03
01
09

Massime conversazionali di Paul Grice

22:20 Writings

Mi è capitato nuovamente di imbattermi nelle Massime Conversazionali di Paul Grice, argomento che studiai per la prima volta durante il corso di Linguistica all’Università.

Paul Grice è stato un filosofo del linguaggio che mentre elaborava la pragmatica mise a punto quattro massime, affini alle categorie di kantiana origine: quantità, qualità, relazione, modalità.

Grice afferma che il significato totale di una frase è composta dal significato nudo e crudo di quello che è stato detto, più una serie di altri significati che derivano dalla scelta specifica di una certa perifrasi, rispetto ad un’altra. L’insieme di questi due fattori costituiscono il reale significato di una frase.

Il punto di partenza del ragionamento è che le persone quando dialogano lo fanno per un fine comune, ovvero soddisfano il Principio di Cooperazione: fornisci un contributo alla conversazione che sia conforme a ciò che è richiesto, nel momento in cui avviene, dallo scopo condiviso o dalla direzione dello scambio comunicativo in cui sei impegnato.
Questo ovviamente non è vero in certe situazioni in cui il parlante vuole mentire di proposito o ha altri fini. Essendo però eccezioni lasciamole un attimo da parte.

Il Principio di Cooperazione viene soddisfatto dalle quattro massime:

  1. Massima di Quantità: “Fornisci l’informazione necessaria”.
    Fai che il tuo contributo sia sufficientemente informativo per gli scopi della conversazione.
    Non essere più (o meno) informativo del necessario.
  2. Massima di Qualità: “Sii sincero”.
    Non dire ciò che ritieni essere falso.
    Non dire ciò per cui non hai prove adeguate.
  3. Massima di Relazione: “Sii pertinente”.
    Fai che il tuo contributo sia inerente alla conversazione.
  4. Massima di Modalità: “Sii chiaro”.
    Non utilizzare espressioni oscure.
    Evita ambiguità.
    Sii breve.
    Sii ordinato.

Queste Massime vengono naturalmente e implicitamente applicate da tutte le persone in modo automatico e non ci si accorge neppure che lo si sta facendo: sono profondamente radicate nella mente.

Questo significa che a partire da una frase compiuta, con un preciso significato esplicito, noi facciamo delle ipotesi addizionali che vengono veicolate dall’enunciato in rapporto al contesto in cui si sta svolgendo il discorso. Queste ipotesi sono definite implicature e assumono che 1/ il parlante stia aderendo alle Massime oppure 2/ le stia violando apertamente e chiaramente.

Le Massime di Qualità e Relazione sono quasi ovvie, facciamo qualche esempio per le altre due…

~

Massima di Quantità: in una discussione qualcuno vi dice: “Mario ha tre figli”. Una frase normale e comune alla quale siamo perfettamente abituati, ma sulla quale esistono delle implicature.

Infatti, da un punto di vista strettamente logico “Mario ha tre figli” non implica esplicitamente che “Mario ha esattamente tre figli”. Se Mario infatti avesse quattro figli, “Mario ha tre figli” sarebbe ancora matematicamente corretto.

Noi però applichiamo la Massima di Quantità: “fornisci l’informazione necessaria”. In base a questo la frase “Mario ha quattro figli” sarebbe stata più informativa di “Mario ha tre figli” (perché “quattro o più” definisce un sott’insieme più piccolo di “tre o più”), quindi significa che se “Mario ha quattro figli” fosse vero, il parlante avrebbe utilizzato questa formulazione e non la prima.

Tramite l’implicatura della Massima di Quantità capiamo quindi che “Mario ha esattamente tre figli”.

Massima di Modo: in una discussione qualcuno vi dice “Luigi è entrato in ufficio e ha risposto al telefono”.

In questo caso si applica “Sii ordinato”: l’implicatura è che l’ordine in cui sono citati gli elementi sia esattamente quello e non il contrario: “Luigi è prima entrato in ufficio e poi ha risposto al telefono”.

~

Il secondo tipo di implicatura lo si ha nel caso di violazione esplicita delle massime. Facciamo qualche esempio anche qui…

Massima di Quantità: in una discussione chiedete una opinione sulle doti di scrittore di un conoscente e vi rispondono: “Ha una bellissima calligrafia”.

In questo caso la Massima è violata perché non ci sono state fornite le informazioni per avere una buona risposta. L’implicatura ci dice quindi che la persona non ritiene il conoscente un bravo scrittore.

Massima di Qualità: siete andati in montagna con degli amici e alcuni minuti dopo che avete iniziato a fare il pic-nic inizia a diluviare. Un amico afferma: “Che splendida giornata!”.

