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“Dove trovi il tempo di fare tutte queste cose?”

00:45 Thoughts

“Dove trovi il tempo di fare tutte queste cose?” è una domanda che mi sento rivolgere ogni tanto. Le prime volte mi lasciavano spiazzato. Tutte? Tante? Eh? Ma se faccio fatica a trovare il tempo di dormire!

Non capivo, e arraffazzonavo una risposta: “Beh non sono mica tante…”.

Perché non sono tante. Se potessi fare tutto quello che voglio fare, insomma. La percentuale è misera, a confronto. Cosa sarà? Il 20%? Il 10%?. E tutt’ora ogni tanto mi trovo immerso in attività completamente avulse da quello che “dovrei” fare ma nelle quali sono finito dentro e mi sono appassionato. Flow.

…come quella sera che per caso iTunes mi ha presentato I Do di Ilaria Graziano, colonna sonora della serie di Ghost in the Shell, con Motoko piccola che tentava di fare l’origami della gru con una mano sola e mi sono trovato sul tavolo con una spiegazione e tanti foglietti a fare origami per ore, leggiucchiando contemporaneamente la storia su Wikipedia e annessi.
Poi, d’accordo, possono venire fuori idee interessanti per farne dei packaging solo con la carta, ma è una razionalizzazione a posteriori.

“Dove trovi il tempo di fare tutte queste cose? Io non riesco a fare neppure la metà delle cose!” mi fu chiesto una volta poco tempo fa e ancora abbozzai una risposta di qualche genere, sulla linea del “Eh?” di cui sopra.
Caso volle però che poco dopo nascesse fra i presenti una discussione su una trasmissioncina televisiva insulsa che avevano dato la sera prima. Nella quale partecipò anche la persona in questione.

Al che guardai la persona e le dissi: “Credo che la discussione che stai intavolando ora ti spieghi perfettamente perché tu non riesci a trovare il tempo di fare quel che vuoi fare.”.

“Eh? Si beh ma ci vuole anche un po’ di relax, mica posso passare tutto il tempo a…”.

Lasciai perdere.

Guardare “la televisione” è il tipo peggiore di relax che uno possa concedersi. Sto generalizzando? Si, certo. Ma sbaglio davvero di molto?

E’ evidente che non sto parlando a tutti qui. Parlo solamente a chi… beh a chi vuole capire cosa sto dicendo, inutile specificare.

Il discrimine è la qualità.

Ci sono migliaia di cose da fare o da fruire in questo pianeta, in questo stato, in questa regione, in questa città, in questo quartiere, in questa casa, in questa internet.

Ora potrei smettere di scrivere (scrivere, appunto) e leggere un buon libro. Oppure tirare fuori i foglietti di carta di cui parlavo prima e fare un po’ di origami. O riprendere quella scatola di pastelli ad olio (adoro i pastelli ad olio!) e cercare un soggetto da disegnare. O estrarre quella chitarra che ho dietro la porta e provare a fare un altro giro, anche se sono talmente scarpa che non so neppure le note. Oppure potrei fare un po’ di esercizio, o mettermi a cucinare qualcosa.

Ma magari non ho voglia di fare, voglio solo rilassarmi. E allora il divano e la TV… no. Chiaramente no. Se voglio rilassarmi piuttosto spengo la luce, apro la finestra, prendo un dito di limoncello e guardo triangolo di cielo che si vede da qui. O la città sonnecchiante. O vado direttamente a dormire. O magari faccio un po’ di meditazione.

Non è neppure escluso che abbia solamente stanchezza mentale ma non fisica, e allora trovo personalmente che non ci sia niente di meglio che pulire e sistemare l’ambiente che mi circonda. Prima ho pulito il mouse, per quanto stupido possa sembrare però l’ho fatto senza fretta, ringraziandolo per gli anni che mi sta servendo fedelmente. Lavare i piatti se riesco a farlo senza fretta mi rilassa, ad esempio.

Si tratta di qualità.

La qualità è anche nel tipo di riposo e di relax che si sceglie.

