-
Recenti
- angel_omega on 5x15 in Tokyo: il nostro viaggio in giappone in un libro
- Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design | myaranea on Motivational Design 1.5: dagli elementi alla metodologia, un unico documento
- Stefano Gargiulo on Radial Menu Prototype, Mac OSX style
- Folletto Malefico on WordPress Portal 0.9
- Notizie dai blog su Tempo di restyling per l’interfaccia di Youtube on "Dove trovi il tempo di fare tutte queste cose?"
- TheDarkMaster on Q-Zar! Pericolo! Pericolo! Pericolo!
Folletto- ...contacting twitter...
-
Scritti
- Motivational Design 1.5: dagli elementi alla metodologia, un unico documento
- Massime conversazionali di Paul Grice
- Design Motivazionale: Usabilità Sociale e Group Centered Design
- Architetture per Assistenti Virtuali Emozionali
- Elementi Teorici per la Progettazione dei Social Network
- Mezzi Pubblici: Milano dovrebbe imparare da Tokyo
- Appunti sulle Emozioni Artificiali
- RitaliaCamp: il mio punto.
- Spunti sulla Rappresentazione del Significato
- Osservati in bagno
- Bias Linguistico Intergruppi: Il Caso Litvinenko
- Filosofia del Linguaggio: Confronto fra Due Teorie dei Nomi
- Camminava per Strada
- Pensieri Rincorsi
- Bagaglio
- ATM Milano rinnova i biglietti… davvero un miglioramento?
- Tutto quello che avreste voluto sapere sul sonno (ma avevate troppa paura di chiedere)
- Dei Simboli
- Il salto
- Lì.
- Silenzio. Silenzio.
- Lucciole o farfalle?
- SC6 – Erano vestiti di blu
- Serrature
- Chi si ferma ai dadi è solo uno sciocco
- Sofismo del Vero
-
Trova
Idee libere
3d abitudini adobe agile ajax alegria amazon ambiente amd amore anniversario apollo apple apprendimento architettura arte atm attenzione augmented-reality azioni barcamp blog blogosfera bug burocrazia bzaar bzaarcamp bzaarcamp06 cat censura chiavi cinema cirque-du-soleil cms codeusability colour comic community comunicazione conferenza copyright cpu creatività css design dialogo digg discorso disegno domus-academy douglas-adams ecmascript educazione emozione energia evento evoluzione explorer feed fermi fiducia film filosofia firefox flash flex flickr flow flux folletto follia forum foto frontiers06 game gatti giappone golem good50x70 google grafica hacker history html http identity ideo illustrator im infographics informatica information injection intel intelligenza interaction interfacce internet iphone Ipse Dixit italia java javascript javascript argilla jobs jquery koan koyaanisqatsi lavoro law lean lex libri libro limerick linguaggio linux low profile mac maison malware management manifest maps maschere mashup mehrabian memoria mente menu metalettura metodologia microsoft milano minimalism monitor montalcino morra mostra motivazione multitasking munari musica mutts naked-day network newsvine nielsen occasioni openculture openid opensource openspime organizzazione osx p2p paranormale parole pausa peer pensieri percezione perfezione photoshakr php phpgolem piublogcamp pkm png poesia postit pratchett programmazione prototype psiche psicologia python qualità racconti razzismo regolamento relazioni religione retorica risoluzione ritalia rpg rss ruby ruby-on-rails sabifoo safari scelte scienza scrivere scrum sdp semplicità sentimenti sesso siena silicon valley simboli sociale società sonno speranza spime sql ssh standard statistiche stereotipi story subtle suono surreale sviluppo svn tags teatro technology tempo things thx tutorial twitter typography università usabilità user experience verità video virtualizzazione vm wabi-sabi wallpaper web widetag widget wii wiki windows word wordpress zeitgeist zen -
Chi sono?

Solipsista atipico. Questa è forse la definizione migliore per il proprietario di questo blog, Davide Casali aka Folletto Malefico "@.
Programmatore, grafico, fotografo. Scrittore, disegnatore, creativo. Utopista, osservatore. Sbaglia come tutti, ma ama correggersi.
E' Interaction Designer & Architecture Designer, lavora in maison,the e segue alcuni progetti nel suo tempo libero.
