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5×15 in Tokyo: il nostro viaggio in giappone in un libro

16:00 Projects

5x15 in Tokyo - Book Cover

Sono passati 2 anni dall’agosto del 2007, quando io, Chiara, Alessandro, Marco e Federica abbiamo trascorso due settimane in Giappone, fra Tokyo, Kyoto e Osaka. Questo è il tempo che abbiamo impiegato per organizzare, trovarci, scegliere, decidere, scrivere, correggere, riscrivere, impaginare e reimpaginare il fotodiario di viaggio che ci eravamo prefissati di fare.

Ai tempi avevo fatto solamente tre post: 5, 11 e 14 agosto. Un po’ poco.

Oggi il gruppo dei cinque viaggiatori pubblica “5×15 in Tokyo”, un diario ricco di foto, curiosità e informazioni, lungo 116 pagine.

L’idea

L’idea del libro è venuta qualche tempo prima del viaggio. Stavo pensando ad un modo più carino delle foto di viaggio con serate obbligatorie ad amici e parenti per raccontare il nostro viaggio. Stavo anche pensando ad un modo per rendere il ricordo di questa esperienza più vivo, in modo da sollevare quel velo di nostalgia una volta recuperato il materiale.
In fondo non è difficile ricordare il viaggio, ma i dettagli: le cose più belle sono le sfumature, i dettagli, le emozioni, le curiosità. Tutte cose che ancora una volta il tempo tende a fare dimenticare, ma che la scrittura è in grado di esaltare.

Fare un blog? Nah, banale e poi è qualcosa che in molti fanno. E sinceramente non volevo fare un altro progetto web. Insomma, lo so già fare, quale sarebbe la sfida?

Così ho pensato al libro. E’ qualcosa di fruibile anche in digitale con un bel PDF e soprattutto ormai chiunque può stamparlo, grazie a Lulu.com e Blurb.com. Con una ottima qualità.

Il diario da solo però annoia. Quindi foto. Tante foto. E naturalmente un buon design.

E magari, visto che è una cosa utile, aggiungere una bella sezione in fondo con tutte le informazioni utili a chi volesse fare un viaggio simile, dai passaporti ai trasformatori, dal cambio della valuta ai biglietti del metro.

La sfida? Farlo. Banale vero?

La stesura

Prima di tutto servono i contenuti. Così, ci siamo attrezzati tutti di moleskine, block notes, appunti e foglietti volanti. Ognuno ha scelto il suo preferito e c’è stato anche qualcuno che copiava, come a scuola: “Cosa hai scritto su ieri?”.

E’ più pratico rispetto ad un blog secondo me, perché di fatto puoi scrivere ovunque… anche se magari con qualche dispositivo mobile connesso sarebbe diverso.
Personalmente ha contribuito a rendere un po’ più profonda l’esperienza, perché ogni tanto tiravo fuori la moleskine e prendevo due appunti o scrivevo un paragrafo. Proprio in quel momento, mentre guardavo fuori dal finestrino che mi portava dall’aeroporto di Narita a Tokyo. O la sera, seduto sul tatami.

Scrivere mi aiuta a vedere meglio.

Il design

Per il layout del libro inizialmente ho pensato ad un formato orizzontale, dedicato ad una particolare valorizzazione delle foto.
Purtroppo Lulu.com non aveva un formato adatto.
Purtroppo me ne sono accorto a metà impaginazione.
Un formato interessante e bello presente su Lulu è quello quadrato, 21,59×21,59 cm, anche perché ho pensato non so per quale preciso motivo che facesse più “giappone” un formato non troppo standard.

5x15 in Tokyo - Book grid

Su una griglia a tre colonne ho pensato di immaginare un ideale flusso verticale e così nella parte del libro dedicata al diario ho messo sulla parte sinistra della pagina i testi mentre sulla parte destra le foto.
In questo modo è possibile sfogliare il libro tenendo lo sguardo solo sulla parte destra per guardare le foto, oppure aprirlo completamente e soffermarsi a leggere il testo sulla parte sinistra, che è anche comodo perché potete sdraiarvi di lato mentre leggete appoggiando il libro su un lato senza dover cambiare posizione.
Son dettagli forse, ma ritengo che comunque qualcuno possa apprezzarli.

5x15 in Tokyo - Book (page column)

La palette dei colori è bianco/rosso/nero, in modo da riprendere il bianco e rosso dalla bandiera nipponica e utilizzare il nero come base di contrasto per le fotografie.

I font utilizzati sono Insigna LT Std per i titoli ed Helvetica Neue per i testi. Insigna è un carattere curioso perché ha un look orientale senza però spingersi eccessivamente nel kitsch.
Per i kanji presenti sulle pagine è stato invece utilizzato il font Hiragino Kaku Gothic Std. Non avendo molte conoscenze nella tipografia giapponese spero sia un font azzeccato, ad occhio mi sembrava legasse bene con l’Helvetica e solo poi ho letto che qualcuno lo considera l’“Helvetica del giappone”. Chissà. E’ comunque un font standard di Mac OS X.

