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	<title>The Old Intense Minimalism &#187; apprendimento</title>
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		<title>Serendipity Learning</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Nov 2006 10:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thoughts]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Un breve passo indietro. Io distinguo due fasi di acquisizione di conoscenza: Conoscenza informativa (o conoscere), ovvero il conoscere relazionato all&#8217;apprendimento mnemonico-razionale di qualcosa. Conoscenza manipolativa (o saper fare), ovvero il conoscere reale e concreto del soggetto di studio, ad un livello biologico-intuitivo. Per fare qualche esempio pratico: conosco il risultato di 11&#215;11, ma so [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un breve passo indietro. Io distinguo due fasi di acquisizione di conoscenza:</p>
<ol>
<li><strong>Conoscenza informativa</strong> (o <strong>conoscere</strong>), ovvero il conoscere relazionato all&#8217;apprendimento mnemonico-razionale di qualcosa.</li>
<li><strong>Conoscenza manipolativa</strong> (o <strong>saper fare</strong>), ovvero il conoscere reale e concreto del soggetto di studio, ad un livello biologico-intuitivo.</li>
</ol>
<p>Per fare qualche esempio pratico: <em>conosco</em> il risultato di 11&#215;11, ma <em>so</em> che è 121 soltanto quando non devo pensare per risolvere il calcolo né devo farlo per scomporlo, e quando immediatamente dire 121 mi ricorda 11&#215;11.<br />
Analogamente, una cosa è <em>conoscere</em> come si cammina, ovvero il processo di posizionare un piede davanti all&#8217;altro con un ritmo, un&#8217;altra è <em>saperlo</em> fare, con tutta l&#8217;immensa complessità nascosta in questo processo, bilanciamento,  orientamento e soprattutto automazione: non dobbiamo ricordarci di farlo, è automatico.<br />
Se volete un esempio forse più facile da ricordare è l&#8217;apprendere come si guida. <em>Conoscere</em> quale pedale fa cosa non vi aiuta molto quando salite per la prima volta su una macchina. Analogamente, se chiedete a un guidatore di lunga data qual è il pedale dell&#8217;acceleratore è abbastanza probabile che non ve lo sappia dire. Eppure, <em>sa</em> guidare.</p>
<p>L&#8217;<strong>apprendipento per serendipità</strong> (<a title="Wikipedia: Serendipity" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Serendipity">serendipity</a> learning) è un processo di acquisizione dell&#8217;informazione focalizzato sul secondo tipo di conoscenza ignorando il primo quasi totalmente.</p>
<p>Questo tipo di apprendimento favorisce il collegamento di idee e il processo di sintesi automatico del cervello: si tratta di <strong>acquisire in modo correlato ma libero tutta una serie di informazioni, in quantità maggiore possibile</strong>. Questo significa non fermarsi mai &#8211; salvo interesse specifico &#8211; sui singoli particolari ma continuare a scorrere le informazioni (leggere, ascoltare, vedere&#8230;) seguendo l&#8217;associazione logica degli elementi fra di loro.</p>
<p>Alcune precisazioni sulla memoria:</p>
<ol>
<li>Il nostro cervello è in grado di acquisire una mole notevolissima di informazioni, anche se non a livello cosciente. La memorizzazione avviene in tre fasi: codifica, immagazzinamento e recupero (<a title="Wikipedia: Memory" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Memory">encoding, storage, recall</a>) Il nostro cervello per la precisione è in grado di <strong>assimilare un numero potenzialmente infinito di nozioni: il problema è ricordarsele</strong>.</li>
<li>Il cosiddetto <strong>cued recall</strong> (recupero con indizio) è una delle modalità di recupero mnemonico con il più alto livello di successo. Di fatto, si tratta di fornire un indizio legato al ricordo: in questo modo sarà più facile recuperarlo.</li>
<li><strong>Non tutti sono interessati dalle stesse cose</strong>. L&#8217;interesse è un fattore (come gli stati emotivi ad esempio) che altera la memorizzazione delle nozioni, in positivo. Se qualcosa ci ha interessato, più facilmente lo ricorderemo.</li>
</ol>
<p>In riferimento ai punti di cui sopra, perché funziona?</p>
<ol>
<li>Noi memorizziamo tutto, motivo per cui è importante scorrere più informazioni possibile (leggere, ascoltare, vedere, &#8230;).</li>
<li>Più scorriamo informazioni, più abbiamo interconnessioni fra i vari elementi di quello che stiamo leggendo. E quindi, più indizi abbiamo per ricordare qualcosa.</li>
<li>Più scorriamo informazioni, più aumenta la probabilità di trovare una nozione interessante, che magari si associa a un ricordo che già abbiamo.</li>
</ol>
<p>In questo modo, si è aumentata non solamente la <strong>probabilità</strong> di ricordare qualcosa, ma anche la <strong>quantità</strong> di nozioni ricordabili. Peraltro, si è evitato quasi completamente il passaggio, noioso e ripetitivo, della memorizzazione.</p>
<p>Lo scorrere le informazioni non deve però essere un processo strettamente passivo, altrimenti è evidente che si perdono tutti i punti di vantaggio. E&#8217; importante, se non critico, farsi un <strong>panorama generale della questione</strong> e una idea di come tutto quello che si sta leggendo è interconnesso, a grandi linee. Questo dopo un po&#8217; succede naturalmente, anche se magari inizialmente dovrà essere fatto esplicitamente in pause fra una lettura e l&#8217;altra.</p>
<p>Peraltro, vorrei fare notare come vi siano notevoli affinità nel caso della lettura con il <strong>photoreading</strong>, per chi ne conoscesse le nozioni (<a title="Amazon: Photoreading, whole mind system" href="http://www.amazon.com/Photoreading-Whole-Mind-System/dp/0925480533">&#8220;Photoreading, whole mind system&#8221;</a> di Scheele). La differenza è che il photoreading è un metodo di lettura (specifico per la lettura e pragmatico) mentre l&#8217;apprendimento per serendipità è una teoria (indipendente dal media e comprendente la conoscenza in generale).</p>
<p>Questo funziona bene anche con <strong>eventi distanziati nel tempo</strong>. Se in un periodo vi interessate di qualcosa e mesi dopo torna fuori un indizio legato ad un ricordo, facilmente questo si aggancerà alle conoscenze pregresse. In questo modo pian piano si formerà un puzzle che, naturalmente, tenderà a comporsi da solo. Questo processo lo cito come <em>&#8220;buttare tutto nel calderone&#8221;</em>, con la strega a fianco che mescola bene la pozione: appena arriva l&#8217;ingrediente giusto, naturalmente arrivano anche idee interessanti.</p>
<p>Tutto questo deriva credo direttamente dalla mia esperienza personale: sono un <strong>lettore molto veloce</strong>, sono dotato di una capacità di <strong>sintesi notevole</strong> e ho sempre <strong>odiato imparare nozioni a memoria</strong> in quanto nessuno delle decine di insegnanti che ho avuto mi ha mai spiegato perché (ora lo so). Per questi motivi non ho modo di estendere questa teoria.</p>
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