27
11
08

Socialmedia Mumbai, note mediatiche dell’attacco in diretta internet

03:07 Boh?

Non parlerò dell’attacco terroristico in sé, ci stanno già pensando persone e testate molto più qualificate. L’aspetto che ho avuto modo di osservare questa sera è invece quello legato ai media sociali (e non) e alla mia percezione di uso dei vari strumenti in un momento capace di scuotere a livello mondiale.

Io ho ricevuto notizia dell’evento da parte di Sara e ho seguito quindi il link su Twitter Search, notando immediatamente il flusso estremamente rapido delle news. Ho quindi aperto Wikipedia e alcune testate giornalistiche (CNN, Corriere, etc).
Ho avuto problemi a capire quando è iniziato il tutto. Curiosamente informazione mancante anche dalle maggiori testate: “news = adesso” e quindi niente orario.

Twitter si è rivelato all’altezza (grazie a Search), molto efficace e anche contestualizzabile: seguendo i due flussi, quello globale “mumbai OR bombay” e quello locale “mumbai OR bombay near:Mumbai” si aveva un interessante confronto.

Alcuni appunti sparsi:

  1. Il feed globale era molto più rumoroso, ma con continue ripetizioni. Questo significa che seppure il rumore fosse molto elevato, la continua ripetizione del segnale permetteva di seguire abbastanza bene. In pratica non c’era una informazione alla volta, ma una serie di rimbalzi della stessa informazione: non un punto, ma una riga.
  2. Il feed locale era molto più contestualizzato, più lento (ovviamente, peraltro è notte fonda in India) povero di statistiche (morti, feriti, dove, come) ma più emozionale, politicizzato (si leggevano twit come “politici e polizia troveranno un accordo ora?”) e dedicato a fornire informazioni sensoriali (”una esplosione”).
  3. Sul feed globale spesso passavano tam tam, come “serve sangue! per donare andate all’ospedale X”. Curiosamente non visibile su quello locale, quindi apparentemente falsi tanto da ottenere risposte come “per favore, questo è un momento di crisi, non facciamo partire rumors!”. Stabilirne la concretezza è comunque molto difficile.
  4. Sul feed globale apparivano anche numeri utili per informazioni, ambasciate e assistenza medica.
  5. Già presenti molte persone che pregavano per la popolazione, i feriti e i morti.
  6. Gli streaming video delle grosse testate spesso cadevano nelle continue ripetizioni o nella banalità (feed video live per minuti e minuti fermi sul Taj) per mancanza di informazioni capaci di riempire i secondi e i minuti, mentre Twitter fremeva e su Flickr continuavano ad arrivare foto (uno dei più linkati è stato Vinu).
  7. Ad un certo punto sul feed globale c’è stata una serie rilevante di persone che erano rattristate/arrabbiate per l’incendio al Taj Mahal Hotel, tanto che anche in questo caso qualcuno ha detto un messaggio tipo “non è questo il momento di pregare o preoccuparsi dell’incendio, lasciate spazio alle informazioni utili!”. Twit che mi ha fatto sorridere, ma chiara evidenza di una tendenza curiosa a preoccuparsi più dell’incendio scenografico/simbolico e meno del problema reale e dei feriti.
  8. Anche gli streaming video spesso fermi sull’incendio al Taj Mahal Hotel, seguendo la stessa naturale tendenza alla spettacolarità e amplificandola.
  9. Wikipedia ha iniziato ad aggiornarsi molto rapidamente, non estremamente esauriente ma capace di fornire già subito informazioni di contesto.
  10. Ho cercato (non intensamente, ammetto) stream video fatti da persone sul posto, ma senza successo.
  11. Cifre e numeri impossibili o quasi da determinare con stabilità sui social media (Wikipedia incluso): questi sono dati che anche i media tradizionali fanno fatica a sapere subito, si tratta sempre di elaborazione a posteriori. Interessante comunque vedere oscillare i numeri di quanti attacchi son stati fatti: si è oscillato da 7 a 12.