La frase è evidentemente falsa, violando quindi la massima di qualità l’amico ha fatto dell’ironia, implicando un significato esattamente opposto.

Massima di Relazione: fate ad un amico la domanda “Come è andata poi la serata con Alice?” e questi vi risponde: “Hai visto quanto ha nevicato?”.

La frase non ha alcuna relazione con la precedente e l’implicatura ci dice quindi che è meglio cambiare discorso.

~

Non so se sia un argomento che può interessare, ma su di me la filosofia del linguaggio ha sempre esercitato un notevole fascino e quindi ho preferito prendere due appunti in merito a questa sintesi molto valida fatta da Grice.

13 comments Add yours below

1

Khorne 2009 01 05 at 13:08

È giocando su questi "aspetti sottintesi" che si riesce a giocare con le parole, togliendosi d'impiccio in situazioni spinose senza dover ricorrere a palesi bugie.
Immagino che tutto ciò sia molto poco etico, ma con la ma attività ogni tanto c'è bisogno - e in tal caso, l'arte di giocare con le modalità di cui sopra è vitale :D
2

Folletto Malefico 2009 01 05 at 14:41

Beh, è una cosa che tutti fanno, in maggiore o minore misura e con o meno coscienza. Cmq si, appena posso vedo di verificare se e quali figure retoriche rientrano in violazioni delle Massime. :)
3

Riccardo 2009 01 05 at 15:31

hm. ultimamente sto esplorando un po' nella direzione opposta, ossia dove la costruzione di un contesto / vocabolario / sistema di riferimenti comune tra due o più individui permette di prendere la scorciatoia e bypassare brutalmente le 4 massime di cui sopra.
Per essere più precisi, la quarta (modalità) può essere ignorata, la terza (relazione) diventa sempre più "debole" man mano che si palesano i pattern impliciti dei partecipanti, la seconda (qualità) rimane un assoluto e la prima (quantità) perde di significato (asintoto?).
4

Khorne 2009 01 05 at 15:49

Beh, tra gente che si conosce con cui "ci si capisce" il discorso di cui sopra penso che perda molta della sua importanza: credo sia capitato a tutti di dire a qualcuno "passami il coso" e che il recettore portasse senza indugio la cosa giusta: in certi contesti e con certi interlocutori (che possono essere similari a noi per conoscenza o professione, ad esempio) riferimenti o specifiche sono superflui.

La domanda è: ma questo non farà tutto parte del punto 1? Se due persone si capiscono, la quantità d'informazione necessaria scende fino al bisogno d'un solo grugnìto per capirsi - ma questo non viola la regola, la riadatta semplicemente alla situazione in parola.

In certi ambiti, inoltre, il punto 2 diventa quasi un ostacolo: se -per esempio- si stesse facendo tempesta di cervelli (brainstorming), il parlare per sole certezze risulterebbe punitivo nei confronti delle mille idee che potrebbero essere esaminate e valutate per i fini desiderati.

Si torna al punto che è tutto contestualizzabile, e nella comunicazione è ben difficile fissare dei paletti inalienabili :D

(il tutto potrebbe, come sempre, essere un'infame boiata - ma bisogna pur farlo passare il tempo in ufficio...)
5

Folletto Malefico 2009 01 05 at 18:57

@Riccardo
Uhm in teoria però che più viene condiviso, più fai uso di quelle massime, non viceversa. Quelle massime infatti si attivano in riferimento al contesto: più il contesto è ampio, più vengono sfruttate.

Es.
(relazione) diventa sempre più "debole" man mano che si palesano i pattern impliciti dei partecipanti
-> se si palesano i pattern, Relazione diventa più forte, perché ogni uso o violazione fa riferimento a un pattern che definisce la relazione.

Se puoi farmi un esempio più concreto cmq ci ragioniamo un attimo. :)

@Khorne
Esatto, come fai notare avvalora la tesi: "Passami il coso" fa riferimento al contesto, quindi utilizza una implicatura in modo molto forte: violando una massima di Modalità così platealmente fa riferimento ad una conoscenza comune che solo l'altra persona è in grado di comprendere.
E' equivalente a dire:
"Passami quell'oggetto del quale non ricordo il nome, ma che la nostra situazione attuale e conoscenza reciproca permette di individuare".

Sul discorso "brainstorming" fai attenzione però: primo perché in certi casi le regole vengono ignorate di proposito (come ad es il Principio di Cooperazione viene violato da chi sta mentendo) in altri casi - come credo sia il "brainstorming" - non le stai violando. Il contesto è ben definito, ed è quello del brainstorming, e in quanto si tratta di ipotesi hai in principio deciso cosa è "vero" e in tale contesto il concetto di "vero" è differente. :)

In generale, attenzione perché non è che si sceglie di applicarle. Le applichi, punto. E' una proprietà intrinseca del parlato, di tutto ciò che non è contenuto nel senso stretto della frase.
6

Luca Morandi 2009 01 07 at 10:38

Ciao Folletto, scusa l'off topic.
Mi piacerebbe una tua opinione sull'argomento che affronto (bè, in realtà, sfioro appena) in questo post: grazie, e a presto.
http://cyberluke2008.blogspot.com/2009/01/tempo-di-cambiare.html
7

Folletto Malefico 2009 01 08 at 01:19

Done, spero di averti dato buoni spunti. :)
Ciao!
8

Luca Morandi 2009 01 08 at 12:36

Grazie, sempre riflessioni interessanti, alle quali ho risposto... spero troverai il tempo di proseguire la discussione! ;)
9

Feba 2009 01 20 at 13:18

A-hem, sono in ritardo, vero? :P

Grazie per aver riportato alla luce Grice, sepolto da troppo tempo sotto i miei pensieri comuni. Grice cerca di spiegare perché e come la comunicazione funziona violando le regole stesse della comunicazione, e anche come è possibile che la comunicazione avvenga senza che siano forniti tutti gli elementi che servono per la comprensione (ovvero: se noi dovessimo inserire in ogni interazione tutti gli elementi contestuali, linguistici e le esperienze pregresse, non arriveremo mai a comunicare). Il contributo di Grice è determinante, anche se scontato a posteriori, ma d'altra parte essere scontati è facile quando si tratta di schematizzare comportamenti radicati e quindi difficilmente isolabili in fase di analisi (non inviteremmo mai un amico per un caffè con "Egregio, con la presente...", oppure se lo facciamo abbiamo un intento preciso, per esempio ironico. Applichiamo le regole senza esserne consapevoli e senza passare le giornate metacomunicando su ciò che stiamo comunicando).
Grice sistematizza, sintetizza e semplifica. Grice mi è sempre stato simpatico, sì.
10

Folletto Malefico 2009 01 21 at 02:48

Non si è mai in ritardo per un buon commento. ;)

Si, quello che dice Grice è una di quelle cose talmente ovvie che nessuno aveva mai pensato prima di portarle alla luce in una forma così elegante. Una di quelle teorizzazioni che mi affascinano tantissimo. :)

Non so - ma mi piacerebbe sapere - quali evoluzioni ci sian state dopo Grice: si è costruito su di lui, o vi è stata qualche controtesi o divergenza? In ogni caso ha posto fondamenta importanti.

Sta simpatico anche a me. :D
11

Feba 2009 01 22 at 00:55

A dire il vero non so di nessuno che abbia ampliato la teoria (nè smentita, che smentire una cosa del genere ci vuole del fegato o delle conoscenze molto in alto :P)
Poi ho controllato ora, Grice è passato a miglior vita nell'88, dubito che qualcuno abbia ancora avuto il tempo di mettere mano al suo testamento culturale... in caso affermativo, sarò costretta a deviargli la spina dorsale, lo so.

ps: interessante notare come su Wikipedia alla voce "further readings" sia citato tale Siobhan Chapman e sia linkato il suo... blog (http://siobhanchapman.co.uk/). Evviva la nuova generazione :D
12

Folletto Malefico 2009 01 22 at 14:39

Mi sono "accorto" solo ora realmente di quanto siano distanti certi campi della scienza dal "web" comunemente detto. Perché in fondo ricercatori e studi in merito sono sicuro che ci siano - a volte mi è capitato di incrociarne - semplicemente sono diffusi solo "internamente".

Io adorerei avere un feed di un paio di ambiti, di cui uno è sicuramente quello della Filosofia del Linguaggio. :P
13

Daniele 2009 01 26 at 18:48

Domani sosterrò l'esame di teoria e tecnica della comunicazione, cercando altre informazioni su Grice mi sono imbattuto in questo blog. Complimenti, non oso esprimere opinioni, non adesso almeno. Ho un buco nella testa, spero di ricordare tutto domani. Accetto suggerimenti, pare che la prima domanda è un argomento a scelta, dal quale poi avviene la mattanza. Saluti a tutti. Daniele

Leave your Comment

required

required, hidden, never shared

Some HTML allowed: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Trackback this post ~ Subscribe to the comments via RSS Feed