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Mente e percezione: la mente anticipa il futuro di 1/10 di secondo

11:43 Thoughts

Durante le lezioni di un mio bravissimo professore di psicologia cognitiva uscì quasi per caso una nozione curiosa: il cervello impiega circa 1 decimo di secondo per elaborare l’input visivo.

Questa cosa mi ha fatto pensare, perché è abbastanza ovvio che sia così da un lato, ma dall’altro noi non percepiamo il mondo “in ritardo”. Quindi, è evidente che ci sia un meccanismo del tutto trasparente che “prevede” il futuro per 1/10 di secondo e ci permette di agire.

Una delle cose a cui pensavo era: sarà possibile “vedere” questo ritardo/proiezione di 1/10 di secondo? Qualche esperimento?

Beh, ieri Gian mi ha linkato un interessante articolo: “Anticipating the Future to ‘See’ the Present“:

“In an experiment originated by Dr. Nijhawan, people watch an object pass a flashbulb. The timing is exact: the bulb flashes precisely as the object passes. But people perceive that the object has moved past the bulb before it flashes. Scientists argue that the brain has evolved to see a split second into the future when it perceives motion. Because it takes the brain at least a tenth of a second to model visual information, it is working with old information. By modeling the future during movement, it is “seeing” the present.”

Tutto questo lo trovo assolutamente affascinante. :)

6 comments

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Stefano 2008 06 13 at 15:19

Da un'osservazione così semplice si arriva a delle riflessioni davvero interessanti...bello spunto! ;)
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Pendragon 2008 06 13 at 15:37

Quelle che potevano sembrare anche delle semplici "sensazioni" sono qualcosa di piu' insomma :) mi domando se questa "evoluzione" possa continuare, o magari chissa', addirittura "allenare" il cervello in questo senso.

Certo che per fare un esempio assurdo ed al limite, mi viene da pensare a tutti quei guardalinee/arbitri che nelle partite di calcio magari hanno visto la palla oltrepassare la linea con una frazione di secondo d'anticipo, senza tener conto di un salvataggio in extremis.

In pratica questa elaborazione visiva e' piu' un'immaginazione di come dovrebbero andare le cose senza pero' riuscire a tener conto di fattori esterni (ipotizzando di stare concentrati completamente sul pallone e non accorgersi del piede di un giocatore che sta a sua volta per impattare con il pallone)

P.S: ciao Foll bel blog :)
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Khorne 2008 06 13 at 16:10

A me fa venire in mente la prediction di UT... si "vede" dove salterà il nemico e non si sa perché.
Senza questo decimo di secondo il mio flak sarebbe inutile :asd:
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Antonio LdF 2008 06 16 at 00:26

Il ritardo con cui percepiamo è compensato da quello che Berkeley chiamava abitudine.
Vediamo delle cose, ne conosciamo gli stati d'essere successivi e ne prevediamo i movimenti.
Una palla che cade toccherà terra, un cazzotto una faccia, una carezza una guancia etc..

Il problema è che non sappiamo cosa succederebbe se questo ritardo non fosse unito alla prevedibilità della natura, cioè non sappiamo come percepiremmo se una palla, arrivata a qualche millimetro da terra, iniziasse a schizzare a destra e sinistra inseguendoci. A parte il non aspettarcelo, come reagirebbe la mente?!

Questi sono anche i principi su cui si basano i film dell'orrore dopotutto.
L'altra sera con i miei amici siamo andati in una strada, in piena campagna dove nascondevano le gru rubate (per farti capire quanto fosse isolata), apparentemente in discesa ma che però, una volta lanciata la macchina a folle, faceva fermare il moto e tornare indietro l'auto come fossimo in discesa...ma la discesa in realtà la percepivamo davanti, non dietro!

Scherzando poi i miei amici hanno immaginato delle scene dell'orrore con mostri che venivano a trucidarci. Mi hanno fatto rizzare i peli quando hanno parlato di uomini che camminavano in laterale..

Forse mi sono pindarizzato, ma ci stava!
;-)
Un saluto!
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Folletto Malefico 2008 06 16 at 00:42

Se non ricordo male, il ritardo di 1/10 è completamente compensato in automatico a livello neurale, quindi non è neppure una "previsione" di moto, ma propriamente una percezione dell'istante in cui "avviene la realtà".

Però, in effetti, già mi riesce difficile trovare ricerche sull'argomento, figuriamoci riuscire a questionare su qualcosa di simile. Al momento però è una interessante considerazione. :)

Ho in mente l'illusione di quella strada: se non ricordo male dovrebbe essere dettata dal fatto che il percorso prima e il percorso dopo sono "inclinati", in modo che quella che sembra una strada in discesa, in realtà è percepita come in salita.
Certo che di notte e con quel contesto, sapere che è una illusione non aiuta. :D
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Stefano 2008 06 16 at 00:50

Si, anche qui dalle mie parti c'è la famosa discesa-salita...dicono sia un effetto ottico, ma a qualunque ora puoi trovare automobilisti che vanno "a folle", o fanno rotolare bottiglie/lattine/quellochetrovanoperterra, perchè l'effetto è sorprendente. :)

E poi quello che dici sull'imprevedibilità della natura è una riflessione che mi ha sempre affascinato. E' esperienza comune che, di fronte a stimoli inaspettati, per un attimo si vacilli: la mente sperimenta un blackout, per un secondo fluttua liberi dagli schemi dell'abitudine e dell'esperienza, prima di adattare il proprio modello del mondo alla percezione inaspettata. Mi vengono in mente i neonati di fronte a uno specchio.....oppure io stesso di fronte ad un recente post di Folletto (quello vuoto :P )