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	<title>The Old Intense Minimalism &#187; copyright</title>
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		<title>&#8220;Is Hollywood a Shit Factory? The Cause and The Cure&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 22:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poco fa Cat mi ha citato questo blog che riporta alcune citazioni dall&#8217;articolo di uno degli autori che ha scioperato in questo periodo in america contro gli studios. Il problema non mi è chiaro in dettaglio ed è per alcuni aspetti controverso, comunque per quanto ho capito gli studios stanno trovando modi artistici per evitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poco fa <a href="http://www.d-halide.net/blog/" title="Digital Halide Blog by Eclectic Cat">Cat</a> mi ha citato questo <a href="http://aphotoeditor.com/2007/12/04/copyright-and-movies/" title="A Photo Editor - Copyright and Movies">blog</a> che riporta alcune citazioni dall&#8217;articolo di uno degli autori che ha scioperato in questo periodo in america contro gli studios. Il problema non mi è chiaro in dettaglio ed è per alcuni aspetti controverso, comunque per quanto ho capito gli studios stanno trovando modi artistici per evitare di pagare gli autori, che pur avendo ceduto i diritti del loro lavoro sono rimborsati da una percentuale detta <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Residual_(entertainment_industry)" title="Wikipedia: residual">residual</a>.</p>
<p>L&#8217;articolo è intitolato <a href="http://www.triggerstreet.com/gyrobase/TriggerDigest?oid=oid%3A1263203">&#8220;Is Hollywood a Shit Factory? The Cause and The Cure&#8221;</a> e potrebbe quasi finire qui, se non fosse che nasce da chiedersi quali sian le cause e la cura&#8230;</p>
<p>In definitiva, volete sapere perché &#8216;recentemente&#8217; la media dei film è così&#8230; beh&#8230; merda?</p>
<blockquote><p>[...] once we turn in our scripts, <strong>the studios can do whatever they want to them</strong> [<em>n.d.r. perché han ceduto il copyright</em>]. On an overwhelming preponderance of projects, they bring in a new writer to give our scripts an overhaul, directing this second hired-gun to focus on specific elements. [...]</p></blockquote>
<blockquote><p><strong>The problem is the system</strong>. [<em>n.d.r. chissà perché non mi stupisce</em>] Because it’s <strong>not just a single exec</strong> who oversees the development of a script. It’s a whole <strong>chain</strong> of executives. Just as the writer feels that his job is to make the exec who hired him happy, that exec, in turn, feels that his job is to make the more senior exec who hired him happy.  Up it goes, all the way to the studio head. [...]</p></blockquote>
<blockquote><p>The Flintstones movie famously <strong>credited 32 writers</strong>. And those are only the ones we know about! Not all writers who work on a film ultimately get credit. [...]</p></blockquote>
<p>Hai capito? Non che si sospettasse, ma leggerlo nero su bianco da una persona che lavora direttamente in quel campo, fa una certa differenza.</p>
<p>La soluzione proposta sembra un controsenso in questo tempo in cui si parla di modifica o abolizione del copyright:</p>
<blockquote><p><strong>We have to retain copyright</strong>. Not because we’re smarter or more capable of shepherding scripts to greatness, but because WE WORK ALONE. Film is a collaborative medium. But writing isn’t.</p></blockquote>
<p>Ma non finisce qui:</p>
<blockquote><p><strong>It means in ten years filmmakers won’t need studios at all</strong><em>.</em> [...] And movies – mark my words – will get better.</p></blockquote>
<p>Io vi consiglio una lettura, se avete tempo anche degli altri articoli dell&#8217;autore, A. E. Vogler.</p>
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		<title>Come la RIAA si sta scrivendo le leggi, danneggiando l&#8217;Università USA</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 12:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le major musicali non hanno davvero alcuna etica. Quando pensi che non possano fare peggio di così&#8230; scavano. Leggo oggi un post che titola Now RIAA wants Universities to get campus wide Napster subscription or &#8216;lose all federal financial aid&#8217; e uno corrispondente su Ars Technica: New bill would punish colleges, students who don&#8217;t become [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le major musicali non hanno davvero alcuna etica. Quando pensi che non possano fare peggio di così&#8230; scavano.</p>
