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	<title>The Old Intense Minimalism &#187; domus-academy</title>
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		<title>Siena Design Project 2006 &#8211; Journey, Report and Ideas</title>
		<link>http://im.digitalhymn.com/2006/08/02/siena-design-project-2006-journey-report-and-ideas/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2006 23:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Technocracy]]></category>
		<category><![CDATA[domus-academy]]></category>
		<category><![CDATA[interfacce]]></category>
		<category><![CDATA[limerick]]></category>
		<category><![CDATA[sdp]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>

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		<description><![CDATA[Report della giornata finale del Siena Design Project 2006, in data 26 luglio 2006, con qualche osservazione. Per chi fosse interessato, gli spunti di riflessione credo non sian pochi. L'articolo è stato pubblicato anche su <a href="http://www.idearium.org/interaction_design/siena_design_pr_1.php">Idearium.org</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per svariate congiunture astrali, ma soprattutto per merito di <a title="Leeander.com" href="http://www.leeander.com/">Leandro</a>, quest&#8217;anno sono riuscito a prendere visione alla fase finale del <a title="Siena Design Project 2006" href="http://www.saul.unisi.it/cdesign/event2006/">Siena Design Project 2006</a> (23-26 luglio). Data la personalità di Leandro gli è sembrato opportuno che fossimo in due a partecipare e così io e Dario Violi, un mio collega in <a title="Kallideas - Key-One" href="http://www.key-one.it/">Key-One</a>, ci siamo ritrovati sulla via per la <a title="Università di Siena - Certosa di Pontignano" href="http://www.unisi.it/servizi/certosa/">Certosa di Pontignano</a>.</p>
<p>Il Siena Design Project esiste da tre anni ed ha come mente organizzatrice quella di <a title="Antonio Rizzo - Università di Siena" href="http://rizzo.media.unisi.it/">Antonio Rizzo</a>, che avevo già avuto modo di vedere in un video a <a title="Post su Frontiere dell'Interazione 2006" href="http://im.digitalhymn.com/tag/frontiers06">Frontiers of Interaction 2006</a>.</p>
<h3>Journey</h3>
<p>Normalmente eviterei di aggiungere, in questo genere di scritti, informazioni contestuali che rientrano nella categoria &#8220;come è andato il viaggio&#8221;. Farò una eccezione, liberi di saltarla se lo desiderate.</p>
<p>Un viaggio Milano &#8211; Siena sembra abbastanza normale: musica improbabile, osservazione degli altri automezzi per notare dettagli curiosi (tipo macchine targate 666, o PA 551 ON), zapping fra svariate radio fra cui selezioni &#8220;da ascoltare in compagnia&#8221; come Radio Maria. Sicuramente vero, se non fosse stato per due avvenimenti che non potremo scordare.</p>
<p>Il primo è stato un simpatico camion che, mentre procedevamo con tutta calma a sorpassarlo, ha deciso di dire addio ad una sua compagna d&#8217;avventure, dicasi <strong>la ruota sinistra</strong>. Ella decise d&#8217;abbandonarlo intorno ai 100 km/h e di guadagnare la sua libertà salutando con gioia il cofano e il parabrezza della macchina di Dario. I cinque minuti di silenzio successivi sono stati abbastanza descrittivi della gioia da noi provata nel fare quell&#8217;esperienza. Abbiamo tacitamente ringraziato l&#8217;ingegnere che ha progettato le ruote doppie sui camion.<br />
Successivamente alla mitica frase &#8220;mangiamo all&#8217;autogrill dopo&#8221; e di conseguenza al miglior fast food della nostra vita <em>due ore dopo</em>, ci siamo addentrati per l&#8217;ultimo tratto di strada fra le colline per raggiungere la Certosa. Il fatto che la santa Radio Maria fosse disturbata non ci preoccupava molto, almeno fino a quando non abbiamo notato la singolare sincronizzazione dei disturbi con dei demoniaci fulmini davanti a noi. Il <strong>simpatico temporale estivo</strong> si presentò con la mia esclamazione: &#8220;Hey, guarda, lì piove!&#8221;, indicando un punto della strada prima del quale non pioveva e dopo il quale ci siamo sentiti in canoa.</p>
<p><img id="image450" alt="Siena Design Project 2006 - Chiostro Certosa di Pontignano durante il temporale" src="http://im.digitalhymn.com/wp-content/uploads/2006/08/sdp2006_pontignano_chiostro.jpg" /></p>
