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Chi sono?

Solipsista atipico. Questa è forse la definizione migliore per il proprietario di questo blog, Davide Casali aka Folletto Malefico "@.
Programmatore, grafico, fotografo. Scrittore, disegnatore, creativo. Utopista, osservatore. Sbaglia come tutti, ma ama correggersi.
E' Interaction Designer & Architecture Designer, lavora in maison,the e segue alcuni progetti nel suo tempo libero.
E' laureato magistrale in Teoria e Tecnologia della Comunicazione e si interessa di psicologia sociale applicata alle tecnologie.
23 comments Add yours below
Concordo interamente con il tuo post. Probabilmente a volte non si ha più voglia di comunicare o semplicemente non si è soddisfatti di come lo si fa. Gli strumenti non muoiono, muore l'intensità con la quale li utilizziamo.
Condivido al 100%, questo post dovrebbe essere letto da tutti coloro che hanno un blog o che semplicemente vogliono capire cos'è un blog: uno strumento.
Come ha già famosamente detto Clay Shirky: "So forget about blogs and bloggers and blogging and focus on this -- the cost and difficulty of publishing absolutely anything, by anyone, into a global medium, just got a whole lot lower."
Però uno strumento può "morire": non in senso biologico, ovviamente, ma quando non viene più utilizzato. Il grammofono è uno strumento morto, in questo senso.
Il succo quindi non è tanto che lo strumento non possa morire, ma che in effetti lo strumento è solo la risposta ad una necessità di comunicare: strumenti passati e presenti si fonderanno sempre gli uni negli altri (McLuhan docet), ma sempre intorno a questa necessità.
Come potrei dimenticarlo? Lo ripeto quasi una volta al giorno. ;)
Il discorso che facevo non è però sull'abilitazione in sé, ma sugli effetti di quella abilitazione, che non è solo abilitante, ma abilitante e semplice: "Ho la forchetta" - la tecnologia ha abilitato in modo semplice - "ora che ne faccio?".
L'abilitazione tecnologica che mi citi da Clay è esattamente questo: se i media fossero troppo complessi (ancora la differenza fra abilitante e semplice!), rimarrebbe ancora una cosa di elite e non ci sarebbe l'Eternal September--- quindi non ne staremmo parlando. ;)
Ok, stai analizzando casi limite però, perché anche la "morte" è un concetto estremamente relativo. Cosa significa una tecnologia morta? Mi stupisco ogni volta quando vedo che tecnologie "reputate morte" in realtà godono di piena salute in contesti insospettati, in altre aree geografiche o per altri utilizzi.
In ogni caso, il punto non è tanto il concetto difficile di morte, ma quello di evoluzione!
piu' che una forchetta, e' un coltello da formaggio, dal mio piccinissimo punto di vista: ti puo' essere molto utile se sai come usarlo.
:)
Rimanendo nella metafora di xlthlx, aggiungo che il blog è stato il coltello, e poi è arrivata la forchetta e il cuchiaio e il cucchiaino e le posate da pesce, e molte altre cose verranno ancora inventate; ma il punto importante è che non si mangia più con le mani, e questo cambia anche il modo di servire in tavola, il modo di cucinare, il modo di digerire e mille altre cose che ne influenzano mille altre ancora...
Sulla questione dei troll che prima o poi arrivano mi fa pensare all'entropia :I ......
Sono curioso di capire come le logiche da mainstream "ingloberanno" i blog quando i fruitori e scrittori di blog supereranno una certa soglia.
1. s/Calcanis/Calacanis/ :)
2. Morte degli strumenti: Simbul mi ha citato McLuhan e mi sento di dover intervenire. La morte dei media è, a mio avviso, da intendersi come una provocazione. Ogni medium ricicla/reinventa/riprocessa in qualche modo e media precedenti, modificandoli nel processo, da cui la "morte" dell'incarnazione precedente: la TV non ha ucciso la radio, ma l'ha cambiata. Idem per fotografia e pittura. Idem per iPod e grammofono :P
3. Forchetta, cucchiaio, coltello da formaggio, cucchiaino da budino... o hashi?
C’è crisi ? Oppure no ? - Vittorio Pasteris 2008 07 16 at 06:17
Thx. :D
Eppure proprio oggi, parlando del libro di Timothy Ferriss, ho paventato l'ipotesi di chiudere il blog. Motivo? Non regge alla Legge di Pareto applicata ai soldi che mi entrano in tasca. Troppo spesso bloggare costa tempo e produce poco denaro.
Per quanto mi riguarda, non posso dire come andrà a finire, certo è che del costo di tenere vivo un blog si sono accorti tutti e non penso che si possa parlare di morte del blogging senza tenere a mente le variabili economiche.
Al contrario, se il blog è un dialogo... non è possibile fare alcuna considerazione economica, altrimenti è come chiedersi quale sia il ritorno economico di uscire una sera al pub, o andare ad una conferenza... ;)
Cmq hai lasciato di sfuggita una nozione importante: "blogger" è un termine che dovrebbe essere ridotto al massimo alla sua realtà tecnica: "possessore di blog". Non identifica la persona, ma un possesso. Come "automobilista". Cosa che comunque è un po' una forzatura, perché la maggior parte delle cose non ha una aggettivazione per identificare "coloro che possiedono X".
Non ho mai creduto nelle blogstar e mi sembra plausibile l'idea della loro "scomparsa ufficiale".
Con l'aumentare delle persone che aprono un blog, i "pionieri" non svolgono più la funzione di apripista e di evangelisti, molti di esse per mantenere l'attenzione sono costretti ad aumentare la qualità del tempo dedicato alla scrittura e non lo ritengono più conveniente.
Si allarga il pubblico e stiamo entrando in una nuova stagione in cui il blog non viene più "celebrato", ma diventa uno dei tanti strumenti a nostra disposizione per comunicare e per intessere relazioni.
la domanda potrebbe essere: Il tuo blog si è normalizzato o è ancora in fase primitiva. :D
In quanto alla morte delle blogstar e la fine prossima (e sperabile) della blogosfere come teatrino del blogroll dei soliti noti, beh... non piangerò di certo. Vediamo il lato positivo: alcune star saranno nel frattempo riuscite a trovarsi un lavoro vero. :))
Al contrario, non si può fare a meno di considerare come la vecchia guardia di internet, le star, non perda occasione per mettere in luce tutto il suo egocentrismo. non sono le star che non riescono a stare al passo con il nuovo che avanza, ma è il nuovo a non essere abbastanza per loro, il blogging è a parer mio nato come mezzo di comunicazione uno a molti, adesso sta diventando qualcosa di differente, un molti a molti, che dovrebbe portare a considerare come unità di analisi la blog sfera nel suo complesso e non i singoli blog.
Il ruolo informativo che era dato prima al singolo blog, è adesso dato al network. Ci sono network di informazione, network di poesia, network per ogni argomento (complottiamo, anti-complottismo, pubblicità, critica ecc). Il singolo scompare dietro alla comunità, più impercettibile di quella di forum, MUD, newsgroup, ma sempre presente. Probabilmente è questo che porta le grandi star ad abbandonare questo mezzo a favore di altri, considerano insopportabile il fatto di essere un ago in un pagliaio.
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