<p>Leggo oggi un post che titola <a href="http://www.bizorigin.com/2007/riaa_nuclear_option" title="BizOrigin: RIAA Nuclear Option">Now RIAA wants Universities to get campus wide Napster subscription or &#8216;lose all federal financial aid&#8217;</a> e uno corrispondente su Ars Technica: <a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20071111-new-bill-would-turn-colleges-into-copyright-cops.html" title="Ars Technica: New bill would punish colleges, students who don't become copyright cops">New bill would punish colleges, students who don&#8217;t become copyright cops</a>.</p>
<p>Ora, senza entrare nei meriti del copyright, è evidente che la RIAA debba fare tutto quello che è in suo potere per difendere i suoi legalissimi interessi (il fatto che siano sporchi da fare paura è un altro discorso).</p>
<p>Sappiamo in modo chiaro, tutti, che RIAA (ma anche la nostra SIAE) spingono i legislatori in modi non chiari a <strong>fare leggi che le favoriscano</strong> (<em>l&#8217;ignobile tassa su HDD e DVD?</em>), ma questa volta stanno davvero esagerando.</p>
<p>In pratica, se le Università USA non vieteranno efficacemente l&#8217;uso dei P2P, pagando eventualmente un servizio legale di download per conto dei propri studenti, non riceveranno più i <strong>sussidi federali</strong>.</p>
<p>Io mi chiedo chi abbia osato scrivere un simile aborto, creando una orrenda commistione fra pubblico e privato. E ci sono dei senatori che ne sono pure portavoce. <strong>Che schifo</strong>.</p>
<p>Non pensiamo però di essere tanto in salvo in Europa, ecco l&#8217;<a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20071024-danish-record-labels-float-flat-isp-fee-idea-for-unlimited-p2p-music.html" title="Ars Technica: Danish record">articolo di Ars</a> su una proposta fatta in Danimarca. Una brillante <strong>tassa di 13 euro al mese </strong>per compensare il traffico P2P illegale, su chiunque possieda una connessione internet.</p>
<p>Prima o poi la loro avidità supererà la soglia di tolleranza&#8230;</p>
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		<title>Perché l&#8217;industria della musica morirà</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Dec 2006 12:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai, tutti quelli che hanno capito come funziona questo nuovo mondo si chiedono perché le grandi case, accompagnate dai loro cartelli chiamati MPAA, RIAA, SIAE, etc, non capiscano che il mondo sta cambiando. La motivazione a cui sono giunto è probabilmente molto naive. Mi sono detto che seppure possano capire l&#8217;evoluzione del mercato, in realtà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai, tutti quelli che hanno capito come funziona questo nuovo mondo si chiedono perché le grandi case, accompagnate dai loro cartelli chiamati MPAA, RIAA, SIAE, etc, non capiscano che il mondo sta cambiando.</p>
<p>La motivazione a cui sono giunto è probabilmente molto naive. Mi sono detto che seppure possano capire l&#8217;evoluzione del mercato, in realtà non possono cambiare.<br />
Prendendo anche solo il mercato della musica, abbiamo dei colossi internazionali che si dividono il <a title="Wikipedia: World Music Market" href="http://en.wikipedia.org/wiki/World_music_market">71%</a> del mercato con oltre 5.000 dipendenti ciascuna.<br />
Ho cercato informazioni accurate sul dimensionamento aziendale ma non ho al momento trovato fonti molto attendibili, anche perché comunque bisognerebbe separare società che hanno divisioni multiple. Per dire, comunque Vivendi ha <a title="Vivendi" href="http://www.vivendi.com/corp/en/hr/repartition.php">34.000</a> dipendenti, Sony BMG <a title="Sony BMG company facts" href="http://www.smartbrief.com/news/ctia/companyData.jsp?companyId=42019">10.000</a>, Universal <a title="Universal Music company" href="http://www.smartbrief.com/news/ctia/companyData.jsp?companyId=13195">9.661</a>, etc.</p>
<p>Invece, con internet e tutte le tecnologie collegate, con gli shop online, la teoria della lunga coda (<a title="Wikipedia: Long Tail" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Long_tail">long tail</a>) e tutto quanto ne deriva abbiamo sotto gli occhi che tutto quello che serve per distribuire musica potrebbero farlo meno di <a title="Napster company" href="http://www.smartbrief.com/news/ctia/companyData.jsp?companyId=14308">200</a> persone per tutto il mondo. Ammesso e non concesso che servano ancora distributori.<br />
Ora, la mia riflessione è molto pratica: <strong>può una compagnia di 5.000+ persone ridurre i costi al punto di poter competere con una di 200+ persone?</strong></p>
<p>Io sinceramente non lo so, ma dato che da ignorante in materia mi dico: &#8220;no&#8221;, la prospettiva è che queste multinazionali faranno di tutto per stare in piedi con leggi, cavilli e pressioni economiche fino a quando non verranno distrutte dalla loro stessa inerzia.</p>