5x15 in Tokyo - Book typography

Il libro

La stampa su Lulu.com è andata al di sopra delle mie aspettative: sembra un libro uscito da una casa editrice tradizionale ad un primo sguardo ed alcune copie sono a mio avviso indistinguibili.
In altri casi i tagli delle pagine (margini, centratura della copertina, rilegatura) hanno alcune sbavature, che però a mio avviso per il servizio offerto credo rientri in margini accettabili.

Un consiglio sicuramente posso darlo: inizialmente la descrizione delle foto l’avevamo messa a bordo pagina, abbiamo dovuto spostarla più centrata perché il taglio delle pagine è imprevedibile, a volte oscilla anche di 1.5cm fra una copia e l’altra e di circa 8mm all’interno della stessa copia. Quindi: a bleed mettete solamente foto, immagini e in generale contenuti estetici che sono progettati per essere tagliati. Nessun elemento importante.

Come poterlo avere

Noi non vogliamo comunque obbligarvi a comprare il libro: per quanto sia bello, magari non a tutti va di spendere 25 euro per acquistare 5×15 su Lulu (disclaimer: ci guadagnamo 62 cent per arrotondare la cifra a 25 euro, non è evidentemente a scopo di lucro). O magari volete solo essere sicuri che vi interessi. O magari volete solo leggere l’ultima parte per avere informazioni utili sul viaggio. Quindi?

Avete due possibilità:

Ringraziamenti

I ringraziamenti maggiori vanno ai miei compagni di viaggio: Alessandro, Chiara, Federica e Marco.
Grazie anche ad Andrea e Giulio per avermi fatto venire alcune idee sulla grafica.
Grazie a tutti coloro che in questi due anni mi han detto “Un libro sul giappone? Bello! Voglio leggerlo!”.

20 comments Add yours below

1

Gian 2009 08 21 at 15:27

Finalmente! Vado subito a fare un pò di spam :D
Sembra veramente venuto bene.
2

Matteo 2009 08 21 at 20:39

Bravo Davide... Ottimo lavoro.
La palette è una palette di sicurezza, col bianco-rosso-nero non si sbaglia mai, ma il formato e la griglia sono azzeccati, così come il font e la scelta di usare i "segnalini" per i nomi. Bello.
Mi puoi dare qualche dritta su come hai fatto i "segnalini". E' un'idea che prima o poi ti vorrei rubare. ;)
Teo
3

SW 2009 08 22 at 09:38

ho cominciato a leggere la versione pdf. molto carino e interessante.
interessante anche il mini report sulla progettazione e realizzazione.
;)
4

Folletto Malefico 2009 08 22 at 19:18

Prima di tutto grazie a tutti, è un piacere vedere che l'idea sia d'interesse. :)
Spero davvero non sia troppo autoreferenziale. :)

L'idea del segnalino mi è venuta ripensando a certi "badge" verticali che rientrano nell'immaginario orientale (anche la copertina, in effetti), un po' come quelli appesi nella prima foto del giorno 3.
Inizialmente mi sembravano un po' kitch, poi è stato proprio Giulio che citavo sopra a dirmi "va che sono una buona idea, mettili!".

La composizione alla fine è semplice e il katakana utilizzato è quello della prima sillaba del nome: "a", "ki", "da", "ma", con il mio problematico perché non appartiene ai segni base ma a quelli "modificati" (non ricordo il termine) e quello di Federica ancora peggio perché "fe" sono due simboli.

L'idea è libera più del by-nc-sa del libro: fanne liberamente l'uso che preferisci. E' un onore. ;)
5

Ibridazioni | 5X15 in Tokyo (un pò di spam) 2009 08 24 at 07:56

[...] segnalo 5×15 in Tokyo un resoconto di viaggio in Giappone di alcuni [...]
6

Mauro "Kilamdil" Monti 2009 08 24 at 09:32

Veramente bello!
Invidia per la voglia e la realizzazione... un motivo in piu per fare almeno una vacanza con voi! ^_^
7

Firvulag 2009 08 24 at 13:50

Bella proposta e graficamente valida.. Secondo me non andrebbero messi gli smile nei commenti sono certamente in tema e comprensibili per gli "amici del forum" o per chiunque navighi ma per tutti gli altri :D è semplicemente un "due pounti e una d maiuscola" che non si riesce ad interpretare ;)
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Folletto Malefico 2009 08 24 at 14:12

Vero. :)

Inizialmente anche noi eravamo in dubbio se lasciarli, in realtà abbiamo preso una non-decisione, nel senso che nel dubbio sono rimasti fino all'edizione finale. :)
9

Simbul 2009 08 24 at 17:26

Beh, diciamo che una buona fetta del nostro "target" di lettori è sicuramente in grado di interpretare gli smilies. Questo secondo me già giustifica la non-decisione che (non) abbiamo preso :D

E poi chissà, magari siamo precursori del modo in cui si scriveranno libri tra 10 anni ;)
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David Orban 2009 08 24 at 20:39

Bellissimo!