E' laureato magistrale in Teoria e Tecnologia della Comunicazione e si interessa di psicologia sociale applicata alle tecnologie.

16 comments
Provo a pensare a come deve essere stato in cina, dove questo sistema non c'è e si và solamente di ideogrammi. O_o
Alla luce del commento di Renny, sarebbe interessante vedere come stanno affrontando il problema in Cina.
Per imparare a scrivere, in Giappone si imparano i kanji "a scaglioni": alla fine della prima elementare, per esempio, lo scopo è di imparare 61 kanji, considerati "basilari": infatti, molti dei kanji più complessi (quelli con mille righette dappertutto, come quelli che creano il titolo di questo post) sono composti di kanji più semplici combinati insieme.
Durante tutte le scuole dell'obbligo, ogni anno, aumentano il numero di kanji conosciuti. Alla fine delle scuole, se non erro, ne dovrebbero sapere più o meno 3500 - così tanti proprio perché, dopo aver imparato i primi, molti degli altri sono solo combinazioni varie. Gli altri sono "specialistici", e quindi li si impara solo se li si ha bisogno (come le "parole complicate" da noi).
Gli hiragana e i katakana vengono insegnati quasi subito nelle scuole in primis perché sono pochi e relativamente facili, e in secondo luogo perché aiutano ad insegnare ai bambini come leggere i kanji. Spesso, infatti, si vedono dei kanji con sopra dei piccoli hiragana: sono i furigana, e sono messi apposta per far capire come si legge un determinato simbolo.
Hmm, ok, sono andato un po' OT... chiedo venia :P
Sopra dicevo che "quell'uso di Hiragana e Katakana è recente", forse son stato troppo sintetico. Intendevo dire, come hai ben precisato tu, che nessuno usava i due sistemi di scrittura per comporre frasi complete prima dell'avvento dei computer, dove è per un certo periodo diventato un obbligo (vedi il NEC PC-8001).
Non era una considerazione di età storica del sistema fonetico, che invece come precisi giustamente è ben precedente. :)
grazie a Khorne per essere andato OT.
ì
Io l'ho avuto e ci sono cresciuto insieme passando poi per il game boy, il megadrive, il super nes e infine un Pentium III con16 Mb di ram.
Interessante il postulato per cui, non potendo sviluppare macchine complesse che facessero tante cose, ne hanno sviluppate tante semplici ed efficaci. MI ricorda tanto i post relativi alle bigliettatrici
:-P
Io farei pure un pensiero anche sulla loro capacità di "recupero tecnologico" visto che oggigiorno sembrano essere molto più moderni loro che noi.
Sarà che creare tante cose semplici ed efficienti al posto di una grande e complessa richiede un approccio più evoluto?
MI sa che si finisce a parlare sempre di interaction!
;-)
"ma hai gia' letto tutto"?
"si, signore... la mia funzione di lettura e' fotografica."
(Asimov, "robbie" se non ricordo male)
Questo comporta una estetica estremamente differente rispetto a quella che abbiam con l'alfabeto fonetico occidentale.
Sì i Kana risalgono al periodo Heian, ma come hanno già fatto notare Khorne ed Enui, sono sempre stati considerati una lingua di serie B.
In particolare, i katakana (che sono quelli dalle linee più rozze e quindi più facilmente riproducibili a schermo (カタカナ) sono riservati alle parole straniere (o agli STRILLI, come diceva Khorne): improbabile entrare con device simili nel mondo "enterprise", molto più semplice aggredire il mercato ludico, che ammicca comunque all'occidente, da cui (congettura) il famicon.
Babele: La diversa percezione della parola scritta in occidente e oriente è uno degli argomenti che mi ha sempre affascinato di più... non solo per la diversa velocità di lettura (che fa leva sull'utilizzo di un medium diverso), ma l'intero processo linguistico ne viene affetto: un occidentale deve combinare lettere in sequenza (lettura seriale) per associare un significato ad un grumo di simboli, un orientale sintetizza un significato a partire da simboli di significato indipendente (qualcosa di simile all'intersezione del significato, anche se non è una regola generale)
grazie a Khorne per essere andato OT.
ahah...
Il giappone e la cina continuano ad attrarmi sempre di più...