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Social Interaction Design, la lezione allo IULM

00:52 Technocracy

Venerdì scorso, prima della sessione al World Usability Day 2009, ho tenuto una lezione di due ore al corso del SocialMediaLab in IULM. La sfida era interessante perché un po’ differente dal dover affrontare un pubblico di persone già – in una certa misura – esperte ed era differente dalla scorsa lezione in Cattolica visto il tempo e il differente taglio richiesto.

Per certi versi ero anche più motivato, perché comunque a me piace insegnare e quindi poter raccontare un aspetto del mio lavoro – e delle mie passioni – a dei ragazzi non poteva che essere due volte più interessante.

Ho guardato sul sito un po’ anche le altre presentazioni e ho capito che potevo spaziare un attimo oltre ad un taglio verticale su Motivational Design, così ho strutturato la lezione in 4 passaggi:

  1. Mindset: in altri termini quali sono alcuni atteggiamenti mentali che ritengo importanti. Non ho cercato di essere esauriente, ma piuttosto ho provato a dare un taglio più su quelle cose che “normalmente non vi vengono dette” e invece sono a mio avviso importanti… e non solo come professionisti.
  2. Theory: sostanzialmente Motivational Design, con un po’ di spiegazione, un po’ di esempi e alcune note sulla progettazione.
  3. Go deeper: qui ho voluto evidenziare la differenza sensibile di prospettiva che si ottiene provando qualcosa e su quale sia secondo me il reale significato di “provare“. Questo è anche uno spunto di discussione interessante, se volete aggiungere qualcosa.
  4. Practice: metodo. Perché ritengo che il metodo sia una delle cose più importanti per portare a casa progetti, idee e lavori. Tutti abbiamo un metodo, anche se pensiamo di non averlo in realtà è semplicemente qualcosa che abbiamo sempre fatto e assimilato dall’ambiente. Avere chiaro che esiste e quanto sia importante per me è un elemento chiave. E poi si combinava bene con la lezione appena dopo di Fullo che parlava di project management.

In più vi sono stati due temi che ho toccato più volte, uno in modo esplicito, ovvero il concetto di fail fast, uno in modo implicito, ovvero l’importanza della semplicità, con la quale ho anche reso onore a Bruno Munari in chiusura.

Curioso a dirsi, dopo la pubblicazione di sabato le slide sono state anche selezionate come “Featured: We thank you for this terrific presentation” su SlideShare: tutt’ora è ancora in prima pagina. Cosa che nel suo piccolo mi ha dato una certa soddisfazione. ;)

1 comment Add yours below

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simo 2009 12 04 at 12:46

complimenti, mix meraviglioso e conflittuale tra tutti i piccoli universi che si toccano e si influenzano tutti i giorni nel nostro mestiere di designers ibridi (come anche nel seo tra l'altro). Spero che la lezione ti sia andata bene. (tu una volta mi hai prestato il MAC!)

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