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Chi sono?

Solipsista atipico. Questa è forse la definizione migliore per il proprietario di questo blog, Davide Casali aka Folletto Malefico "@.
Programmatore, grafico, fotografo. Scrittore, disegnatore, creativo. Utopista, osservatore. Sbaglia come tutti, ma ama correggersi.
E' Interaction Designer & Architecture Designer, lavora in maison,the e segue alcuni progetti nel suo tempo libero.
E' laureato magistrale in Teoria e Tecnologia della Comunicazione e si interessa di psicologia sociale applicata alle tecnologie.
13 comments Add yours below
Immagino che tutto ciò sia molto poco etico, ma con la ma attività ogni tanto c'è bisogno - e in tal caso, l'arte di giocare con le modalità di cui sopra è vitale :D
Per essere più precisi, la quarta (modalità) può essere ignorata, la terza (relazione) diventa sempre più "debole" man mano che si palesano i pattern impliciti dei partecipanti, la seconda (qualità) rimane un assoluto e la prima (quantità) perde di significato (asintoto?).
La domanda è: ma questo non farà tutto parte del punto 1? Se due persone si capiscono, la quantità d'informazione necessaria scende fino al bisogno d'un solo grugnìto per capirsi - ma questo non viola la regola, la riadatta semplicemente alla situazione in parola.
In certi ambiti, inoltre, il punto 2 diventa quasi un ostacolo: se -per esempio- si stesse facendo tempesta di cervelli (brainstorming), il parlare per sole certezze risulterebbe punitivo nei confronti delle mille idee che potrebbero essere esaminate e valutate per i fini desiderati.
Si torna al punto che è tutto contestualizzabile, e nella comunicazione è ben difficile fissare dei paletti inalienabili :D
(il tutto potrebbe, come sempre, essere un'infame boiata - ma bisogna pur farlo passare il tempo in ufficio...)
Uhm in teoria però che più viene condiviso, più fai uso di quelle massime, non viceversa. Quelle massime infatti si attivano in riferimento al contesto: più il contesto è ampio, più vengono sfruttate.
Es.
(relazione) diventa sempre più "debole" man mano che si palesano i pattern impliciti dei partecipanti
-> se si palesano i pattern, Relazione diventa più forte, perché ogni uso o violazione fa riferimento a un pattern che definisce la relazione.
Se puoi farmi un esempio più concreto cmq ci ragioniamo un attimo. :)
@Khorne
Esatto, come fai notare avvalora la tesi: "Passami il coso" fa riferimento al contesto, quindi utilizza una implicatura in modo molto forte: violando una massima di Modalità così platealmente fa riferimento ad una conoscenza comune che solo l'altra persona è in grado di comprendere.
E' equivalente a dire:
"Passami quell'oggetto del quale non ricordo il nome, ma che la nostra situazione attuale e conoscenza reciproca permette di individuare".
Sul discorso "brainstorming" fai attenzione però: primo perché in certi casi le regole vengono ignorate di proposito (come ad es il Principio di Cooperazione viene violato da chi sta mentendo) in altri casi - come credo sia il "brainstorming" - non le stai violando. Il contesto è ben definito, ed è quello del brainstorming, e in quanto si tratta di ipotesi hai in principio deciso cosa è "vero" e in tale contesto il concetto di "vero" è differente. :)
In generale, attenzione perché non è che si sceglie di applicarle. Le applichi, punto. E' una proprietà intrinseca del parlato, di tutto ciò che non è contenuto nel senso stretto della frase.
Mi piacerebbe una tua opinione sull'argomento che affronto (bè, in realtà, sfioro appena) in questo post: grazie, e a presto.
http://cyberluke2008.blogspot.com/2009/01/tempo-di-cambiare.html
Ciao!
Grazie per aver riportato alla luce Grice, sepolto da troppo tempo sotto i miei pensieri comuni. Grice cerca di spiegare perché e come la comunicazione funziona violando le regole stesse della comunicazione, e anche come è possibile che la comunicazione avvenga senza che siano forniti tutti gli elementi che servono per la comprensione (ovvero: se noi dovessimo inserire in ogni interazione tutti gli elementi contestuali, linguistici e le esperienze pregresse, non arriveremo mai a comunicare). Il contributo di Grice è determinante, anche se scontato a posteriori, ma d'altra parte essere scontati è facile quando si tratta di schematizzare comportamenti radicati e quindi difficilmente isolabili in fase di analisi (non inviteremmo mai un amico per un caffè con "Egregio, con la presente...", oppure se lo facciamo abbiamo un intento preciso, per esempio ironico. Applichiamo le regole senza esserne consapevoli e senza passare le giornate metacomunicando su ciò che stiamo comunicando).
Grice sistematizza, sintetizza e semplifica. Grice mi è sempre stato simpatico, sì.
Si, quello che dice Grice è una di quelle cose talmente ovvie che nessuno aveva mai pensato prima di portarle alla luce in una forma così elegante. Una di quelle teorizzazioni che mi affascinano tantissimo. :)
Non so - ma mi piacerebbe sapere - quali evoluzioni ci sian state dopo Grice: si è costruito su di lui, o vi è stata qualche controtesi o divergenza? In ogni caso ha posto fondamenta importanti.
Sta simpatico anche a me. :D
Poi ho controllato ora, Grice è passato a miglior vita nell'88, dubito che qualcuno abbia ancora avuto il tempo di mettere mano al suo testamento culturale... in caso affermativo, sarò costretta a deviargli la spina dorsale, lo so.
ps: interessante notare come su Wikipedia alla voce "further readings" sia citato tale Siobhan Chapman e sia linkato il suo... blog (http://siobhanchapman.co.uk/). Evviva la nuova generazione :D
Io adorerei avere un feed di un paio di ambiti, di cui uno è sicuramente quello della Filosofia del Linguaggio. :P