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Le origini: perché abbiamo un tag <img>?

12:09 Technocracy

Mi è capitato ieri di leggere un bellissimo passaggio di ricerca storica – seppure storia recente – di Mark Pilgrim. Lui è andato infatti a ripescare la discussione originale, che risale al 1993, di quando si stava discutendo dell’HTML, HTTP e di come costruire un browser.

Erano i tempi di HTTP 0.9, con l’HTML che era intorno alla versione 1.0 (punto più, punto meno). Tutte le tecnologie che oggi sono date per assunto, ovvie e normali, allora erano ancora in forse, stavano ancora prendendo forma.

Il 25 febbraio del 1993, Marc Andreessen (X Mosaic) scrisse:

I’d like to propose a new, optional HTML tag:

<IMG SRC="file://foobar.com/foo/bar/blargh.xbm">

E a seguire vennero fatte una serie di proposte: <icon>, <include>, <a> (con capacità di embed), <aud> (ricorda “audio” a qualcuno?)… alla discussione partecipano anche certi noti come Tim Berners-Lee.

Finchè, il 12 marzo 1993, Marc torna sull’argomento e annuncia:

Back to the inlined image thread again — I’m getting close to releasing Mosaic v0.10, which will support inlined GIF and XBM images/bitmaps, as mentioned previously.

[...]

We’re not prepared to support INCLUDE/EMBED at this point. … So we’re probably going to go with <IMG SRC="url"> (not ICON, since not all inlined images can be meaningfully called icons). For the time being, inlined images won’t be explicitly content-type’d; down the road, we plan to support that (along with the general adaptation of MIME). Actually, the image reading routines we’re currently using figure out the image format on the fly, so the filename extension won’t even be significant.

E qui, più o meno, il gioco è fatto: Marc ha incluso in quello che poi sarà Netscape Navigator il tag <img>. Di tutte le proposte fatte, quella che ha vinto è stata quella implementata prima.

Io però sottolineerei anche una cosa. E’ vero, è stata quella implementata prima e di per sé è un enorme vantaggio. Ma non avrebbe funzionato se non fosse stata anche semplice. Si parlava di mime-types possibili, di generalizzazioni, di astrazioni. Ma la forza di un semplice “img” e di un url è stata impossibile da superare come intuitività, brevità e chiarezza.

Vi consiglio di leggere tutto l’articolo se volete scavare un po’ nel passato e buttare un occhio su come sono nate certe tecnologie. ;)

La riflessione io la ritengo particolarmente interessante perché spesso – troppo spesso – ci si concentra su cosa è successo all’inizio, ma si prende come “inizio” il momento in cui tutto è emerso. Ma la parte più bella, quella più interessante perché evidenziante le difficoltà e i colpi di fortuna e del caso, è quella che viene appena prima. Magari quel singolo messaggio apparso per caso, ma che ha generato una risposta, quella giusta. O quell’incontro per caso al bar.

Troppo spesso si ignorano le complesse dinamiche che portano a queste nascite. Non complesse perché difficili, ma complesse perché un insieme di apparenti casualità o sfumature che si intrecciano.

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Jacopo 2009 11 05 at 13:24

Grazie per questa interessante immersione nel passato...

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