Alcuni aspetti più ad ampio spettro

  1. Vero e falso: come capire il grado di verità dei messaggi? Wikipedia stessa per poco tempo aveva segnalato 12 attacchi. So che “serve citare le fonti” per dare un minimo di attendibilità e lasciare calmare le acque, ma è ancora più difficile stabilirlo “presto”. Questo anche senza tirare in ballo questioni sul vero e il falso in termini assoluti.
  2. Punti di vista: io ho percepito in modo acuto stasera la distinzione fra “blog” e “giornale”, questa fittizia dicotomia che spesso viene posta forse troppo sotto i riflettori. Le grosse testate facevano un eccezionale lavoro di sintesi e validazione, un po’ in ritardo (si parla sempre di minuti, comunque) ma dando una prospettiva diversa, molto diversa, da Twitter e blog post (si, qualcuno aveva già iniziato a scriverne).
    Da un lato quindi un cognitivamente faticoso e caotico flusso di informazioni ad altissima velocità, da filtrare e da prendere con spirito estremamente critico.
    Dall’altro una informazione più validata, organizzata e panoramica, in grado di pre-digerire le informazioni in modo sintetico e funzionale.

Appunti sparsi ad avvenimento ancora non concluso, commentate liberamente.

6 comments Add yours below

1

Simbul 2008 11 27 at 11:11

Ho seguito per un po' il flusso dei twit.
Per cercare di avere un'immagine globale della cosa sono però andato sul sito della CNN. Neanche loro erano molto chiari, ma quantomeno il rapporto segnale/rumore era migliore.

Seguire in diretta i twit di un evento del genere è forse il modo migliore per rendersi conto effettivamente di cosa sia la rete globale, un canale in cui passano tanti messaggi che è fisicamente impossibile mettersi a leggerli tutti prima che diventino obsoleti.
Certo, vale per molti altri media - chi può leggere tutti i giornali del mondo? - ma raramente si può esperire questa conoscenza astratta tanto direttamente.
2

marco 2008 11 27 at 16:45

Da quello che scrivi mi pare di ravvisare la strutturazione delle notizie date dai media e l'emotività (meglio, l'onda emotiva) trasmessa dagli strumenti del blogging (meglio, del microblogging)...

mi domando se ci stiamo avvicinando a quanto avviene a livello cognitivo nell'individuo...
Le emozioni arrivano più velocemente ma la comprensione di un'esperienza arriva dopo la sua contestualizzazione e rielaborazione.
3

Folletto Malefico 2008 11 27 at 16:53

Si, l'impressione è stata quella. :)
Credo sia anche molto legato alla psicologia della persona e della folla, in un mix che si evidenzia molto bene all'interno di questo media. :)
4

nick (beatoangelico) 2008 11 27 at 17:18

Noto che sei passato un po troppo velocemente su un argomento a mio parere molto importante: la posizione temporale delle notizie.
Su quasi ogni sito 2.0 è presente una data, spesso anche un luogo, quindi è relativamente semplice riorganizzare il flusso delle informazioni da un punto di vista temporale.
Trovo che questa sia una delle mancanze maggiori delle grandi testate e, cosa piu grave, di google e altri motori di ricerca.
Non sarebbe molto difficile da standardizzare, basterebbe qualche tag riconoscibile, ma ci sarebbero problemi di spam, credo.
Che ne pensi?

Io lo vedo come un tassello mancante a rendere l'esperienza della ricerca di news su internet completa. Una sorta di aggregazione è necessaria...
5

Folletto Malefico 2008 11 27 at 17:48

Sono appunti: sono tutti trattati velocemente. ;)

Quello che dici tu è molto interessante e ci ho anche riflettuto qualche volta. Il problema principale l'hai già identificato: non puoi verificare la veridicità di una data. E' il motivo per cui Google ha difficoltà a farlo (ci prova, comunque, se guardi).
6

nick (beatoangelico) 2008 11 28 at 13:30

cercando un po ho notato questo servizio di google:
http://www.google.com/views?q=mumbai+attack+view%3Atimeline&btnGt=Search

Timeline: grossomodo quello di cui si discuteva, anche se impreciso. Dubito che ci possano essere gia notizie relative al 4000dc ;) .

Da quello che ho capito lo spider riconosce le date nelle pagine web, o almeno ci prova, e associa a quella pagina una data.Credo usi un meccanismo di rating analogo a quello delle keywords. Tuttavia manca una sorta di "tag" con la data.

In un web che sposta l'attenzione dalla presentazione dei contenuti, ai contenuti stessi, mi sembra che una qualche "standardizzazione" sia necessaria. Per le notizie, ma anche per media come video, immagini etc.
Vi è mai capitato di cercare di usare il motore di ricerca di YouTube basadovi sul tempo?E' un incubo.

IMHO un sistema di tagging analogo ai metadati gia presenti in foto e video, supportato da un qualche sistema di rating di tali metadati potrebbe funzionare.

Leave your Comment

required

required, hidden, never shared

Some HTML allowed: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Trackback this post ~ Subscribe to the comments via RSS Feed