<p>Siamo quindi giunti al parcheggio della Certosa con visibilità prossima allo zero, pioggia orizzontale e un manto stradale di rametti estirpati dalle piante. Sicuri delle nostre conoscenze scientifiche abbiamo convenuto che la macchina era un posto sicuro in quanto costituente una <a title="Wikipedia IT: Gabbia di Faraday" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gabbia_di_Faraday">gabbia di Faraday</a>. Giunti al chiostro coperto della Certosa mezzi lavati nonostante gli ombrelli e i soli 10 metri che ci separavano dall&#8217;entrata abbiamo notato di essere arrivati tardi per poter assistere al crollo causato dal temporale di metà dell&#8217;abete interno. Il temporale è letteralmente svanito nell&#8217;istante in cui abbiamo aperto la finestra della nostra stanza. <a title="Wikipedia EN: Murphy's Law" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Murphy's_law">Murphy</a> docet.</p>
<p><img alt="Siena Design Project 2006 - Foresteria, entrata del chiostro" id="image451" src="http://im.digitalhymn.com/wp-content/uploads/2006/08/sdp2006_pontignano_foresteria.jpg" /></p>
<h3>Report</h3>
<p>Per il report consiglierei primariamente la visione del <a title="Siena Design Project 2006" href="http://www.saul.unisi.it/cdesign/event2006/">sito ufficiale del SDP2006</a>, che risulta essere esauriente e comprensivo anche delle presentazioni di ciascun progetto.</p>
<p>Senza la pretesa di obiettività, delineo alcuni punti per ciascuno, quelli che presumibilmente mi han colpito di più. Cerco di fornire i tratti essenziali di ciascuno senza essere troppo prolisso: se qualcuno fosse interessato vi sono le presentazioni sul sito ufficiale ed eventuali contatti aggiuntivi.</p>
<p><strong>Uccello</strong> è un progetto molto interessante, soprattutto dal mio punto di vista per l&#8217;approccio molto completo che hanno avuto: partendo da conoscenze quasi nulle il gruppo si è addentrato nelle dinamiche dei birdwatchers per rilevarne i problemi e quindi produrre un oggetto efficace e funzionale. Questo gruppo dell&#8217;Università di Stoccolma (Royal Institute of Technology, Stockholm, Sweden) ha realizzato un piccolo prodotto per supplire ad alcuni problemi che una analisi iniziale ha rilevato fra i birdwatchers: si tratta di una sorta di fotocamera che si aggiunge alla normale strumentazione e risulta essere trasparente all&#8217;uso.<br />
Il progetto è degno di nota anche perché prende a riferimento un ambito fuori da quello che è il flusso principale della ricerca, come quasi a voler sottolineare che il buon design non lo si ha solamente con progetti integrati, collegamento ad internet e tutte queste cose oggettivamente di moda, aspetto che comunque potrebbe aver penalizzato la percezione del progetto stesso.</p>
<p><strong>Vox Populi</strong> è il nome del progetto dell&#8217;Università di Siena, che vuole tentare di risolvere un progetto piuttosto ambizioso: uno spazio urbano che il cittadino può utilizzare per lasciare commenti ed interagire a vari livelli con la città (sia altre persone che il comune). Si tratta di alcuni spazi posizionati in varie posizioni in Siena e dotate di panchine e di un terminale intelligente. Il primo prototipo consentiva agli utenti di poter lasciare commenti vocali.</p>
<p>I problemi in questo caso sono notevoli e relazionati sia a questioni meramente fisiche (come costruire, come evitare il degrado, &#8230;) sia a questioni sociali (l&#8217;ampio spettro di età che farà uso dello strumento, &#8230;) sia a questioni amministrative (deve esserci una struttura che gestisca gli spazi e soprattutto ascolti i commenti).</p>
<p>Aggiungerei un dettaglio su un progetto che non è stato premiato ma che comunque era presente: <em>Library Lounge</em>. Vi rimando al sito del SDP per questo.</p>
<p><strong>Lorg Láimhe </strong>(Hand Print) è invece il progetto dell&#8217;Università di Limerick. Lo scopo era cercare di dare visibilità al Milk Market, senza snaturarne l&#8217;essenza. Questo spazio commerciale è ancora molto caratteristico ma di contro risulta essere esterno alle principali vie di traffico cittadino. Il progetto, successivo ad una fase preparatoria e di indagine, consiste di uno schermo molto particolare disposto in due luoghi: il mercato e la via cittadina principale. Questo schermo è dotato di sensibilità al tatto e &#8220;mette a fuoco&#8221; l&#8217;immagine se si appoggiano le mani su di esso, avvicinandosi. La spiegazione capisco che è piuttosto parziale ma il fulcro dell&#8217;interazione è dettato dalla naturalezza del gesto unitamente all&#8217;interazione con le persone dall&#8217;altra parte.</p>
