecnologia della Comunicazione e si interessa di psicologia sociale applicata alle tecnologie.
9 comments Add yours below
Sto leggendo Da cosa nasce cosa dopo un post scritto su Munari da Mucignat e sono sconvolto da come le sorprendenti "ovvietà" - nel senso che precisi tu - di Munari siano così poco ovvie nel mondo che ci circonda...
Munari sorprende perché il suo messaggio semplifica di molto le idee su concetti come quelli di "genialità" e "arte" che è sempre difficile scindere da idee "magiche"...
Il senso di ovvio secondo me è una sorta di metrica con cui valutare, oltre che una sfida. E Munari è a mio avviso eccezionale proprio per quanto è in grado di trasformare le cose in ovvio... cosa che, non a caso, viene fuori molto bene quando ci si relaziona con i bambini. :)
Il punto centrale a mio avviso diventa il gioco. Il gioco secondo me è meglio centrato su "come dovrebbe essere" che altre forme di progettazione, che invece si focalizzano più su funzionalità tecniche che sull'insieme funzionalità-persona-ambiente.
L'idea del gioco nell'ambito del web design, ripreso spesso da te e Alberto, so che ha a che fare con un'idea più generale della comunicazione. Sto cercando di capire come applicarla efficacemente alla forma della scrittura in un contesto in cui la grafica non c'è ed esistono solo le parole...
Ma la domanda è: come si impara la semplicità? Perché sono in pochi a saper semplificare? Dobbiamo rassegnarci ad accettare che il Genio fa, e tutti gli altri no?
(E mannaggia, avevo un articolo bellissimo dello stesso concetto in un contesto del tutto diverso, ma non me lo ritrovo..)
Questo però non significa che non si possa comunque arrivare ad un buon livello: il talento magari sarà sempre un gradino sopra, ma tutti possono fare i gradini per avvicinarsi.
Pochi sono capaci di semplificare perché per certi versi è controintuitivo rispetto a quello che siamo abituati a fare. Ora non so dirti se sia innato o un condizionamento sociale, però succede.
Quindi, la semplicità si impara anche lei con l'esercizio. Per dire, si può iniziare a leggere Munari. Poi, che so, Norman. Poi beh, Maeda che Paolo critica secondo me fa comunque un buon primo approccio alla questione, perché fornisce pochi principi guida facili da capire.
E poi, ci si addentra in temi come grafica e psicologia cognitiva. La prima, partendo dai principi di impaginazione, di gestalt e simili. La seconda perché permette di capire dove sia la soglia: per esempio nel momento in cui sai che la nostra memoria a breve termine contiene 5+/-2 elementi, sai che devi progettare facendo elaborare alle persone al massimo 7 elementi alla volta.
Ok, sono stato un po' superficiale, ma era per fare capire in linea di massima tutti i tasselli che possono aiutare chiunque a raggiungere quell'obbiettivo. ;)
Secondo me, al di fuori di tutto, il primo passo è uno: osservare.
Osservare ok, ma aggiungerei un significato che - credo - non è tra quelli che intendevi suggerire con il termine: osservare il proprio lavoro con gli occhi di chi dovrà riceverlo. E poi andare giù di lima ;)
tu dici la scrittura: quando ho iniziato a lavorare era difficilissimo passare da un testo di 50 righe a uno di 10, quasi impossibile. un po' perchè ci si affeziona a quanto si scrive, un po' perchè è difficile distingue il particolare utile da quello superfluo. poi si capisce il detto "scrivi come dopo una corsa su una montagna, e senza fiato, arrivato in cima, devi dire cos'è accaduto". provare per credere :)
Comunicazione su web, i must del 2009 - GliEletti Blog 2009 01 09 at 10:16