<p>Da un&#8217;altra prospettiva l&#8217;evoluzione tecnologica decreta a mio avviso una dinamica ben precisa: quello che ieri si poteva fare solamente con enormi investimenti, oggi è alla portata di tutti. Parlo per esempio della possibilità di registrare e distribuire musica propria in una qualità ottima per un uso domestico. Ma non scordiamo ad esempio che questo si applica in ogni campo: perché ieri un casa in pietra era un valore enorme ed oggi una colata di cemento e si ottiene un riparo molto più solido ad un costo infinitesimale.</p>
<p>L&#8217;evoluzione si basa su sedimentazioni successive, abbassamento dei costi e agilità:</p>
<ol>
<li>La sedimentazione serve per poter stare sulle spalle dei giganti e da lì costruire.</li>
<li>I costi abbassati servono per poter portare un servizio a tutti.</li>
<li>Agilità consente di non morire su un sistema creato e fissato, ma di potersi evolvere con il tempo.</li>
</ol>
<p>E&#8217; evidente che la legge sul copyright e tutto quello che oggi stanno facendo le case discografiche sono le unghie e i denti di un mostro che sta per venire sommerso da un&#8217;ondata di fango, sul quale crescerà la foresta successiva.</p>
<p>Se l&#8217;argomentazione iniziale fosse vera ora mi chiedo: hanno qualche possibilità di salvarsi? L&#8217;unico modo che io attualmente vedo è che creassero uno spin-off dell&#8217;azienda, libero e competente, che diventerà l&#8217;embrione del loro futuro.</p>
<p>Seppure non proprio così, Pixar e Disney vi dice niente?</p>
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		<title>UK vicino alla svolta sulla copia privata</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Nov 2006 00:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per quanto so che Punto Informatico è letto da una buona parte dei &#8216;tecnici e non&#8217; italiani, questa notizia è interessante: UK vicino alla svolta sulla copia privata. Lo è in vece di questa posizione, tradotta e citata, di Ian Kearns: &#8220;per quanto riguarda la protezione degli interessi dei detentori dei diritti, l&#8217;enfasi dell&#8217;industria della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto so che Punto Informatico è letto da una buona parte dei &#8216;tecnici e non&#8217; italiani, questa notizia è interessante: <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1729360">UK vicino alla svolta sulla copia privata</a>. Lo è in vece di questa posizione, tradotta e citata, di Ian Kearns:</p>
<blockquote><p>&#8220;per quanto riguarda la protezione degli interessi dei detentori dei diritti, l&#8217;enfasi dell&#8217;industria della musica è stata posta sempre sulla necessità di colpire la distribuzione illegale e non tanto di perseguire la copia personale, il che è giusto. Ma <strong>non è compito dell&#8217;industria decidere i diritti dei consumatori</strong>, quello è il compito del Governo&#8221;</p></blockquote>
<p>Al quale aggiungerei:</p>
<blockquote><p>&#8220;l&#8217;idea di <em>tutti i diritti riservati</em> non ha senso nell&#8217;era digitale, e non ha senso avere una legge che chiunque viola. Per dare alla proprietà intellettuale una legittimità dobbiamo partire dal rispetto del pubblico&#8221;</p></blockquote>
<p>Al che, non ho proprio niente da aggiungere, se non un accenno di riflessione al senso di democrazia che ivi traspare.</p>
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		<title>Tiscali.jukebox e la miopia delle major</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jun 2006 10:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tiscali.jukebox chiude, sapete perché? Bravi: le major europee ancora una volta si sono dimostrate di una stupidità incredibile. Il fatto che poi qualcuno si sia preso la briga di scrivere questo comunicato, molto semplice e chiaro, è indubbiamente una sottolineatura a suo modo ufficiale della cosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.tiscali.mercora.com/tiscali_letter_it.htm">Tiscali.jukebox chiude</a>, sapete perché? Bravi: le major europee ancora una volta si sono dimostrate di una stupidità incredibile. Il fatto che poi qualcuno si sia preso la briga di scrivere questo comunicato, molto semplice e chiaro, è indubbiamente una sottolineatura a suo modo ufficiale della cosa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Copyright sui libri</title>
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		<pubDate>Tue, 23 May 2006 16:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi ho preso in mano il mio libro di testo, e aprendolo mi è capitato di leggere il retro della copertina, ove citava non uno ma ben due copyright. Uno per l&#8217;autrice, l&#8217;altro per la casa italiana. Riflettevo su un fatto: mettiamo che il libro venda benissimo, per anni e anni, per tutta la durata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho preso in mano il mio libro di testo, e aprendolo mi è capitato di leggere il retro della copertina, ove citava non uno ma ben due copyright. Uno per l&#8217;autrice, l&#8217;altro per la casa italiana.</p>