<p><strong>i-Flow</strong> della Domus Academy di Milano ha chiuso la serie di presentazioni. Il progetto è forse stato per quella che era la mia impressione il più interessante e per certi versi anche quello con qualcosa in più pur mantenendo una certa soglia di realizzabilità. Si tratta di un sistema ideato dal concetto di libertà del Parkour (<a title="Wikipedia: Parkour" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Parkour">wiki</a>, <a title="Documentario TFI con sottotitoli" href="http://video.google.com/videoplay?docid=-1854204693582154043&#038;q=parkour">video</a>, <a title="Sito Ufficiale Parkour" href="http://www.parkour.com/">sito</a>), che vuole riprendere gli spazi cittadini. In pratica verranno &#8220;marcate&#8221; alcuni percorsi nella città tramite i simboli di i-Flow e questi attiveranno un cronometro per il percorso. La somma di tutti i tempi verrà mostrata su uno schermo alla fine del percorso, sul proprio cellulare e anche su un servizio online sincronizzato. Seppure l&#8217;infrastruttura per realizzarlo sia notevole, il progetto si basa su una idea molto accattivante ed è strutturato molto bene.</p>
<h3>Ideas</h3>
<p>Idee ce ne sono state molte. Come ha ben formalizzato Dario parlandone, i progetti spaziavano da Uccello, molto concreto e pragmatico, praticamente pronto per la messa in produzione, ad altri progetti meno concreti ma molto più ricchi di spunti, quasi a sembrare una base per future evoluzioni. A grandi linee queste considerazioni han ricalcato quelle fornite come motivazione ai premi assegnati.</p>
<p><img alt="Siena Design Project 2006 - Antonio Rizzo, Premiazioni SDP2006" id="image452" src="http://im.digitalhymn.com/wp-content/uploads/2006/08/sdp2006_pontignano_premiazioni.jpg" /></p>
<p>Personalmente ho trovato molto affascinante il progetto Lorg Láimhe, probabilmente per la semplicità dell&#8217;utilizzo &#8211; <strong>l&#8217;</strong><strong>interfaccia sono di fatto le mani</strong> &#8211; e il concetto della vicinanza e del contatto come &#8220;medium&#8221; per interagire. I dubbi ci sono sempre e le evoluzioni future saranno sicuramente più raffinate, ma trovo personalmente che l&#8217;abbandono di una &#8220;interfaccia da imparare&#8221;, per quanto semplice, sia una cosa da perseguire nonostante le difficoltà che può incontrare tale approccio.</p>
<p>E&#8217; anche interessante vedere come diversi progetti hanno avuto presentazioni differenti: curiosamente Dario notava che le presentazioni italiane erano a fondo nero, quelle straniere a fondo bianco. Se l&#8217;Italia fa tendenza, l&#8217;anno prossimo vedremo presentazioni nere più diffuse. Note di costume a parte, le presentazioni estere erano molto più incentrate sulla fase di <strong>analisi e ricerca</strong>, ovvero sul <strong>metodo</strong> per ottenere un buon prodotto, piuttosto che sull&#8217;idea e sulla definizione del progetto finale (questo non significa che siano più o meno accurate, semplicemente le presentazioni avevano questo tono).</p>
<p>Personalmente sono stato impressionato dal SDP 2006, seppure mi è stato riferito che ha avuto un&#8217;affluenza ridotta rispetto agli anni precedenti. L&#8217;ambiente in cui viene organizzato è davvero splendido (non ho fatto che ripetere &#8220;figuriamoci se a Milano gli viene anche solo in mente una idea simile&#8221;) e fornisce una cornice perfetta al SDP, con un contrasto fra antico e moderno che solo una Certosa ben tenuta come questa può dare.<br />
La figura di Antonio Rizzo che ho avuto modo qui di conoscere dal vivo si è presentata come molto interessante, ancora più di quanto potesse apparire dopo il video che ha portato alle Frontiere dell&#8217;Interazione 2006.</p>
<p><img id="image453" alt="Siena Design Project 2006 - Secondo chiostro della Certosa di Pontignano" src="http://im.digitalhymn.com/wp-content/uploads/2006/08/sdp2006_pontignano_altrochiostro.jpg" /></p>
<p>L&#8217;unico rammarico può nascere solamente allargando il panorama: SDP è qualcosa ancora di piccolo, almeno ai miei occhi, che non si evidenzia con tutti i suoi pregi a livello italiano (e quindi suppongo neppure europeo). E&#8217; davvero un peccato, perché le carte in regola credo ci siano tutte&#8230; anche se forse si perderebbe quel carattere amichevole che ho potuto respirare in questa giornata.</p>
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