Ho usato anch'io la stampa online dei libri con Blurb, qualche anno fa per un regalo per mia figlia Giordana:
http://www.davidorban.com/2007/01/il_tuo_libro_il/it/

Mi piace molto l'impaginazione del libro.
Che software su Mac avete usato?
Vi siete trovati bene alla fine?
Per un secondo progetto usereste lo stesso?
11

Folletto Malefico 2009 08 24 at 21:09

Il software è Adobe InDesign, in effetti mi son scordato di riportarlo. E' stata la mia prima impaginazione impegnativa che ho realizzato con questo software.
Alcuni inserti di grafica, come il Nohohon Zoku della copertira, sono invece in Illustrator e le fotografie sono state elaborate da Cat con Photoshop e Lightroom.

Lo strumento è molto potente, anche se avendo le basi di logica del CSS avrei preferito una maggiore flessibilità degli stili, in modo da non dover replicare a mano modifiche identiche in identici blocchi funzionali. Magari c'è il modo di automatizzarlo, ma non l'ho trovato.

Questa però è di fatto l'unico "difetto", anche se sicuramente c'è da citare la difficoltà è elevata che può spaventare all'inizio: per l'uso che ne faccio io praticamente lo schermo 15" è pieno di palette aperte (se ne usano veramente molte rispetto a Photoshop, Illustrator e compagnia) mentre uso il 20" per l'impaginato.

Ho anche provato la funzionalità di sincronizzazione con un file XML esterno per i contenuti, ma l'ho trovata molto grezza e restrittiva. Questo mi sarebbe servito di più per Mo.De. (anch'esso impaginato con InDesign).

Ho una domanda anche io: Blurb com'è come qualità? Mi sa che prima o poi testerò anche loro... se supera Lulu come taglio dei bordi, potrebbe raggiungere quasi la perfezione. :)
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David Orban 2009 08 26 at 00:35

Blurb l'ho trovato di qualità elevatissima. Sicuramente le decine di copie che ho stampato del libro di giordana non avevano *assolutamente* alcuna variazione di taglio!

Un difetto non del servizio ma del modello di business quando l'ho utilizzato io era che richiedeva l'utilizzo del loro uploader che quindi "chiudeva" il libro e non potevi poi stamparlo anche con altri senza rifare l'impaginazione.

Magari adesso hanno cambiato, un po' come Apple è passata all'mp3 e come Amazon *dovrà* passare ad un formato aperto per gli ebook...
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Khorne 2009 08 26 at 11:45

Sempre detto che siete troppo fighi :D

Io son dieci anni che dico che mi piacerebbe scrivere un libro e non ho mai fatto una mazza, voi andate in vacanza e lo fate in maniera estremamente TRU: siete talmente avanti che se vi guardate indietro vedete il futuro :P

P.s.: i caratteri "modificati" (che, se non ho capito male, sono in pratica i katakana che hanno come aggiunta trattini in alto a sx, per cambiare la consonante - per esempio, da T a D) sono classificati come normali katakana, che io sappia non hanno un nome particolare :)
Se a te risulta diverso do un'occhiata nei libri di testo che mi barcollano in casa, semmai :D
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Folletto Malefico 2009 08 26 at 13:43

Grazie. :D

Si, mi pareva avessero un nome, o se non loro nel complesso almeno il tipo di "particella" che si aggiunge. Si beh, butta un occhio se ti capita. :)
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Simbul 2009 08 26 at 14:40

Le particelle si chiamano dakuten (i trattini) e handakuten (il pallino).
In effetti non so se esista un modo specifico per chiamare i caratteri modificati, però.
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Folletto Malefico 2009 08 27 at 00:06

Credo sia giusto quello, grazie. :)
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Davide 2009 09 11 at 19:21

Ciao,

sono un appassionato di lingua e cultura giapponese, e ho sfogliato volentieri il vostro libro. Interessante e soprattutto bello, tra foto ed impaginazione.

Tra l'altro anche il tuo tema di WP mi ispira molto, e dato che sto personalizzando il mio spero non ti scocci se ti rubo qualche idea qua e la! (dopo i complimenti, era logico aspettarsi qualcosa di simile :D )

A presto!
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Folletto Malefico 2009 09 11 at 20:12

Nessun problema, figurati. :)
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francesco 2009 09 28 at 08:06

credo che la scelta del quadrato abbia a che vedere con la sezione aurea del segmento, ovvero con la sua assenza nell' arechitettura asiatica.
20

Folletto Malefico 2009 09 28 at 09:04

Interessante, non lo sapevo. Si, beh, potrebbe essere. :)

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