<p>Riflettevo su un fatto: mettiamo che il libro venda benissimo, per anni e anni, per tutta la durata massima del copyright dei detentori del diritto. Mi sta bene, continuino a vendere.</p>
<p>Ma poniamo il caso che tale libro non venga più pubblicato, come spesso accade, per motivi non ben precisati. Cadremmo probabilmente nel settore economico della <a title="The Long Tail, wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Long_Tail">Long Tail</a>, ovvero quelle opere richieste da troppe poche persone perché ne venga richiesta una ristampa.</p>
<p>Contemporaneamente c&#8217;è la questione copyright. Per la <a title="Legge 633/41: diritto d'autore" href="http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l633_41.html#ART2">legislazione italiana</a>, mi risulta che ad oggi la durata è per qualunque opera la data di morte dell&#8217;autore/autrice più 50 anni, ad esclusione di film, fotografie e opere postume che invece hanno la durata di 70 anni (legge del 1997 se non erro).</p>
<p>Allora? Non sarebbe possibile &#8211; domando a me stesso e a chiunque mi legga &#8211; porre una clausola da parte della casa editrice? Cito e modifico dal libro che ho sottomano:</p>
<blockquote><p>Le riproduzioni per uso personale possono essere effettuatenei limiti del 15% di ciascun volume/fascicolo di periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall&#8217;art. 68, comma 4 della legge 22 aprile 1941 n. 633.</p>
<p>Le riproduzioni ad un uso differente da quello personale potranno avvenire, per un numero di pagine non superiore al 15% del presente volume/fascicolo, solo a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da [omissis].</p>
<p>Nell&#8217;eventualità in cui si verificasse in modo univoco che la casa editrice non intende ristampare il presente volume/fascicolo e non si è riusciti ad ottenerne altra copia altrimenti, è possibile effettuare la riproduzione integrale del presente volume/fascicolo senza il vincolo del 15% dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto.</p></blockquote>
<p>Certo, cavillabile. Ma potrebbe fornire uno spunto di discussione interessante. Quali sono i pro e i contro, secondo i vari punti di vista, di un approccio simile? Sarebbe un miglioramento per tutti? Vi sono falle?</p>
<p><em>Nota: il discorso &#8220;SIAE&#8221; è certamente questionabile, ma non vorrei farlo qui. Consideriamolo come uno status quo immodificabile del ragionamento. </em></p>
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		<title>Cosa è successo al Dynamic Range.</title>
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		<pubDate>Fri, 19 May 2006 10:25:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo breve articolo (che credo risalga al 2004) è piuttosto interessante se ci mettiamo a riflettere sulla qualità dei CD audio che acquistiamo. Le major vogliono soldi, la qualità scende, e loro si lamentano che il problema è la pirateria. Questa analisi, che mi sembra piuttosto attendibile, non è che una conferma oggettiva &#8211; ennesima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cdmasteringservices.com/dynamicrange.htm">Questo breve articolo</a> (che credo risalga al 2004) è piuttosto interessante se ci mettiamo a riflettere sulla qualità dei CD audio che acquistiamo. Le major vogliono soldi, la qualità scende, e loro si lamentano che il problema è la pirateria.<br />
Questa analisi, che mi sembra piuttosto attendibile, non è che una conferma oggettiva &#8211; ennesima &#8211; che ci indica dove sia il problema reale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bloccare l&#8217;Innovazione</title>
		<link>http://im.digitalhymn.com/2005/07/03/bloccare-linnovazione/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2005 20:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
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		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[lex]]></category>

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		<description><![CDATA[Piccolo quote dal ManteBlog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="//www.mantellini.it/2005_07_03_archivio.htm#112041169974553845">ManteBlog</a>:</p>
<p>Per la seconda volta nel giro dell&#8217;ultimo anno l&#8217;Economist <a href="//www.economist.com/printedition/displayStory.cfm?Story_ID=4128994">scrive</a> a chiare lettere che il copyright dovrebbe tornare ad essere una tutela &#8220;temporanea&#8221; e la sua estensione andrebbe ridotta ai 14 anni originari.</p>
<p>Come dargli torto?</p>
]]></content:encoded>
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