Ben lontano dall’essere perfetto io stesso, non è affatto raro che ogni tanto mi perda dietro a video idioti su YouTube piuttosto che giochini perditempo, o navigazione pigra su Facebook, DeviantArt o i forum. Quello è tempo rubato: non mi rilasso, né faccio cose. Ma almeno ci provo.

8 comments

1

Simbul 2009 07 28 at 08:22

Spesso mi sono trovato a fare pensieri simili - pur se da un punto di vista completamente diverso.
La mia conclusione però è un'altra: non ha grande importanza il cosa si fa, ma il come lo si considera. Passare una serata davanti alla ty non è tempo buttato, se non lo etichetti tu stesso come tale. Se però passi tutta la settimana successiva col rimorso del tempo sprecato davanti alla tv, allora si che è un problema.
Dopotutto non credo si possa affermare che esistono attività giuste o sbagliate: semplicemente possono essere o meno adatte a una persona ed un momento.
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Folletto Malefico 2009 07 28 at 09:09

Non ho parlato di giusto o sbagliato, ma di qualità. :)

Se per qualcuno non è un problema passare la sua vita davanti alla televisione, beh, probabilmente non stavo parlando con lui nel post qui. Lascio perdere.

Il mondo è pieno di persone che non intendono migliorarsi. :)
3

Simbul 2009 07 28 at 11:21

Beh, quello che intendo è che probabilmente non ne hanno neanche bisogno ;)
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sparidinchiostro 2009 07 30 at 13:10

Fol,
quando parli di qualità e di miglioramento, implicitamente ti riferisci a cose/azioni migliori (più buone) di altre. Quindi parli di giusto e sbagliato.
Dopo millenni di glorioso teorizzare sull'ozio (e sull'ozio creativo) l'essere umano potrebbe starsene felicemente acciambellato in quello che non fa.
Dove trovi il tempo per non fare tutte quelle cose?
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Folletto Malefico 2009 07 30 at 14:20

Si, mi riferisco a qualità, a cose e azioni migliori, ma non significa parlare di giusto e sbagliato.

Perchè?

Perché per quanto io affermi che esiste qualcosa di migliore o di peggiore, il punto è che non c'è un giudizio su questo (giusto-sbagliato), ma una scelta. Giudizio e scelta sono cose molto differenti, per quanto spesso confuse.

Il giudizio è una questione morale, personale, sociale. E' una relazione intima.
La qualità è funzionale. E' una relazione esterna.

Poi, è chiaro: questa scelta diventa giusta o sbagliata nel momento in cui decidi di giocare a quel gioco. Il tema che affronto qui è proprio la scelta di giocare a quel gioco... oppure no. "Lascio perdere": non ha scopo affrontare l'argomento, se non è questo il gioco che ti attira, il gioco che vuoi giocare. E giocare ha un costo, una posta. Come qualunque cosa.

In altri termini: se qualcuno mi fa quella domanda, con una forma di invidia o ammirazione o desiderio. La mia risposta è, di fatto: vuoi giocare a quel gioco, oppure no? Il gioco è quello della qualità. E' una tua scelta.

E come diceva Simbul sopra: se valuti "sbagliata" la tua scelta, allora diventa un problema. ;)

L'antidomanda che fai, non sussiste. :)
6

al 2009 08 13 at 08:09

sai che è un evento raro che io posti qualcosa da qualche parte, forse perché non rientra nel mio concetto di tempo speso con qualità, ma questa volta è divertente.

sono d'accordo con quanto dici, farei solo una postilla: il problema della qualità è, come anche tu affermi, legato a un fattore soggettivo. Ognuno decide quale sia il significato di questo termine e di conseguenza tagga azioni o passatempi secondo questo parametro.

Il problema di chi chiede "come fai a fare tutte queste cose" secondo me è solo questo: definire la propria scala di qualità e non confrontarsi con quella degli altri. Fare non tanto o poco, ma con la giusta soddisfazione.

e poi dormire poco ;)
7

Folletto Malefico 2009 08 13 at 12:54

Precisamente. :)

Eh sul dormire poco mi piacerebbe che il mio fisico fosse in grado. :P
8

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