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Cronotipi: le persone intelligenti sono gufi?

00:46 Thoughts

Satoshi KanazawaUn altro articolo recente sul sonno del 27 giugno 2009, meno citato del precedente titola: “Why night owls are more intelligent” di Satoshi Kanazawa e Kaja Perina, ma sembra trarre conclusioni più dirette (e probabilmente difficili da accettare formulate in questo modo). Sempre l’abstract:

The origin of values and preferences is an unresolved theoretical problem in social and behavioral sciences. The Savanna–IQ Interaction Hypothesis suggests that more intelligent individuals are more likely to acquire and espouse evolutionarily novel values and preferences than less intelligent individuals, but general intelligence has no effect on the acquisition and espousal of evolutionarily familiar values and preferences. Individuals can often choose their values and preferences even in the face of genetic predisposition. One example of such choice within genetic constraint is circadian rhythms. Survey of ethnographies of traditional societies suggests that nocturnal activities were probably rare in the ancestral environment, so the Hypothesis would predict that more intelligent individuals are more likely to be nocturnal than less intelligent individuals. The analysis of the National Longitudinal Study of Adolescent Health (Add Health) confirms the prediction.

Il Dr. Satoshi Kanazawa (il suo blog su Psychology Today) è psicologo evoluzionista del dipartimento di Management alla London School of Economics and Political Science. Suggerisce in questo documento la teoria chiamata Savanna-IQ Interaction Hypotesis, che è la fusione di un suo principio, chiamato Savanna Principle (2004) e della sua interazione con il quoziente intellettivo.

Il principio della savana afferma che le ipotesi sul comportamento umano falliscono nella misura in cui le condizioni ambientali e le assunzioni fatte sono inconsistenti con ciò che esisteva nelle popolazioni primitive di umani che abitavano la savana.

Questo principio viene da lui provato nel suo paper del 2004, mostrando come due teorie che spesso falliscono (noncooperative game theory, public choice theory) e due che spesso han successo (network exchange theory, competitive price theory) rispondono a questo principio.

L’ipotesi da lui formulata nell’ultimo paper che qui cito (ma già anche nel 2008, IQ and the Healt of States) riguarda l’interazione fra quoziente intellettivo e principio della savana: l’intelligenza si sarebbe evoluta come un adattamento specifico per risolvere nuovi problemi evolutivi, quindi le persone più intelligenti dovrebbero essere in grado di rispondere meglio a problemi che non erano presenti nell’ambiente della savana.

Essendo il ritmo circadiano legato alla luce del sole ed essendo inesistente la luce artificiale per le popolazioni primitive, l’ipotesi da lui formulata – e verificata su base statistica – è che quindi le persone con maggiori differenze di ritmo circadiano rispetto al periodo del sole hanno più probabilità di avere un maggiore quoziente intellettivo.

L’argomento lo trovo molto interessante e di materiale da leggere ve ne è parecchio sul suo sito per chi fosse interessato, con molti paper come questi che spaziano dalla psicologia alla macroeconomia.

1 comment

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Khorne 2009 07 26 at 22:37

Io sono un gufo estremo, e questi articoli possono che far piacere al mio ego :asd: